(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2024(AGENPARL) – mer 05 giugno 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 05/06/2024, ore 18:05
Nota ai media!
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Sul canale YouTube del Consiglio provinciale è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web http://www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.
Consiglio
Lavori Consiglio: criteri di assegnazione delle abitazioni IPES, eventi in Alto Adige
**Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit, Team K. La seduta di oggi è terminata. Domani alle 9.30 l’audizione dei rappresentanti nella Commissione dei 6 designati dal Consiglio provinciale.**
Nel pomeriggio di oggi è stata discussa in Consiglio provinciale la Applicazione della proporzionale e modifica dei criteri di assegnazione delle abitazioni IPES, con la quale la Süd-Tiroler Freiheit intendeva chiedere alla Giunta provinciale (versione EMENDATA) (1) di far sì che in futuro le abitazioni IPES vengano assegnate secondo una regolamentazione proporzionale che preveda quattro gruppi: i tre gruppi linguistici definiti secondo la proporzionale etnica, cioè tedeschi, italiani e ladini e, come gruppo separato, i cittadini con retroterra migratorio che non si considerano appartenenti a nessuno degli altri tre. La proporzionale si calcola a livello comunale. In futuro, le abitazioni IPES saranno assegnate secondo la consistenza del relativo gruppo nel singolo comune; (2) di modificare i criteri di assegnazione delle abitazioni IPES in modo che, se la quota spettante a un gruppo non viene completamente utilizzata, le abitazioni siano assegnate ai richiedenti successivi in graduatoria all’interno dello stesso gruppo. A questo fine l’IPES pubblica annualmente i dati sulle abitazioni occupate e sfitte, suddivise fra occupate e disponibili all’interno di ciascuno dei quattro gruppi; (3) di modificare i criteri di assegnazione delle abitazioni IPES in modo che, nell’assegnare alle coppie sposate i punti per la durata della residenza, si attribuisca alla coppia il valore medio risultante dalla durata della residenza di entrambi i richiedenti; (4) di modificare i criteri di assegnazione delle abitazioni IPES così da assegnare punti anche per la partecipazione attiva a un’organizzazione di volontariato. Il comune in cui il richiedente svolge tale attività di volontariato è equiparato al comune in cui si trova il suo posto di lavoro. Per certificare l’attività di volontariato è previsto un modulo apposito, che viene compilato e firmato dal presidente dell’organizzazione; (5) di modificare i criteri di assegnazione delle abitazioni IPES in modo che i componenti adulti di famiglie con retroterra migratorio debbano fornire prova documentale della propria situazione patrimoniale nel Paese di origine, e se applicabile in altri Paesi in cui hanno vissuto per almeno dieci anni. Non saranno più accettate autodichiarazioni in tal senso. Nell’attribuzione dei punti, la situazione patrimoniale dei richiedenti con retroterra migratorio verrà valutata allo stesso modo della situazione patrimoniale dei richiedenti senza retroterra migratorio; (6) di mettere a disposizione dei giovani dei miniappartamenti in tutta la provincia, nei quali possano abitare per cinque anni fino all’età di 35 anni. Nell’assegnare queste abitazioni si applica la regolamentazione proporzionale.
Il Team K ha chiesto un’illustrazione del punto (2); evidenziando l’importanza della proporzionale relativamente ai posti di lavoro, ha aggiunto che le abitazioni sociali dovrebbero però andare a chi ne ha più bisogno: ha posto quindi l’attenzione sulle richieste pendenti, anche da parte di persone con più di 25 punti, e all’alto numero di alloggi da ristrutturare, anche alle previsioni che nel 2030 mancheranno più di 6.000 alloggi, aggiungendo che quanto proposto comporta tanta burocrazia aggiuntiva.
Il Gruppo verde ha concordato con quanto detto dal Team K, aggiungendo che si tratta del più grande problema sociale della provincia e che la casa mangia il 40%del reddito. Bisogna ristrutturare gli appartamenti esistenti e recuperare gli sfitti, mentre la STF risponde a questo problema con un nuovo criterio che penalizza le persone che non arrivano a fine mese. IL fabbisogno è il criterio da applicare. Ha aggiunto che chi lavora giorno e notte non ha tempo per il volontariato, e che il punto sulla situazione patrimoniale dle Paese d’origine vuole solo escludere certe persone. Ha chiesto poi votazione separata del punto (6), con stralcio del riferimento alla proporzionale.
Il Partito Democratico ha ricordato che nel luglio 2022 erano stati prospettati criteri più rigidi per l’assegnazione degli alloggi IPES e criticato il riferimento al “retroterra migratorio”. Quello della casa è un problema pesante e andrebbe affrontato a livello globale considerando gli alloggi sociali, quelli vuoti, la politica degli affitti e altro, non rinchiudendosi in un’operazione come quella proposta, radente il nazismo.Bisogna affrontare.
