(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2024 - (AGENPARL) – lun 03 giugno 2024 Buongiorno,
inviamo il report 2016-2024 della Galleria dell’Accademia di Firenze.
Video conferenza stampa e video GAF
Foto in alta risoluzione
Cartella stampa completa
COMUNICATO STAMPA
La direttrice Cecilie Hollberg illustra i risultati di otto anni del suo mandato: una completa trasformazione del museo che ha valorizzato, oltre al David, tutti i suoi spazi rendendo la collezione più fruibile e accessibile, con un aumento del 42% del pubblico e il record di oltre due milioni di visitatori
Qualità e bellezza
Presentazione Report 2016-2024
Galleria dell’Accademia di Firenze
La Galleria dell’Accademia di Firenze presenta il Report 2016-2024, un volume che illustra le tappe finali dei lavori del museo e i risultati di otto anni di mandato della direttrice Cecilie Hollberg che hanno visto la completa trasformazione di un luogo che ha acquisito grande valore in qualità e bellezza.
Un progetto realizzato attraverso una strategia che ha messo in luce e fatto risaltare, oltre al David di Michelangelo – simbolo dell’identità nazionale attorno al quale la Galleria è nata – tutti gli spazi del museo, rendendo l’intera collezione più accessibile, godibile, al passo con i cambiamenti e le innovazioni digitali.
Un traguardo ottenuto grazie ad una visione lungimirante e una fervente attività culturale della Galleria, con la missione di proiettarsi nel futuro diventando un punto di riferimento per la città, apprezzata dal pubblico nazionale e internazionale.
ll nuovo ingresso e la nuova facciata sono le ultime due tappe che concludono i grandi cantieri: grazie a questi interventi il museo ha migliorato i percorsi di accesso dei turisti, la fruibilità, la sicurezza e potrà aumentare la compresenza massima di persone all’interno.
La preparazione dei grandi cantieri è iniziata nel 2016, poche settimane dopo l’inizio della direzione di Cecilie Hollberg. I lavori si sono sviluppati su 3000 mq del museo nei quali sono stati installati, sostituiti o sanificati 750 metri di canali di areazione e di climatizzazione, in alcune sale mancanti o obsoleti, e ristrutturati 130 metri di canalizzazioni. Sono state rinnovate le didascalie e gli allestimenti di varie sale con colori a parete che valorizzano le opere, aperti varchi, finestre e porte per dare più respiro e offrire nuovi percorsi, alcuni diventati “musei nel museo”: dalla Gipsoteca che ha cambiato completamente volto e fruizione al collegamento delle sale con il Dipartimento degli Strumenti Musicali. Sono state digitalizzate tutte le collezioni, mettendo online documenti d’archivio d’artista, inventariando la biblioteca, fino alla dematerializzazione del biglietto d’ingresso. Con l’Avvocatura di Stato sono state ottenute importanti vittorie per la tutela dell’immagine del David, un precedente apripista per tutti i beni culturali. Sono state incrementate le collezioni con nuove acquisizioni, presentate mostre di ricerca importanti, pubblicati cataloghi scientifici, come il primo repertorio della pittura della Galleria dell’Accademia di Firenze.
“Abbiamo mantenuto l’inconfondibile identità dell’amato museo, trasformandolo nello stesso momento in un ambiente accogliente e inclusivo, un luogo vivo di incontro per godere di bellezze, arte, musica, ricerche, storia, discussione, istruzione, intelletto o diletto” dichiara Cecilie Hollberg.
“Si tratta di un grande lavoro di squadra nel quale ogni singolo ha dato il suo contributo con dedizione, professionalità e passione. Siamo grati per aiuti e consigli da parte di esperti e professionisti esterni e per averci accompagnato negli anni per ottenere infine un museo unico arrivato nel XXI secolo e riconosciuto come tale a livello internazionale. Ringrazio il personale del museo per avermi seguito in tutti questi anni, non sempre facili, per vari motivi, non per ultimo per la perdita dell’autonomia nel 2019 e dover ricominciare ancora una volta tutto da capo nel 2020. Ringrazio il Ministero della Cultura, la Direzione Generale Musei, gli organi che ci hanno sostenuto, i colleghi, le tante istituzioni italiane e non, con le quali abbiamo firmato degli accordi e delle collaborazioni, i partner, gli sponsor e l’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze che ha riportato il museo nei cuori dei cittadini”.
IL NUOVO INGRESSO, LA NUOVA FACCIATA
L’intervento di risanamento, iniziato a settembre 2023, ha riguardato l’intera tratta di via Ricasoli, compreso la porzione sia del Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” sia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze adiacenti e ha visto, tra l’altro, il restauro delle parti in materiale lapideo, le cornici delle aperture, la tinteggiatura di tutta la facciata con l’applicazione di un protettivo antisporco, nuovo impianto illuminazione, nuovo sistema di allontanamento volatili su gronda e davanzali, nuovo sistema di telecamere. Sono state anche aperte due porte, trasformando due finestre esistenti. Una soluzione che permette al Museo non solo di migliorare i percorsi di accesso dei turisti e offrire più sicurezza alle persone ma di aumentare la compresenza massima di persone all’interno della Galleria. Per questo sono stati spostati i dispositivi di controllo accessi, si è installato un nuovo contapersone, realizzato un nuovo allestimento della zona bigliettazione e audioguide e realizzato un nuovo impianto di illuminazione sia per l’ingresso che per l’uscita. L’ingresso, con la biglietteria, cambia anche nel design degli arredi in linea con l’estetica pulita della Galleria.
