(AGENPARL) - Roma, 4 Settembre 2024 - (AGENPARL) – mer 04 settembre 2024 COMUNICATO STAMPA
Peste suina: Cia incontra il commissario Filippini. Servono più abbattimenti e
ristori
La riunione con il presidente Fini nella sede confederale. Al centro le richieste per fermare
l’escalation
Roma, 4 set – La salvaguardia degli allevatori attraverso indennizzi adeguati e blocco degli oneri; il
contenimento massiccio dei cinghiali, principali vettori della peste suina; lo stop temporaneo nelle zone
rosse alle attività di caccia, raccolta funghi, trekking, per limitare al massimo la circolazione del virus.
Sono queste le richieste messe sul tavolo da Cia-Agricoltori Italiani nel corso dell’incontro con il nuovo
commissario straordinario per la PSA, Giovanni Filippini, oggi nella sede nazionale a Roma. Solo così,
secondo l’organizzazione, si può garantire la sopravvivenza delle stalle e fermare l’escalation, che mette a
rischio tutto il comparto suinicolo Made in Italy, 26 mila aziende e un valore di oltre 13 miliardi di euro tra
produzione e industria.
“Ringraziamo moltissimo Filippini per la disponibilità immediata al confronto con noi sull’emergenza
-ha dichiarato il presidente di Cia, Cristiano Fini-. Nel giro dell’ultimo mese, la situazione è fortemente
precipitata, con 24 focolai di peste suina registrati negli stabilimenti del Nord Italia, di cui 18 in Lombardia,
che da sola conta più del 50% del totale degli allevamenti suinicoli nazionali. È chiaro che ora non si può
più aspettare, serve grande sinergia e lavoro di squadra per evitare il disastro”.
Per questo, ha continuato Fini, “innanzitutto abbiamo chiesto al commissario di garantire un futuro
agli allevatori colpiti. Questo significa prevedere ristori rapidi e consistenti per coprire tutti i danni diretti e
indiretti, dal fermo produttivo al deprezzamento dei capi al blocco delle attività connesse, come gli impianti
di biogas. Necessari, poi, strumenti di supporto alle imprese (moratoria mutui, cassa integrazione, esoneri
contributivi) e sostegni agli investimenti per aumentare la biosicurezza in azienda”.
Altrettanto fondamentale, per impedire il diffondersi dell’epidemia, “è accelerare e intensificare le
operazioni di contenimento dei cinghiali, con personale specializzato e cabina di regia unica, partendo
dalle zone cuscinetto e dai distretti suinicoli”, ha aggiunto il presidente di Cia. Inoltre, “nelle zone di
restrizione, e limitatamente al periodo di emergenza, occorrerebbe un divieto a caccia, pesca, raccolta di
funghi e tartufi, trekking e mountain bike, sempre con l’obiettivo di fermare i contagi e sensibilizzare la
popolazione sul tema. D’altra parte, ha concluso Fini, “è in gioco la sopravvivenza di un settore chiave del
nostro agroalimentare”.
Da parte sua, il commissario Filippini ha assicurato dialogo e collaborazione costante con Cia,
accogliendo le richieste dell’organizzazione e illustrando la sua nuova strategia per dare una svolta alla
lotta contro la peste suina e salvare gli allevamenti.
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