
La prossima settimana, i ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi dell’Unione Europea discuteranno per la prima volta la possibilità di inviare istruttori militari in Ucraina. La notizia, riportata dal quotidiano tedesco Welt am Sonntag, è stata confermata da fonti vicine al dossier. L’incontro rappresenta un passo significativo nel dibattito interno all’UE riguardo al supporto militare all’Ucraina nel contesto del conflitto in corso con la Russia.
Oltre alla discussione tra i ministri, l’argomento sarà affrontato anche durante la riunione del Comitato politico e di sicurezza dell’UE (PSC), un organo chiave per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione. Secondo le fonti citate dal quotidiano, il dibattito è destinato a essere acceso, con i paesi membri divisi sulla questione.
Francia, Paesi baltici, Danimarca e Svezia si sono espressi a favore dell’invio di istruttori militari professionisti in Ucraina. Questi paesi vedono l’invio di personale addestrato come un passo necessario per rafforzare le capacità difensive dell’Ucraina contro l’aggressione russa.
D’altra parte, paesi come Austria, Ungheria, Germania, Malta e Slovenia sono contrari alla proposta. Questi Stati temono che l’invio di istruttori militari potrebbe portare a un’escalation del conflitto, aumentando il rischio di un coinvolgimento diretto dell’UE nelle ostilità.
Secondo Welt am Sonntag, una decisione definitiva sarà presa entro novembre “al più tardi”. Questo lascia qualche mese di tempo per ulteriori negoziati e per cercare di raggiungere un consenso tra i vari paesi membri.
La discussione sull’invio di istruttori militari riflette le crescenti tensioni all’interno dell’Unione Europea riguardo al modo migliore di sostenere l’Ucraina, bilanciando l’esigenza di aiutare un partner in difficoltà con la necessità di evitare un’escalation diretta con la Russia. La decisione finale potrebbe avere implicazioni significative non solo per il conflitto in Ucraina, ma anche per il ruolo dell’UE sulla scena internazionale.