RIALLESTIMENTO SALE
La Galleria dei Prigioni
Le incomparabili sculture dei Prigioni di Michelangelo, originariamente destinate alla tomba di papa Giulio II a Roma, formano uno dei percorsi più straordinari della storia della scultura mondiale. Con questi sette marmi il museo possiede il numero maggiore di opere michelangiolesche al mondo. Seguono, nel percorso, il San Matteo e la Pietà di Palestrina che guidano il visitatore verso l’apoteosi, collocata al centro della Tribuna: il David. Uno dei più importanti lavori di riallestimento realizzati in questi anni è stato proprio quello della Galleria dei Prigioni dove sono stati spostati e rinnovati tutti i distanziatori che adesso sono meno invadenti con più attenzione alle opere. Esaltate da una nuova illuminazione – sponsorizzata da Enel – le sculture splendono, rendendo visibile ogni segno di lavorazione del “non finito” di Michelangelo.
La Sala del Colosso
La Sala del Colosso con il modello Ratto delle Sabine del Giambologna accoglie il visitatore all’ingresso della Galleria dell’Accademia. Qui troviamo la pittura del Quattrocento fiorentino con tavole d’altare di Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi, Perugino ed altri eccelsi pittori.La sala è stata dotata di un impianto di climatizzazione e di luci a LED, così come tutte le altre, mettendola in sicurezza grazie al restauro e del ripristino delle capriate. L’allestimento è stato completamente rivisto. Le pareti, rivestite di pannelli di tessuto tinteggiato in un blu “Accademia”, hanno cambiato la percezione del luogo. Il blu opaco fa ora risplendere i colori spettacolari delle opere qui raccolte, dando quasi la sensazione che siano appena uscite dalle botteghe dei maestri. Con le nuove didascalie la sala sembra più generosa e spaziosa. Una saletta adiacente, dedicata finora alle mostre temporanee, è stata, infine, annessa per dare respiro ai capolavori del Quattrocento come la Tebaide di Paolo Uccello o il cosiddetto Cassone Adimari dello Scheggia, che finalmente possono essere apprezzati in tutta la loro bellezza.
Sale dal Duecento al Quattrocento
Particolarmente prestigiosa è la collezione di dipinti a fondo oro dal Duecento al primo Quattrocento, periodo nel quale l’Italia ha vissuto l’apice della pittura su tavola, tipicamente in forma di polittico, prodotto per decorare gli altari delle chiese. Sul versante tardogotico spicca il nucleo più importante al mondo di opere di Lorenzo Monaco. Dopo aver installato un impianto di climatizzazione, sono state riallestite le sale al pianterreno. Le nuove luci a LED mettono in rilievo i preziosi fondi oro che ora sono esposti su pareti tinteggiate in verde “Giotto”, che esalta colori e sfumature delle tavole e dona loro una profondità e luminosità mai percepita prima, valorizzando in tal modo esemplari pittorici dei massimi artisti fiorentini quali il Maestro della Maddalena, Giotto, il Maestro della Santa Cecilia, Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi, Andrea Orcagna, Nardo di Cione, Giovanni da Milano, Agnolo Gaddi.
La Gipsoteca
Nella corsia dell’ex ospedale di San Matteo, si trova la Gipsoteca con i modelli in gesso di Lorenzo Bartolini (1777-1850). Lo Stato italiano acquistò i gessi dopo la morte dell’artista, conservandoli nel convento di San Salvi. Danneggiati con l’alluvione del 1966, fu realizzato un grande progetto per il loro recupero, al termine del quale venne identificata la Galleria dell’Accademia di Firenze come collocazione definitiva. L’allestimento della Gipsoteca è stato riordinato e ammodernato con sensibilità per mantenere il ricordo di uno degli ultimi esempi museografici rimasti di Sandra Pinto. Per motivi statici e di stabilità climatica sono state chiuse varie finestre, aumentando di seguito lo spazio per le mensole espositive in modo da poter riunire modelli in gesso sparsi negli uffici fino al 2022. I circa 300 busti, in passato senza alcuna protezione, sono stati ancorati alle mensole. Il leggero azzurro “Gipsoteca” esalta le centinaia di gessi e trasforma l’intera sala in un’opera d’arte abitata da persone apparentemente vive.
