(AGENPARL) - Roma, 17 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – mer 17 gennaio 2024 MARCO MAURELLI (FEDERBALNEARI) A “GIU’ LA MASCHERA”
(RADIO 1 RAI): SPIAGGE: “GOVERNO E’ RIUSCITO A TROVARE LA
QUADRA”
Roma, 17 gennaio 2024
“Questo Governo, dopo tanti altri Governi che si sono susseguiti negli anni, è riuscito
a trovare un po’ la quadra. Si è fatto un lavoro importante recentemente al tavolo
interministeriale, cui hanno partecipato nove Ministeri, la Conferenza delle Regioni e
le principali associazioni di categoria. La direttiva servizi prevede che laddove vi sia
la non scarsità della risorsa naturale, se la risorsa è disponibile per nuove posizioni, si
può evitare l’applicazione della direttiva Bolkestein”. Lo ha affermato il presidente di
Federbalneari, Marco Maurelli, a “Giù la maschera”, il programma condotto da
Marcello Foa in onda su Radio 1 Rai, nella puntata odierna dedicata al tema
“Stabilimenti balneari: chi ha ragione e chi ha torto?”.
“Il Governo, per la prima volta dal 2009, è riuscito a stabilire la percentuale di
occupabilità e quelle di aree libere”, ha detto Maurelli, “Attualmente il numero di
stabilimenti è inferiore allo spazio disponibile. Siamo tutti d’accordo che questa
debba essere la linea. Sappiamo che la risposta che è stata data verte in questa
direzione. Sei mesi sono un periodo congruo per individuare cosa manca: a questo
33,67% del demanio marittimo manca la mappatura del demanio. Questo lo abbiamo
sostenuto per primi. Ci sono quasi 70 mila chilometri di coste in più da censire. Noi
l’abbiamo fatto, ma ora lo Stato deve trovare il modello per completare le
mappature”.
Il presidente di Federbalneari ha ribadito la necessità di applicare quanto previsto
nella direttiva servizi. “Lo prevede anche la legge Draghi”, ha proseguito Maurelli,
“Noi vogliamo che sia fatto questo percorso. Poi ci deve essere un’intesa tra Governo
italiano e Commissione europea. L’Italia è l’unico paese che ha fatto la mappatura in
modo corretto come previsto dalla direttiva servizi. Sfido gli altri paesi, che hanno
modelli surreali rispetto al nostro. Mi sembra surreale dire che in Italia non va bene e
negli altri paesi va bene”.
Secondo gli ultimi dati il settore balneare genera 31,9 miliardi di euro di fatturato, a
fronte di soli 115 milioni di euro di incasso per lo Stato attraverso il canone per la
concessione delle spiagge. “Secondo dati Nomisma in media un’impresa del nostro
settore genera 260 mila euro di fatturato, e un canone tra gli 8 e i 10 mila euro. Le
imprese che svolgono la propria attività su aree del demanio però hanno il 74% di
pressione fiscale. La coperta è corta. Sicuramente è necessaria una riforma del canone
delle concessioni demaniali, più alto per garantire più gettito allo Stato. Però
dobbiamo poi valorizzare anche le nostre imprese, che investono e valorizzano il
bene che hanno in concessione. Dobbiamo mantenere un equilibrio corretto. La
nostra proposta è di un incremento di 4 / 5 volte quel gettito, ma che va bilanciato
sulla base del modello economico turistico e alle diverse regioni d’Italia”.
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