(AGENPARL) - Roma, 30 Novembre 2023 - (AGENPARL) – gio 30 novembre 2023 [image: logo.jpg]
30 novembre 2023
*SABATO, AD ASTINO, L’INAUGURAZIONE DEL VIGNETO BIODIVERSO DELL’ORTO
BOTANICO*
*Un progetto museale che riguarda una collezione di sistemi di allevamento
e di vitigni*
La vocazione museale della Valle della Biodiversità, la sezione di Astino
dell’Orto Botanico (via dell’Allegrezza angolo via Astino), compie un altro
passo con *l’inaugurazione, sabato 2 dicembre alle ore 11.30, del vigneto
biodiverso*, una collezione di sistemi di allevamento e di vitigni
resistenti che raccontano il rapporto storico agrario con questa pianta
dalle qualità uniche.
Nella Valle d’Astino la coltura della vite, infatti, è un tassello
fondamentale del paesaggio storico collinare, terrazzato per accogliere i
filari e per aumentare la superficie coltivabile.
*Il progetto*
La vocazione a vigneto della Valle d’Astino è documentata dai terrazzamenti
tuttora leggibili nel paesaggio, dalle testimonianze locali raccolte
dall’Orto Botanico, da documenti storici e fotografici che sono oggetto di
ricerca.
Grazie all’accordo del 2016 tra Comune di Bergamo e Fondazione MIA è stato
ridefinito il perimetro della Valle della Biodiversità con il suo
ampliamento da dedicare alle piante da frutto nei due versanti vallivi
terrazzati coperti da rovo e bosco. Nel 2018, in accordo con il Parco dei
Colli, è iniziato il taglio dei rovi per favorire il ritorno del prato e
per liberare i muri a secco da ricostruire o consolidare, mentre le aree
boscate sono rimaste tali, salvo gli abbattimenti di ailanti e
l’introduzione di plantule di varie specie autoctone.
Con l’obiettivo del recupero dell’uso agrario con il ripristino della
coltivazione della vite in chiave museale e dimostrativa, nel 2020 il
Comune di Bergamo ha affidato la progettazione a *Gianfranco Franchi*,
architetto del paesaggio con studio a Pistoia, che ha coinvolto
l’agronomo *Eraldo
Antonini* e l’arch. del paes. *Chiara Tesi*, in dialogo con il direttore
dell’Orto Botanico *Gabriele Rinaldi*, il curatore *Francesco Zonca* e
l’arch. del paes. *Paola Innocenti* del Comune di Bergamo.
Nel 2021 il Comune ha affidato i lavori di recupero dei terrazzamenti
franati, di consolidamento e ricostruzione dei muri a secco con la tecnica
tradizionale che non fa uso del cemento, ma con la posa sapiente di ogni
singola pietra, oltre all’allestimento di 20 sistemi di allevamento della
vite antichi e moderni con l’introduzione di vitigni resistenti da vino e
da tavola. Il tutto è stato possibile grazie anche ad uno specifico
contributo economico di Regione Lombardia.
“*Sabato prende il via un progetto davvero speciale che valorizza due
aspetti importanti. Il primo riguarda il recupero completo di un’area della
Valle della Biodiversità che diventa godibile dai cittadini attraverso
percorsi dedicati alla scoperta di sistemi di allevamento di vitigni che
rappresentavano, fino alla metà del Novecento, un elemento caratteristico
del paesaggio e della vita agricola della zona.*
*Il secondo riguarda l’ampliamento dell’offerta espositiva della sezione di
Astino dell’Orto Botanico del Comune di Bergamo, un’istituzione importante
e preziosa per l’intensa attività di educazione e sensibilizzazione ai temi
del verde, della biodiversità, della **cultura ecologica e del benessere
alimentare*.” Dichiara *Marzia Marchesi*, Assessora al Verde pubblico
*Per raccontare in chiave didattica e museale la vite sono stati
ricostruiti 20 sistemi di allevamento dotati di 16 vitigni di uva da vino e
uva da tavola particolarmente resistenti alle patologie fungine più comuni*
e, quindi, con una gestione caratterizzata da un numero estremamente
ridotto di trattamenti chimici e che consente di ridurre al minimo
l’impatto ambientale, oltre che i costi di gestione e gli impegni di
personale dell’Orto Botanico.
“*L’obiettivo del progetto non è produttivo ma è museale: vogliamo
comunicare la storia della vite e dei paesaggi vitati con un serie di
attività culturali ed educative mirate da inserire nel nostro calendario,
co-progettando gli eventi con esperti e produttori locali, dalla visita in
loco alla diffusione delle conoscenze riguardante il tema nel territorio
bergamasco. Inoltre daremo a voce a chi fa ricerca su questi temi. *
*La vite è una pianta dal portamento lianoso, con frutti a grappolo
generosi nella tarda estate, spontanea lungo i corsi fluviali e in aree di
foresta decidua e semidecidua, domesticata dall’uomo in una regione
compresa tra il Mar Nero e l’Iran. La storia della vite, le cui tracce
risalgono almeno a novemila anni fa, è affasciante perché accompagna quella
dell’uomo e delle civiltà, con un legame inscindibile tra alimentazione e
cultura, intrecciando le esigenze più terrene della sussistenza con
percorsi simbolici, rituali, mitologici, filosofici e poetici.*
*Le visite saranno guidate e per piccoli gruppi, visto che i terrazzamenti
sono privi di barriere come del resto deve essere un vigneto autentico.
Inoltre ottimizzeremo l’abbinamento tra vitigno e sistema d’allevamento,
una volta sperimentata, ad esempio, la vigoria delle cultivar*.”
Racconta *Gabriele
Rinaldi*, diretto dell’Orto Botanico del Comune di Bergamo
*Un po’ di storia*
Il paesaggio agrario terrazzato di Astino deve molto alla presenza del
monastero vallombrosano che ha trasformato il paesaggio stesso a fini
produttivi. Per consentire la coltivazione dei terreni bene esposti ma in
forte pendenza furono realizzati dei terrazzamenti sorretti da muretti a
secco di materiali lapidei locali.
La coltivazione principale era la vite, in coltura promiscua con colture
orticole e seminativi, cereali in particolare, e piante da frutto, compresi
i gelsi (nell’Ottocento) per la bachicoltura. Le colture servivano alla
sussistenza delle famiglie contadine mezzadrili. Con il rapido abbandono
della coltivazione tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, ormai non più
economicamente remunerativa, il bosco e, più in generale, la flora
spontanea hanno riconquistato terreno. In parallelo l’erosione, la mancata
sistemazione delle pietre e l’azione degli apparati radicali hanno favorito
i cedimenti strutturali dei muri di contenimento.
*Elenco dei sistemi di allevamento*
1 ARBUSTUM GALLICUM
2 ARBUSTUM ITALICUM
3 VITI BASSE ORIZZONTALI
4 VITI AD ALBERELLO (CEPPO BASSO)
5 VITIS JUGATAE
6 VITIS CAMERATA
7 PERGOLA ROMANA
8 PERGOLA OSSOLANA
9 PERGOLA VALDOSTANA
10 PERGOLA TRENTINA SEMPLICE
11 PERGOLA TRENTINA DOPPIA
12 CORDONE CHAMEUX ORIZZONTALE
13 GUJOT
14 CAZENAVE
15 SYLVOZ
16 ARCHETTO
17 DI QUARANTE
18 CASALESE o “delle tre carasse”
19 DOPPIO CAPOVOLTO
20 G.D.C. MODIFICATO
*In allegato alcune foto del vigneto*
*Fabrizia Lorusso*
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