(AGENPARL) - Roma, 21 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – gio 21 dicembre 2023 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Brescia
COMUNICATO STAMPA
21/12/2023
GDF BRESCIA: ESEGUITE 31 PERQUISIZIONI A CONTRASTO DI UN’ASSOCIAZIONE PER
DELINQUERE DI MATRICE CINESE.
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia e del Servizio Centrale Investigazione
Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza hanno eseguito, nelle province di Brescia, Bergamo, Milano,
Cremona, Pistoia, Verona, Bolzano, Reggio Emilia, Prato e Udine, un provvedimento di perquisizione locale e
personale, emesso da questa Procura Distrettuale, nei confronti di 31 soggetti (21 persone fisiche e 10 entità
giuridiche), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere composta da cittadini cinesi,
prestazione abusiva di servizi di pagamento, autoriciclaggio e riciclaggio, il tutto aggravato dalla transnazionalità
del reato.
L’indagine delle Fiamme Gialle, avviata nel novembre del 2022, ha permesso di disvelare l’esistenza di
un’associazione per delinquere, composta da n. 21 soggetti e ramificata su tutto il territorio nazionale, la quale,
nello svolgere un’attività bancaria abusiva presso gli hub in uso al predetto sodalizio, ha offerto un vero e proprio
“pacchetto di servizi”, così distinto:
– ai membri della comunità cinese delle suddette città italiane, attraverso una serie di servizi di pagamento
abusivi, in quanto consentiti ai soli istituti di credito/ di moneta elettronica/ di pagamento autorizzati;
– ad ulteriori associazioni per delinquere dedite all’emissione ed utilizzo di ff.oo.ii., con servizi di
monetizzazione delle stesse e di riciclaggio dei relativi proventi illeciti.
La specificità del sistema disvelato risiede, dunque, nel riutilizzo del denaro contante raccolto presso la comunità
sinica ubicata sul territorio nazionale. Una volta raccolta la liquidità nei vari hub, questa verrebbe utilizzata per
colmare le esigenze di monetizzazione del settore delle fatture false, i cui pagamenti sarebbero già stati
precedentemente immessi nel circuito finanziario oggetto d’indagine e, conseguentemente, drenati dall’economia
nazionale eludendone il presidio antiriciclaggio.
Le investigazioni della Guardia di Finanza hanno, peraltro, consentito di ricostruire il sistema e,
conseguentemente, il circuito finanziario utilizzato dalla medesima associazione per attuare tali condotte illecite.
In particolare, a seguito della raccolta di denaro contante effettuata presso i propri connazionali, intenzionati a
trasferire denaro dall’Italia alla Cina con la garanzia dell’anonimato, gli associati avrebbero fatto ricorso a due
modalità operative di trasferimento dello stesso, basate, da una parte sull’utilizzo di applicazioni informatiche
crittografate, dall’altra sulle caratteristiche tipiche del sistema “Fei Chen” consistente in un trasferimento di
denaro non tracciato su base fiduciaria.
All’esito delle perquisizioni sono stati arrestati d’iniziativa, in flagranza di reato, tre soggetti di medesima
nazionalità per riciclaggio. Quattro soggetti di nazionalità cinese sono stati, invece, denunciati rispettivamente
per esercizio di giochi d’azzardo, riciclaggio e due per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.
Le Fiamme Gialle, con la collaborazione delle unità cinofile cash dog, hanno inoltre sequestrato oltre 1,2 milioni
di euro, oltre a 6 orologi modello Rolex di significativo valore, decine di dispositivi informatici e smartphone,
nonché 5 macchine contasoldi.
L’attività di polizia giudiziaria ha, quindi, fatto emergere un nuovo fenomeno riciclatorio che vede in alcuni
cittadini cinesi il principale interlocutore. L’attività di raccolta e di trasferimento di denaro svolta da questi ultimi
avrebbe determinato la creazione, su tutto il territorio nazionale, di banche cinesi abusive le quali, utilizzando
canali finanziari paralleli, aggirano il sistema di prevenzione antiriciclaggio, bypassandone i presidi previsti.
Tali condotte criminose, fortemente lesive degli interessi economico-finanziari nazionali ed unionali,
consentirebbero, non solo la fuoriuscita non tracciata di un’ingente quantità di capitali dai confini dell’UE, ma
anche l’agevolazione di associazioni per delinquere dedite ad ulteriori fattispecie criminose di matrice
economico-finanziaria.
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