
Il reato di omicidio stradale, quando scatta la galera
L’omicidio stradale è un delitto che è stato introdotto con l’art. 589-bis del codice penale dalla Legge n. 41/2016.
Con tale norma il Legislatore ha inteso inasprire la pena per coloro che causano sinistri stradali mortali.
Ciò in particolare per le ipotesi aggravate, quando la condotta di guida che ha causato la morte per incidente stradale è posta in essere sotto l’effetto di droghe, in stato di ebbrezza, o guida pericolosa.
La pena base prevede che chiunque con colpa cagiona la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da 2 a 7 anni.
Poi ci sono le aggravanti, in particolare con la pena della reclusione da 8 a 12 anni per chi provoca la morte di una persona ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza, o sotto gli effetti di stupefacenti.
Per la guida pericolosa quando procura la morte di una persona la pena è della reclusione da 5 a 10 anni per eccesso di velocità pari o superiore ai limiti consentiti, guida contromano, attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso, inversione di marcia non consentita.
Tuttavia l’arresto del conducente che ha procurato la morte in un incidente stradale resta facoltativo.
L’arresto obbligatorio nel caso di omicidio stradale, infatti, è previsto solo in presenza di aggravanti che prevedono l’irrogazione di una pena da 9 a 12 anni e può essere disposto anche successivamente alla fase delle indagini penali.
I dati sull’omicidio stradale
Il reato di omicidio stradale come fattispecie autonoma
Il danno come caratteristica del reato di omicidio stradale
Chi causa la morte per incidente stradale commette un reato di danno perché la sua integrazione postula la lesione del bene giuridico tutelato costituito dalla vita umana, che ci concretizza nell’uccisione della vittima.
Come reato colposo, l’elemento psicologico è costituito da colpa specifica, che ricorre quando l’evento, anche se previsto, non è voluto e si verifica per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
Tant’è che per la legge penale nel reato di omicidio stradale il comportamento colposo della vittima esclude la responsabilità dell’omicida quando costituisce una causa eccezionale ed atipica, non prevista, né prevedibile, che è stata da sola sufficiente a condurre all’evento morte.
Quali sono i danni risarcibili nell’omicidio stradale?
Sul danno tanatologico e danno da perdita parentale si è scritto molto.
La morte per omicidio stradale è un evento dal quale derivano specifiche voci di danno.
In particolare, si distingue tra danni il cui risarcimento sarebbe dovuto al deceduto e che, pertanto, vengono acquisiti dai suoi eredi (iure hereditario) e danni direttamente patiti dai congiunti del de cuius (iure proprio).
Circa il calcolo del risarcimento nell’omicidio stradale gli importi da liquidare alle vittime variano in base al grado di parentela ed all’età.
Il risarcimento del danno nell’omicidio stradale
Il risarcimento del danno nell’omicidio stradale non avviene in via automatica, ma è subordinato alla prova della lesione del vincolo affettivo tra parente superstite e vittima.
Tale vincolo e legame affettivo può desumersi anche dalla convivenza, o da particolari situazioni di fatto come nel caso del coniuge o della morte di un figlio in un incidente stradale.
Gli importi variano, poi, da un minimo di € 23.460,00 fino ad un massimo di € 146.120,00 per i fratelli e per i nonni.