(AGENPARL) - Roma, 8 Marzo 2024 - (AGENPARL) – ven 08 marzo 2024 **8 marzo, in piazza per ‘cambiare musica’. Giani:’Diritti delle donne
fanno crescere società’**
/Scritto da Chiara Bini, venerdì 8 marzo 2024 alle 18:22/
In tanti, oltre un migliaio, oggi in piazza Duomo hanno cantato “Insieme
per cambiare musica” partecipando all’evento organizzato da “La Toscana
delle Donne”, progetto della Regione Toscana, per l’8 marzo, Giornata
internazionale dei diritti della donna.
“In questa piazza, proprio sotto la nostra sede – ha detto il presidente
Eugenio Giani in apertura dell’evento condotto da Carletto Dj -, attraverso
le voci di cantanti, poeti, scrittori abbiamo voluto dire che l’arte e la
cultura, che sono nel Dna della Toscana e di Firenze, possono essere un
sostegno alla crescita del ruolo della donna nella società. Non si tratta
solo di sostenere la rivendicazione di una piena parità di diritti, ma di
far crescere la consapevolezza che eleva il livello di civiltà quando la
donna svolge ruoli di protagonista ai vertici della società. Lo dimostrano
i volti di questo manifesto dietro di me che riporta la battaglia degli
attivisti contro la repressione in Iran: è stato il sacrificio di una
donna punita e uccisa per non aver indossato il burka a scatenare in Iran,
paese dominato dall’oscurantismo religioso, un grande movimento in favore
di libertà e diritti. E ancora, lo dimostrano quelle donne che hanno fatto
da megafono al sacrificio di Navalny, il principale oppositore di Putin.
Quando si leva alta la voce di una donna, la società cresce e lo vogliamo
dimostrare in questa giornata in piazza del Duomo”.
“L’8 marzo – ha detto Cristina Manetti, ideatrice del progetto La Toscana
delle Donne e capo di gabinetto del presidente – è la giornata
internazionale dei diritti della donna e volevamo dare un segnale. Cambiare
musica diciamo oggi, perché la musica è un valore, la musica unisce ed è
un veicolo per lanciare o rilanciare un messaggio. Il viaggio per i diritti
della donna è ancora lungo, seppur iniziato da molto tempo. Ha conosciuto
una tappa fondamentale con la conquista del diritto di voto il 2 giungo del
1946: il diritto di votare e di essere votate. Da allora il viaggio è
continuato con le grandi conquiste degli anni Settanta, il diritto al
divorzio, all’aborto e oggi siamo qua, perché ancora tante sono le cose da
conquistare. Questo è un periodo in cui è molto sentito il tema della
violenza di genere, una piaga da estirpare. Riempiamo dunque le piazze,
come abbiamo fatto oggi, e rilanciamo forte il messaggio che insieme
possiamo cambiare, a fianco di tutte le donne”.
Dopo l’esibizione della cantante Giulia Vestri, che ha interpretato
“Voglio vivere”, Simona Bencini dei Dirotta su Cuba, ha fatto ballare
tutti con la sua “Gelosia”, poi il clima si è scaldato ancora di più
con l’impetuosa Bandabardò che ha fatto scatenare tutti sulle note di
“Manifesto”, “Vento in faccia” e “Beppeanna”.
Dopo la musica, c’è stato spazio per le parole, quelle che stanno
accompagnando il viaggio per i diritti a cui la Toscana delle Donne sta
dando anche una rappresentazione attraverso la lettura di alcune lettere.
Sono “Le lettere a Penelope”, missive a una figlia immaginaria in
procinto di fare il suo viaggio per i diritti e alla quale una madre
consegna bagagli che, come tutti i bagagli, contengono ciò che è
indispensabile per viaggiare: in questo caso parole speciali come viaggio,
futuro, libertà, gentilezza, speranza, cambiamento, coraggio.
Le attrici Giulia Weber e Sara Bosi accompagnate dal chitarrista Giusppe
Scarpato si sono alternate alla lettura delle lettere dedicate appunto al
Viaggio “che comincia molto prima della partenza e non finisce mai,
nemmeno quando si torna a casa”; alla Libertà perché “la libertà di
una donna è la libertà di tutte, per questo a volte è importante
mobilitarsi anche per una sola persona a cui la libertà è stata
sottratta” si legge nella lettera. Alla Speranza “che ha due bellissimi
figli: lo sdegno e il coraggio; lo sdegno per la realtà delle cose; il
coraggio per cambiarle”.
E poi ancora, un’altra lettera dedicata al Coraggio, “in cui si nasconde
la parola “cuore” di cui possono ricordarsi meglio le donne”;
un’altra dedicata al Cambiamento “perché non abbiamo bisogno di magia
per cambiare il mondo: abbiamo già dentro di noi tutto ciò che serve,
abbiamo il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono”; è
stata poi la volta della lettera alla Gentilezza perché “La civiltà
consiste nell’arte di essere gentili, un’arte che le donne conoscono molto
meglio degli uomini” e infine quella al Futuro “e il nostro compito non
è di prevederlo ma far sì che accada. E’ per questo che il futuro è
oggi”.
Si è tornati quindi alla musica con la compositrice e pianista Giulia
Mazzoni, trascinante interprete, che ha eseguito al piano quattro suoi
brani, “Never give up”, “Baires” “Has” e “Piccola luce”.
Paolo Vallesi, accompagnato dalla violoncellista Roberta Masselli, ha
interpretato “Quello che le donne non dicono”, “Bentornato” e la
sua celeberrima “La forza della vita”.
Il saluto finale è spettato a Serra Yilmaz, l’attrice musa del cineasta
Ferzan Özpetek che “Noi donne – ha detto – in questo mondo siamo
trattate come se fossimo una grandissima minoranza e quindi c’è ancora
tantissimo da fare, ma io mi auguro che i giorni futuri ci portino cose
belle come è successo in Francia dove il diritto all’aborto adesso fa
parte della Costituzione, una grande conquista perché solo le donne devono
essere maestre del oro proprio corpo. Mi auguro quindi che vengano giorni
in cui non ci sarà più nemmeno bisogno di un 8 marzo”.
Ha concluso l’evento, tra gli applausi, Irene Grandi che ha cantato “La
tua Ragazza sempre”, “Bruci la città” e la struggente “Se mi
vuoi”, accompagnata dal chitarrista Leo Di Dante e dal Coro Femina.
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