(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2024 - (AGENPARL) – sab 20 aprile 2024 Prot. n.______ Federico Marini
CASE GREEN – Imprese artigiane edili favorevoli: 25mila realtà sarde
pronte a riqualificare il patrimonio immobiliare privato. Per l’Associazione
punti prioritari sono la formazione e la qualificazione. L’avvertimento di
Giacomo Meloni (Presidente Confartigianato Edilizia Sardegna): “Gli oneri
burocratici ed economici della nuova regola non ricadano sui privati e aziende”.
Associazioni “Come imprenditori dell’edilizia e come Associazione d’impresa siamo favorevoli
Territoriali alla Direttiva Europea “Case green” perché crea lavoro, riqualifica il patrimonio
Sud Sardegna
edilizio e ne aumenta il valore, permette di risparmiare energia, e offre la possibilità ai
Cagliari proprietari di recuperare, attraverso tutto il sistema dei bonus edilizi e quindi di
Via Riva Villasanta 241
tutto affinché questa nuova regola non ricada, in termini economici e burocratici, sulle
Oristano
Via Campanelli, 41 spalle dei cittadini e sulle imprese”.
Nuoro Edilizia Sardegna, sulla nuova Direttiva Europea “Case Green”.
Via Brig.Sassari, 37 “L’efficientamento energetico ovvero la riqualificazione del patrimonio
immobiliare – prosegue – può essere una grande opportunità ma non deve trasformarsi in
Sassari vessazione per cittadini e imprenditori. Non dimentichiamo come la Sardegna, come il
Via Alghero, 30
interessante capacità di intervento per la messa in efficienza degli edifici”.
Gallura Olbia
Via Sangallo 67 Secondo dossier dell’Ufficio Studi di Confartigianato, l’impatto della nuova
riqualificare, sia come aziende interessate alle prospettive di questo nuovo mercato: quasi
90mila immobili vetusti e circa 25mila imprese edili pronte ad intervenire. Un giro
d’affari che potrebbe essere anche superiore rispetto a quello del superbonus considerato
come quelle impegnate saranno tutte risorse private che non andranno a intaccare i bilanci
dello Stato. Per valutare l’impatto, basti pensare che per un intervento totale di
riqualificazione di un immobile di 100 metri quadri si innesca un giro d’affari, tra
riqualificazione, efficientamento e autoproduzione, che arriva facilmente ai 150mila euro
di investimento. D’altra parte, però, c’è da considerare come un immobile rimesso a
nuovo possa valere anche il doppio rispetto, con consumi energetici praticamente
azzerati, rispetto a uno ancora da ristrutturare.
Per l’Associazione degli Edili Artigiani, tutto ciò deve partire da due punti
fondamentali del sistema edilizio: la formazione del personale e l’accesso alla
professione.
“Il primo – sottolinea Meloni – deve consentire alle imprese di formare gli addetti
senza che i costi di tale azione si trasformino in una zavorra che affossa le imprese; la
formazione deve essere un valore e non un onere. Per fare questo servono risorse
adeguate, ovvero investimenti da parte dello Stato”. “Il secondo – prosegue – rappresenta
la necessità, non più differibile, di una normativa che disciplini il sistema di accesso alla
Confartigianato Imprese Sardegna
professione di imprenditore edile. Il settore, ormai, non può prescindere
dall’individuazione di regole chiare e certe nella loro applicazione, che portino ad una
qualificazione delle imprese operanti nel settore edile. I recenti fatti di cronaca
ricordano e ribadiscono l’assoluta necessità di promuovere una “cultura dell’edilizia”,
garantita da competenze adeguate alla realizzazione dei lavori in capo all’impresa ed
alle maestranze che la costituiscono. C’è la necessità di norme che regolino, e
selezionino, l’accesso alla professione edile da parte di operatori in grado di assicurare
al settore elevati standard professionali, in contrasto ai noti fenomeni d’improvvisazione
che, seppure marginalmente, hanno riguardato il settore a seguito dell’introduzione dei
bonus energetici”.
Per il Presidente, in ogni caso, “le politiche dell’Unione Europea non devono
essere interpretate come una minaccia, ma come una grande occasione per cogliere
l’obiettivo di “emissioni zero” dei nostri edifici e, contemporaneamente, sostenere la
crescita economica e occupazionale. Certamente siamo consapevoli come la norma poga
delle sfide impegnative che potranno essere affrontate solo attraverso politiche, ovvero
incentivi, regionali, nazionali e comunitari, che dovranno essere sempre più mirati a
salvaguardare e valorizzare il patrimonio immobiliare, soprattutto quello privato
residenziale”. “Il sostegno al settore – conclude Meloni – non deve gravare
esclusivamente sulle bollette di famiglie e imprese e, men che meno, generare bolle
speculative. Basta con gli interventi spot sottoposti a continui ripensamenti”.
Il panorama residenziale della Sardegna versa ancora condizioni critiche, con
abitazioni troppo vecchie e in cattive condizioni di salute e che consumano troppo.
L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, ha analizzato l’età e lo
stato dei 512.310 edifici privati (case unifamiliari, ville, villette, case a schiera,
palazzine, condomini anche con attività economiche al piano strada) costruiti prima del
1981 (322.515 unità) e dopo l’81 (189.795), secondo dati Istat.
Dall’indagine è risultato che il 17% (87.262 edifici) del totale degli immobili
versano in pessime o cattive condizioni, ponendo l’isola al 6° posto in Italia tra le regioni
con un patrimonio immobiliare vetusto.
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