(AGENPARL) - Roma, 24 Novembre 2023 - (AGENPARL) – ven 24 novembre 2023 Raggruppamento Carabinieri CITES
Reparto Operativo – SOARDA
COMUNICATO STAMPA
Operazione “Pettirosso 2023” – i Carabinieri Forestali salvaguardano il passo
migratorio lungo le rotte delle Prealpi lombardo-venete: arrestate due persone per
detenzione di armi clandestine e sostanze stupefacenti, denunciate 123 persone per
abbattimento e detenzione illecita di esemplari di avifauna – sequestrati 1338
dispositivi illegali di cattura e 3564 esemplari di avifauna di cui 2131 catturati e
abbattuti illegalmente. Salvati migliaia e migliaia di esemplari di uccelli.
Si è conclusa l’operazione antibracconaggio dei Carabinieri Forestali denominata
“Pettirosso”, coordinata dal Reparto Operativo – SOARDA (Sezione Operativa
Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Raggruppamento Carabinieri
CITES in sinergia con i Gruppi Carabinieri Forestali di Brescia, Bergamo, Mantova,
Vicenza, Verona e Padova e il supporto di un’unità cinofila addestrata alla ricerca di
armi, munizioni, strumenti di cattura, richiami acustici, fauna selvatica.
Le Prealpi lombardo-venete costituiscono lo scenario dell’ancestrale passo migratorio
dei piccoli passeriformi, che si spostano dalle aree di nidificazione dell’Europa
settentrionale verso quelle di “svernamento” del bacino del Mediterraneo e del
continente africano; una concentrazione imponente di uccelli che costituisce
un’inestimabile ricchezza in termini di biodiversità. Stremati dalle lunghe distanze
percorse sono particolarmente vulnerabili, in particolare sui valichi montani che
costituiscono un “collo di bottiglia” per la migrazione, diventando oggetto di intenso
bracconaggio, con gravi ripercussioni sui sistemi ecologici.
Il bracconaggio in queste zone nasce da antiche tradizioni legate ai periodi carestie,
guerre e situazioni di estrema povertà, ma ancora oggi è molto diffuso. L’avifauna è
molto ricercata dai ristoranti locali perché ingrediente indispensabile per piatti tipici
come la famosa “polenta e osei” e “lo spiedo”. È frequente anche il consumo
casalingo. La seconda ragione è sia commerciale che amatoriale: si ha immissione sul
mercato di esemplari catturati in natura ed inanellati abusivamente con modalità
spesso cruente per essere poi destinati principalmente all’uso come richiami vivi, ma
talvolta anche a voliere con finalità riproduttive od ornamentali.
Per tali motivi i Carabinieri Forestali continuano a vigilare e garantire la tutela delle
specie di avifauna che dipingono il nostro cielo con la loro variopinta livrea con il fine
ultimo di salvaguardare il patrimonio ambientale che tutti abbiamo il dovere di
conservare.
E’stato effettuato un capillare controllo del territorio nelle provincie lombardo venete
interessate. L’attività operativa svolta ha portato alla denuncia di 123 persone per
reati perpetrati contro l’avifauna selvatica, n. 2 arresti per detenzione di arma
clandestina e sostanze stupefacenti e al sequestro di 3564 uccelli, di cui 1433
esemplari vivi e 2131 esemplari morti, tra cui numerose specie non cacciabili e specie
particolarmente protette, tutti catturati o abbattuti in modo illecito. Sono stati, inoltre,
sequestrati 1338 dispositivi di cattura illegale, 75 fucili e 4055 munizioni.
I reati principali accertati sono: furto aggravato di fauna selvatica (bene indisponibile
dello Stato), ricettazione, contraffazione di pubblici sigilli, uso abusivo di sigilli
destinati a pubblica autenticazione, maltrattamento e uccisione di animali, detenzione
non consentita di specie protette e particolarmente protette, uccellagione, esercizio
della caccia con mezzi vietati, porto abusivo di armi e munizioni, detenzione a fini di
spaccio di sostanze stupefacenti.
Tra gli strumenti illegali utilizzati dai bracconieri troviamo i richiami acustici a
funzionamento elettromagnetico, le reti da uccellagione, le gabbie-trappola o, nei casi
peggiori, archetti e trappole metalliche in grado di imprimere gravi sofferenze alla
fauna lasciata viva e agonizzante per ore. Il sequestro di 1338 di tali “trappole di
morte” evidenzia la gravità del fenomeno in quanto il prelievo massivo e non selettivo
implica un’alterazione delle relazioni esistenti tra le specie viventi e i loro habitat
causata dall’attività antropica illecita, rappresentando un pericolo per l’equilibrio
dell’ecosistema e il conseguente danno al patrimonio ambientale.
Di rilievo non solo il numero assoluto delle munizioni sequestrate, 4055, ma anche
l’entità della singola detenzione: un soggetto ne deteneva ben 2886 numero
significativamente alto ben oltre il consentito dalla normativa vigente e spesso
lasciate incustodite.
Nel corso dei servizi sono stati effettuati diversi interventi. In particolare in provincia di
Brescia è stato tratto in arresto in flagranza di reato un soggetto detentore di n. 1
arma clandestina con matricola abrasa. In particolare, il soggetto veniva sorpreso
mentre catturava e contestualmente uccideva, per il tramite trappole tipo “sep”,
esemplari di avifauna. Nella circostanza della flagranza di reato, a seguito di
perquisizione domiciliare e locale, si rinveniva detta arma clandestina e per tale
motivo veniva tratto in arresto. L’attività, inoltre, ha permesso di accertare la
detenzione illegale di nr. 136 richiami vivi di avifauna, tra cui anche appartenenti alle
specie particolarmente protette. Allo stesso venivano sequestrate, al fine di evitare la
commissione di altri reati, 141 trappole da cattura, 10 reti da uccellaggione e 3 rami
con vischio, nonché un fucile e 934 munizioni. Sempre in provincia di Brescia è stato
tratto in arresto in flagranza di reato un soggetto trovato in possesso di elevate
quantità di sostanze stupefacenti. Nell’ambito di un controllo venatorio, risultato non
conforme in quanto il soggetto utilizzava nr. 22 richiami vivi identificati da anelli
contraffatti, i militari operanti, nella circostanza della perquisizione domiciliare
espletata di iniziativa in flagranza di reato, accertavano che lo stesso deteneva ingenti
quantitativi di Canapa e Hashish.
I molteplici controlli hanno evidenziato come le “Prealpi Lombardo-Venete” continuino
ad essere un’area fortemente interessata dal fenomeno del bracconaggio,
confermandosi il più impegnativo tra i black-spot individuati dal “Piano d’Azione
Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”, nonostante il
virtuosismo di numerosi cacciatori rispettosi delle normative vigenti.
I Carabinieri Forestali hanno operato con il fattivo contributo dei volontari del CABS,
LIPU, Legambiente, WWF, LAC, NOGEZ e Fare Ambiente, dei cittadini e dei cacciatori.
Gli esemplari sequestrati sono stati affidati ai centri di recupero animali selvatici
(CRAS) “Il Pettirosso” di Modena e “l’ Oasi WWF Valpredina” di Bergamo per il
successivo rilascio in natura non appena le condizioni fisiologiche degli stessi lo
consentiranno.
Il rinnovato impegno da parte delle istituzioni, della società civile e di tutti coloro che a
vario titolo si impegnano per la tutela ambientale fa sperare “di ristabilire un equilibrio
eco-sostenibile altrimenti compromesso”.
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