Sale Strumenti musicali
ll “Dipartimento degli Strumenti Musicali”, inaugurato nel 2001, ospita la Collezione del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze ed espone circa cinquanta strumenti musicali provenienti dalle collezioni delle famiglie granducali toscane, i Medici e i Lorena. Il suo prestigio risiede nell’eccezionalita? di alcuni strumenti conservati, come la viola tenore e il violoncello costruiti da Antonio Stradivari per il Gran Principe Ferdinando de’ Medici nel 1690. Ricordiamo inoltre il violoncello realizzato da Nicolo? Amati nel 1650 e la spinetta ovale insieme al clavicembalo d’ebano, ideati dal grande costruttore di strumenti musicali Bartolomeo Cristofori. Dal 2015 ad oggi sono stati intrapresi importanti lavori di manutenzione, revisione e restauro. È stato aperto un passaggio per collegare il dipartimento con le sale delle mostre temporanee per avere un percorso più fluido, un sistema di rilevamento delle condizioni microclimatiche degli strumenti con illuminazioni a LED, nuove didascalie e creazione di una pedana per migliorare l’esposizione degli strumenti a tastiera
ACQUISIZIONI, RESTAURI, CONSERVAZIONE
In questi anni la Galleria dell’Accademia di Firenze ha potuto acquisire ben diciassette nuove opere. Sono pervenute al museo nei modi piu? diversi, dalla donazione all’acquisto, all’assegnazione e infine per confisca. La Galleria dell’Accademia di Firenze dal 2015 ha inoltre portato avanti grandi progetti di conservazione con importanti restauri, resi necessari per le condizioni conservative di alcune opere. Sono state risolte problematiche strutturali, mettendo in sicurezza e rendendo la superficie pittorica piu? correttamente leggibile. Si tratta di campagne di manutenzione e restauro quali: puliture, ritocchi, interventi per la stabilita? di cornici e supporti, spolverature, e realizzazione di climaframe. Un grande progetto conservativo, di manutenzione e di restauro è stato eseguito anche sui modelli in gesso della Gipsoteca. Ogni singola operazione e? stata documentata attraverso una campagna fotografica ad hoc. Ogni due mesi circa inoltre si ripete un intervento delicatissimo: la spolveratura del David di Michelangelo. Un’operazione concordata, valutata e aggiornata sulla base delle esperienze precedenti, in modo da evitare che l’accumulo di depositi e polvere possa togliere luminosita? al marmo ingrigendone la superficie.
MOSTRE
Le mostre della Galleria dell’Accademia hanno sempre tratto spunto dalle collezioni del museo. La strategia è stata quella di concentrarsi su una grande rassegna nel periodo dell’anno della bassa stagione. In questo modo dal 2015 si è riusciti ad attrarre un nuovo pubblico e contemporaneamente a incrementare il numero dei visitatori nel periodo di minor affluenza turistica. Dal 2019 con la perdita dell’autonomia e in seguito per le conseguenze della pandemia la programmazione annuale si è interrotta. Le chiusure obbligatorie sono state utilizzate per allestire e portare avanti grandi lavori strutturali dell’edificio e dell’impiantistica e conseguentemente sono stati creati allestimenti temporanei delle opere resi necessari sia per mancanza di un deposito sia per motivi di sicurezza, costi e conservazione e per volontà di continuare a rendere visibili le collezioni. Le esposizioni sono riprese nel 2022 con la mostra “Michelangelo, l’effige in bronzo di Daniele da Volterra” a cura di Cecilie Hollberg. Si è appena conclusa ad aprile 2024 la prima grande monografica europea dedicata al pittore fiorentino Pier Francesco Foschi (1502 – 1567) che ha ottenuto grandissima attenzione da parte della stampa nazionale e internazionale.
COMUNICAZIONE
Dalla nuova identità visiva della Galleria dell’Accademia di Firenze – il logo che unisce il nome storico e include, al centro, l’immagine del David – al nuovo sito della Galleria, un portale web che a breve sarà disponibile anche in spagnolo, francese, tedesco e cinese offrendo un ampio palinsesto di contenuti digitali, la comunicazione è stata al centro del rilancio della Galleria. Tutti gli eventi organizzati all’interno del museo sono stati documentati e sono oggi accessibili su “Accademia on line”, il canale digitale che si arricchisce sempre di nuovi contenuti video, con format pensati per tipologie diverse di utenti, in italiano e in inglese. Dalle visite in realta? virtuale, mini-serie documentaristiche, podcast, formati didattici, video artistici e focus sulle opere destinate a un pubblico trasversale in linea con i progetti promossi dal MIC, Ministero della Cultura. Contenuti che costituiscono il nuovo patrimonio digitale del museo, potenziando un’offerta culturale dal valore inestimabile assieme creazione di contenuti appositi per i social network e la newsletter settimanale “La Galleria… dietro le quinte”, ormai arrivata al numero 180. Una comunicazione innovativa di cui fa parte il progetto di intelligenza artificiale “Chatta col David”, nato nel 2021 e realizzato con la societa? Querlo di New York e la collaborazione di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze insieme a numerosi studenti di altre universita? e nazionalità e in collaborazione con l’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia. In seguito al clamore suscitato in Florida, per aver mostrato il David nudo in una lezione di Storia dell’arte, la Galleria ha lanciato l’hashtag #davidagainstignorance, contro l’ignoranza culturale che vuole classificare pornografica la bellezza della scultura del Rinascimento.
INNOVAZIONE DIGITALE
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