(AGENPARL) - Roma, 24 Maggio 2024 - (AGENPARL) – ven 24 maggio 2024 *Trust per lo stadio Maradona: interviene l’Avv. Paolo Varriale,
coordinatore della commissione di studio in materia di trust istituita
presso l’Ordine degli Avvocati di Napoli. *
E’ di questa giorni l’iniziativa d’istituire un trust per lanciare una
raccolta fondi internazionale finalizzata alla ristrutturazione dello
stadio Diego Armando Maradona.
Come napoletano e come professionista, che da anni segue con crescente
interesse l’evoluzione dell’istituto giuridico del trust, non posso che
essere entusiasta.
Come napoletano, perché lo stadio è uno dei luoghi simbolo con i quali la
città s’identifica, ed è una risorsa per i cittadini, non necessariamente
di fede calcistica, che potrebbero usufruire gratuitamente di servizi
sportivi più qualificati.
Come professionista, perché ritengo che non ci sia uno strumento più idoneo
dell’istituto giuridico del trust per consentire agli amministratori
locali, in sinergia con quelli nazionali, di reperire le risorse necessarie
finalizzate alla realizzazione di uno stadio degno della città di Napoli,
conservandone, al tempo stesso, la titolarità.
Entrando più nello specifico, l’istituzione di apposito trust consentirebbe
di creare un fondo unico e protetto in cui far confluire le risorse sia
pubbliche (stanziate sia dal Comune di Napoli che dal Governo centrale) che
quelle di privati cittadini.
L’utilizzo di tale strumento consentirebbe una serie di vantaggi rispetto
ad altre misure diversamente proposte come ad es. il comodato d’uso
gratuito.
In primo luogo, come detto, si darebbe alla Città di Napoli la possibilità
di non perdere né la proprietà dello stadio né, tanto meno, la gestione
dello stesso, necessitando solo il conferimento provvisorio dell’impianto
sportivo in un trust (di scopo) per il solo arco temporale necessario ad
eseguirne la riqualificazione.
Durante tale periodo l’Amministrazione Comunale continuerebbe ad avere un
controllo sulla gestione, ricoprendo la carica di guardiano del trust
istituito, così da vigilare sulla corretta realizzazione del programma di
ristrutturazione nonché sul rispetto della normativa in materia di appalti
pubblici.
L’utilizzo del trust per la raccolta impedirebbe qualsiasi distrazione di
fondi per finalità diverse da quelle per le quali sono stati conferiti,
rimanendo le somme segregate e protette da azioni esecutive eventualmente
promosse da terzi creditori dell’Ente proprietario.
Sarebbe quindi un’opportunità per reperire maggiori risorse finanziare per
la realizzazione di un progetto di ristrutturazione più ambizioso.
Si tratta di un modello virtuoso che, con i dovuti accorgimenti, potrebbe
essere utilizzato dalla P.A. per riqualificare il proprio patrimonio
immobiliare senza perderne la titolarità.
Ufficio Stampa
Nicola Arpaia
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