(AGENPARL) - Roma, 16 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – mar 16 gennaio 2024 *GIUSTIZIA – ORGANISMO CONGRESSUALE FORENSE SU DISCIPLINA DELLE
IMPUGNAZIONI PENALI: “LIMITAZIONI DELLE FUNZIONI DIFENSIVE E DELLA DIFESA
DI UFFICIO”*
Roma, 16 gennaio 2024
limitazioni delle funzioni difensive e della difesa di ufficio nella
modifica della disciplina delle impugnazioni penali, proposta dal Governo e
approvata in Commissione Giustizia del Senato lo scorso 11 gennaio. E’
quanto rileva l’Organismo Congressuale Forense. Un provvedimento che “lede
pesantemente la funzione difensiva e determina una discriminazione
incostituzionale nei confronti della difesa d’ufficio. La modifica proposta
all’art. 581 comma 1 quater c.p.p., infatti, elimina per il difensore di
fiducia l’obbligo di allegare specifico mandato a ricorrere, ma lo mantiene
incredibilmente inalterato per il difensore d’ufficio dell’assente a pena
di inammissibilità dell’impugnazione. Ciò determina una lesione del diritto
dei cittadini appartenenti alle fasce deboli a vedere riconosciuta la loro
innocenza e a difendere la loro libertà rispetto alla richiesta punitiva
dello Stato. La previsione, peraltro, nell’ascrivere alla difesa d’ufficio
una odiosa e inconcepibile funzione di intralcio alla giurisdizione, appare
la conseguenza di una idea di giustizia che mette al primo posto principi
di economia, considerati prevalenti rispetto al diritto alla libertà
dell’individuo”.
Secondo l’OCF, coordinato dall’avvocato Mario Scialla “è peraltro,
insanabilmente contraddittorio un ordinamento giudiziario che assegna alla
difesa un rango costituzionale e, al contempo, ne limita l’esplicazione
proprio nei confronti di chi spesso non ha i mezzi e gli strumenti per
assicurarsi un difensore di fiducia. Al contempo, l’impossibilità di
proporre appello, nel caso frequente in cui il difensore non riesce a
rintracciare il condannato, finisce per frustrare l’essenza stessa del
ruolo difensivo e della tutela dell’accusato. Il tutto accade in
concomitanza alla divulgazione dei dati ufficiali che ad oggi segnalano un
aumento notevole delle persone detenute rispetto al 2016, con un incremento
inaccettabile del tasso di sovraffollamento carcerario ed un evidente
disallineamento dello Stato rispetto alle prescrizioni della Corte di
Strasburgo, ma soprattutto un numero notevole di ristretti in carcere per
condanne inferiori ai due anni, dato quest’ultimo che dovrebbe imporre una
tutela maggiore per i soggetti deboli. Va detto che l’avere previsto, in
adesione alle richieste dell’avvocatura, l’eliminazione della inconcepibile
previsione di cui all’art. 581 comma 1 ter c.p.p. dell’obbligo per il
difensore di allegare l’elezione di domicilio nel proporre impugnazione
nell’interesse dell’imputato presente, è modifica del tutto insufficiente a
ripristinare un sistema delle impugnazioni coerente con una giustizia
penale di marca liberale. Attesa l’importanza della questione, l’Assemblea
dell’OCF del 19 gennaio deciderà quali iniziative intraprendere a difesa
del cittadino”.
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