(AGENPARL) - Roma, 24 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – mer 24 gennaio 2024 Il vicepresidente Piemontese alla Commissione alla riunione della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni
“Il sostanziale azzeramento del fondo di perequazione infrastrutturale deciso nella Legge di Bilancio 2024 è ingiusto e aggrava le preoccupazioni per lo smantellamento dell’unità nazionale che si sta perpetrando con l’autonomia differenziata delle Regioni”.
Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia e assessore al Bilancio Raffaele Piemontese, intervenendo poco fa alla riunione della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dove si esaminava la richiesta del presidente Michele Emiliano di iniziative da intraprendere in merito al definanziamento del Fondo per la perequazione infrastrutturale, posta al primo punto all’ordine del giorno della Conferenza di domani che riunirà tutti i presidenti di Regione.
La Commissione ne ha riconosciuto l’importanza e si sono aggiunte voci critiche anche dalla Regione Emilia-Romagna, il cui rappresentante ha rilevato che, oltre a sottrarre risorse disposte prevalentemente per le regioni meridionali, il sostanziale definanziamento del Fondo toglie risorse anche a territori interni alle Regioni del Centro Nord, più svantaggiati rispetto ad altri.
Nel corso della discussione è emerso il tema dell’opera del Ponte sullo Stretto di Messina che assorbirebbe una quota cospicua di quel fondo, Il vicepresidente Piemontese ha fatto osservare che “se si tratta di un’opera di rilevanza strategica nazionale, come sottolineano enfaticamente tanto la presidente Giorgia Meloni, quanto il vicepresidente e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, è giusto imputarne gli ingenti oneri finanziari su tutto il Paese, non diminuendo le risorse del Fondo per la Perequazione Infrastrutturale che ha la finalità di assicurare il recupero del divario infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale, anche infraregionali, e a garantire analoghi livelli essenziali di infrastrutturazione e dei servizi a essi connessi”.
Nell’articolata lettera dell’aprile dell’anno scorso, il presidente Michele Emiliano aveva evidenziato quanto fosse “fondamentale, soprattutto per le regioni del Sud, ma anche per l’intero Paese, avere l’opportunità di utilizzare in questo momento storico le risorse finanziarie messe a disposizione dal Fondo, pari a 4 miliardi e 600 milioni di euro, al fine di colmare il gap esistente tra i diversi territori, nei quattro settori d’intervento infrastrutturale: Trasporti, Sanità, Idrico e Istruzione. Il Fondo – proseguiva il presidente della Regione Puglia – con la sua importante dotazione, sarà di ausilio anche nell’ottica di un miglior coordinamento e complementarietà degli interventi strategici già programmati con il PNRR e PNC, la programmazione europea e l’FSC 2021/2027”.
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