La SVP ha ricordato i 12 punti relativi all’abitare elaborati nel 2019, che dal 2020 hanno portato a politiche diverse dalle precedenti. Ha quindi ricordato le modifiche portate dalla legge sull’edilizia pubblica e sociale, compreso il fatto che sono stati introdotti limiti temporali e il canone provinciale concordato, il progetto per i giovani, il co-housing, gli appartamenti per le donne vittime di violenza. Il fabbisogno è un criterio importante, ma non l’unico.
La Süd-Tiroler Freiheit ha chiarito che nessuno viene messo per strada: la proposta riguarda chi fa richiesta, non chi già abita in un alloggio. Molti Comuni non realizzano più alloggi IPES perché sanno che non andrebbero ad autoctoni. La proposta in esame aiuterebbe i giovani sudtirolesi a ottenere un alloggio nel comune di residenza.
L’asseasora competente ha criticato che con certe mozioni si volessero diffondere falsità, evidenziando che era stato detto che il 40% dei locatari IPES sono stranieri senza evidenziare che una parte era originaria, per esempio, di Innsbruck. Il 42% degli alloggi IPES va al gruppo tedesco, il 49% a quello italiano, e per introdurre modifiche è necessario cambiare lo Statuto, che prevede proporzionale e fabbisogno. Dei 13.500 alloggi IPES 6.500 sono a Bolzano, 1.500 a Merano e 500 a Laives: poco o niente cambierebbe l’applicazione della proporzionale in aree rurali; accogliere la proposta vorrebbe dire mettere per strada gli abitanti di certi quartieri di queste città per trasferirvi cittadini delle valli. In quanto alla quota extra UE, va detto che molti di questi cittadini hanno già la cittadinanza italiana. Nelle aree rurali gli alloggi vengono assegnati anche con punteggi bassi: evidentemente il fabbisogno non era così grande. La mozione della STF mira a creare spazio abitativo per la popolazione locale, ma tramite misure totalmente sbagliate e non conciliabili con lo Statuto; ci vuole un monitoraggio a livello provinciale e a questo scopo si sta lavorando con i sindaci, cosí come si lavora con le associazioni di categoria per consorzi che si occupino delle ristrutturazioni. La Süd-Tiroler Freiheit ha ricordato una mozione dell’attuale assessora che mirava proprio a riversare gli appartamenti IPES alla popolazione locale, e ribadito la necessità di introdurre misure concrete; in quanto alla burocrazia, pare la si voglia ridurre solo per i cittadini extracomunitari. Bisogna chiedersi anche per chi si costruiscono gli alloggi, dato che la popolazione locale non aumenta. L’assessora competente ha ammesso di aver chiesto come politica di opposizione cose che ora sa essere irrealizzabili. La mozione è stata votata per parti separate e respinta – ogni punto è stato respinto a maggioranza.
Il Team K ha presentato poi la Una strategia per gli eventi che si svolgono in Alto Adige, con la quale proponeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di commissionare un’analisi completa del mercato degli eventi in Alto Adige, con la creazione di un relativo osservatorio, al fine di ottenere dati rilevanti per ulteriori passi verso una strategia generale degli eventi basata sul modello del Land Tirolo; (2) di commissionare lo sviluppo di una strategia degli eventi per l’Alto Adige, coinvolgendo tutte le parti interessate dell’amministrazione provinciale, del mondo dell’economia – e in esso soprattutto il settore eventi -, del volontariato e dei cosiddetti lead event (“imparare dai migliori”). Il proponente ha chiesto di seguire l’esempio dei sudtirolesi in merito, e ringraziato i cofirmatari, tra cui Für Südtirol mit Widmann.
La Süd-Tiroler Freiheit ha ricordato il disastro finanziario dei mondiali di sci a Seefeld, e ribadito la necessità dell’apporto del volontariato e di una strategia. La situazione attuale non è più come 20-30 anni fa quando ogni associazione organizzava la propria festa in paese, oggi ci sono eventi di minore portata ma con maggiore qualità, tuttavia alle associazioni deve essere data la possibilità di agire senza ostacoli. Avrebbe sostenuto la mozione.
Il Gruppo verde ha chiarito l’importanza degli eventi, ricordando però anche le ripercussioni sulla popolazione locale, in primis in termini di traffico. Avere una strategia è importante, ma con il coinvolgimento della popolazione. Nella parte dispositiva andrebbe inserito un riferimento alla sostenibilità.
La discussione proseguirà domani, dopo l’audizione dei rappresentanti nella Commissione dei 6 designati dal Consiglio provinciale, prevista alle 9.30.
NOTA: Nel rispetto delle disposizioni sulla par condicio in vigore in prossimità delle elezioni europee, i comunicati sui lavori del plenum vengono redatti in maniera essenziale e in forma impersonale. Le sedute saranno comunque trasmesse in diretta streaming con traduzione simultanea in italiano e in tedesco sulla pagina web, e sul ; aggiornamenti anche sui profili social del Consiglio (, e ).
**MC**
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