(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2024(AGENPARL) – ven 16 febbraio 2024 PONTE STRETTO, M5S: ‘DO UT DES’ MELONI, SALVINI GIOCA A MORRA CINESE COI NUMERI
PONTE STRETTO, M5S: ‘DO UT DES’ MELONI, SALVINI GIOCA A MORRA CINESE COI NUMERI
ROMA, 16 FEB. – “La premier Meloni ci dice che il Ponte sullo Stretto “è impossibile solo per chi non ha coraggio o non ha voglia di lavorare”. Parole alle quali non crede ella stessa, e i silenzi imbarazzati di ieri ne sono la riprova, ma che oggi rientrano nella grande recita di Carnevale del “do ut des” tra lei e il ministro Salvini. Il quale, alla ricerca disperata di consensi, fa la voce sempre più grossa per ottenere il terzo mandato per i governatori di regione promettendo sgambetti sul premierato, neanche troppo velatamente. Nel grande asilo Mariuccia che è la coalizione di Centrodestra, si dà il via allo sperpero di 15 miliardi svuotando i fondi di sviluppo e coesione di Sicilia e Calabria solo per “ammorbidire” il più irrequieto partner leghista. Il quale, peraltro, vaneggia di numeri a caso. Come sui 120 mila posti di lavoro previsti. La Società Ponte Stretto ci dice che ogni anno saranno impiegati nei lavori 4300 lavoratori. Aggiungiamone per magnanimità altri dell’indotto, arriviamo sopra i 5 mila. Per arrivare ai 120 mila di cui blatera Salvini, la costruzione dell’opera dovrebbe richiedere tra i 22 e i 24 anni. Senza dimenticare che – si spera – gli stessi lavoratori dovrebbero operare per più anni nel cantiere, quindi parlare di 120 mila posti di lavoro è una baggianata colossale. Che magari Salvini può dare a bere a Meloni, ma non a 60 milioni di italiani. Al di là di questo, l’ok di ieri al progetto richiede una dettagliata illustrazione da parte del ministro in Parlamento. Dire che il quadro è fumoso è un eufemismo. Non tornano i conti sui costi, sui tempi, sui posti di lavoro stimati e anche sull’impatto ambientale dell’opera: Salvini sta giocando a “morra cinese” coi numeri. Di certo c’è solo il quadro agghiacciante delle infrastrutture al Sud tratteggiato questa settimana dal rapporto “Pendolaria” di Legambiente. Meloni e Salvini vengano in aula per un’operazione trasparenza, e la smettano di scambiarsi le bandierine”. Così in una nota i parlamentari M5s delle commissioni Infrastrutture e Trasporti di Camera e Senato.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
