(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – mar 30 gennaio 2024 COMUNICATO STAMPA
Energia, Visconti (Ficei): Asi possono diventare comunità energetiche
Il presidente della Federazione: svincolare Paese da dipendenza estera
ROMA – “È entrato in vigore nei giorni scorsi il decreto CER, un provvedimento
voluto dal governo per provare a stimolare la nascita e lo sviluppo delle
comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo in Italia. Un primo passo
per dare il via a un progressivo processo di indipendenza italiana dalle fonti
estere. Si tratta certamente di una buona notizia per tutto il comparto
industriale, e non solo, che negli ultimi tempi è stato messo alla prova da costi
energetici fuori controllo”.
Lo afferma Antonio Visconti, presidente Federazione Italiana Consorzi Enti
Industrializzazione.
“Adesso, però, c’è bisogno di continuare sulla strada intrapresa con maggiore
convinzione. Un buon piano per i combustibili rinnovabili, in Italia, infatti, può
rendere la nostra nazione meno vincolata, a livello internazionale, dai grandi
players energetici oltre a rafforzare la nostra economia. Non è un miraggio:
basti pensare, infatti, che ci sono già potenziali infrastrutture in grado di
operare in quest’ottica. Mi riferisco alle aree industriali che per la loro
conformazione sono un’entità ideale per la costituzione di un’identità
energetica. Nelle Asi ci sono grandi consumatori di energia, le imprese, che
possono, tramite dei processi produttivi caldo-freddo, diventare grandi
produttori”.
“L’ente pubblico, che gestisce le aree industriali, può e deve svolgere una
funzione decisiva. Esso, infatti, ha il coordinamento di tutti i soggetti, ha la
proprietà dei sottoservizi, delle infrastrutture, delle aree di sedime sulle quali
impiantare i pannelli fotovoltaici. Può, inoltre, rilasciare autorizzazioni in deroga
sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili ed è a sua volta un grande
consumatore di energia con la pubblica illuminazione e gli impianti di
depurazione. Quindi è parte di questo processo sia come soggetto promotore
che come parte della comunità energetica”, spiega.
Molti hanno visto nella transizione energetica e nel Superbonus un’opportunità
per ridurre il fabbisogno di energia nel Paese ma quantificare l’energia prodotta
è impossibile; d’altro canto, capire quanto effettivamente queste misure
impattino, almeno per il momento, sul consumo e di conseguenza
sull’importazione di energia elettrica e sull’uso di combustibili fossili è
altrettanto complesso.
Inoltre, secondo alcune stime, nel 2022 i lavori sull’efficientamento hanno
prodotto un risparmio di soli 3 miliardi di euro a fronte di una spesa, per lo
Stato di centinaia di miliardi di euro. Tutto ciò, quindi, non dà certezze e
prospettive se non si agisce con l’aumento del fronte della produzione. Solo la
creazione di impianti fotovoltaici o di energia rinnovabile può quindi ridurre i
consumi di energia primaria e contenere la fattura energetica nazionale.
“Tutto ciò rappresenta anche un’opportunità industriale alla luce anche del
fatto che la transizione energetica è una grande occasione anche per le
industrie, per produttori di pannelli, per i produttori di cavi, di impianti, dei
sistemi di accumulo ma anche di tutto l’indotto. Un buon esempio è la
comunità di Buccino, in provincia di Salerno, dove insistono aziende che con le
forme di alimentazioni tradizionali sarebbero andati fuori mercato visto gli alti
costi. Adesso, invece, è in funzione un’impresa che sta sviluppando una
batteria a sabbia”.
Per fare tutto ciò c’è bisogno di un cambio di mentalità e di conseguenza delle
regole di “ingaggio”.
“È assolutamente improponibile, infatti, il limite alla produzione di energia che
oggi è fissato a un megawatt. Questo limite può andare bene per una piccola
industria ma un’impresa di grandi dimensioni ha bisogno di importi più elevati.
C’è inoltre bisogno di norme tutelino e salvaguardino le realtà produttive.
Mettere pannelli fotovoltaici sui terreni industriali può significare impoverire le
opportunità delle industrie. Servono sistemi che riconoscano il ruolo dei
consorzi come entità di promozione e di sviluppo di un modello virtuoso che è,
aldilà dell’aspetto ambientale della decarbonizzazione, anche un’opportunità”.
Un’occasione per attuare, finalmente, l’autonomia energetica nazionale di cui
si parla da decenni ma che, finora, non ha avuto sviluppi reali. “Adesso c’è
l’opportunità di interrompere questa ruota e, una volta per tutte, non
dipendere da fonti estere che, come abbiamo visto negli ultimi tempi, sono
soggette a mutamenti radicali dovuti a guerre, pandemie o semplici
cambiamenti politici. Solo così si potrà essere un grande paese industriale,
autonomo sotto tutti i profili”, conclude Visconti.
Roma, 30 gennaio 2024
L’ufficio stampa
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