
(AGENPARL) – mer 05 giugno 2024 *STEFANO FERRANTE (STAMPA ROMANA) SU GIORNALISTI NELLA P.A.: “UN PATTO DI
CONSULTAZIONE CON GLI ALTRI SINDACATI AFFINCHE’ AL TAVOLO CONTRATTUALE CON
ARAN FACCIANO LORO LE ISTANZE DEI GIORNALISTI”*
*CONCLUSA A ROMA LA II EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DEGLI UFFICI STAMPA E
DELLA COMUNICAZIONE DEL LAZIO*
“Un patto di consultazione con gli altri sindacati affinché possano sedere
al tavolo contrattuale con l’Aran facendo loro le istanze che noi portiamo
per i giornalisti che lavorano nella pubblica amministrazione”. La ha
affermato il segretario dell’Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante,
in occasione della seconda edizione degli Stati Generali degli Uffici
Stampa e della Comunicazione nel Lazio, che si è tenuta lunedì 3 giugno, a
Roma nella Sala Protomoteca del Campidoglio. L’iniziativa è stata promossa
dalla Consulta degli uffici stampa dell’Associazione Stampa Romana in
collaborazione con l’Associazione Italiana Comunicazione Pubblica e
Istituzionale e Roma Capitale.
“Quando ci è concessa un’agibilità nella Pubblica Amministrazione riusciamo
a rappresentare i colleghi giornalisti. Quando non ci è concessa è più
difficile”, ha spiegato Stefano Ferrante, “Non siamo antagonisti o
alternativi agli altri sindacati. Auspico che ci sia una revisione
dell’accordo tra la FNSI e gli altri sindacati, non solo per interesse
nostro ma anche per gli altri sindacati. In attesa di una revisione della
Legge 150, che possiamo auspicare ma che non vedo all’orizzonte, perché
manca l’interesse da parte della politica, che gradisce lo spoil system,
dobbiamo premere con l’Ordine dei giornalisti affinché la revisione della
legge professionale venga fatta con lo strumento giusto. C’è poi il tema
del possibile, cosa possiamo fare. Lancio l’idea, non potendo ancora sedere
a un tavolo con l’Aran, di un patto di consultazione con gli altri
sindacati, perché possano sedere al tavolo contrattuale facendo loro le
istanze che noi portiamo. Che non sono istanze corporative e
personalistiche. Si può fare specificando certe peculiarità della nostra
professione nella griglia della pubblica amministrazione, stabilendo
percorsi che tengano conto di questo”.
Il presidente di Stampa Romana, Paolo Tripaldi ha ricordato come la Legge
150, che nel 2000 è apparsa come una innovazione “negli anni non è stata
applicata correttamente dalle pubbliche amministrazioni e, spesso, anche a
Stampa Romana sono pervenute segnalazioni di bandi che non la rispettavano.
E’ arrivato il momento di pensare a un aggiornamento della 150”. Il
presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo ha poi
accennato alle richieste di iscrizione all’Albo dei giornalisti da parte di
persone che lavorano nell’ambito dell’ufficio stampa e della comunicazione.
“Al momento non è possibile accogliere le richieste di iscrizione
attraverso la produzione di comunicati stampa”, ha detto D’Ubaldo, “E’
stata presentata una proposta di riforma dell’Ordine dei giornalisti che
prevede novità positive per chi opera in questo settore. Auspichiamo che la
proposta di riforma, che è ferma sui tavoli del Governo, venga accolta al
più presto. Chi fa l’ufficio stampa è assolutamente un giornalista. Ci sono
tutti i presupposti affinché tutti i colleghi che lavorano in questo ambito
possano essere inquadrati come giornalisti”.
Per il consigliere di Roma Capitale, Giorgio Trabucco è stata “una giornata
ricca di contributi e spunti interessanti. Per me è stato un piacere
accogliere il convegno nella splendida sala della Protomoteca e introdurlo
raccontando come la mia esperienza politica si sia progressivamente
adattata alle nuove modalità di fare comunicazione pubblica negli anni.
Ringrazio ancora gli organizzatori e tutti i relatori e li aspetto in
Campidoglio per una nuova edizione”.