
(AGENPARL) – ven 13 ottobre 2023 Le norme dell’Unione Europea e le conseguenze (negative) per l’Italia – Articolo su QN IL GIORNO DEL 13 OTTOBRE 2023
di Achille Colombo Clerici
Mentre scrivo è in corso a Bruxelles la sessione finale del Trilogo, che si tiene nella forma ad oltranza fino alla decisione finale (c.d. open ended), per approvare, con una decisione storica da parte dell’Unione Europea, la Direttiva sull’efficientamento energetico degli edifici.
Questa normativa, che vorrei definire semplicemente sconsiderata, alla luce della situazione peculiare del nostro Paese, ma che meriterebbe una aggettivazione più severa, visti gli interessi economici che emergono chiaramente dall’ombra nella quale si sono mossi sinora (tanto da far pensare che abbia una finalità finanziaria, piuttosto che ecologica) cala come una cappa di piombo sul problema abitativo italiano, del quale dovrò trattare domattina, nel corso di un convegno che si terrà in Regione Lombardia gli aspetti economico finanziari. Ciò in quanto essa è in rado di sovvertire ogni termine di riferimento delle questione.
Basti pensare che, a mio giudizio, essa, oltre che produrre danni per l’economia generale, come conseguenza dello scasso che produrrà nell’economia delle famiglie, potrebbe danneggiare il sistema urbano delle città ed sistema abitativo del Paese .
Essa potrebbe, infatti, da un lato bloccare o fortemente rallentare il processo di rinnovamento urbano/edilizio così necessario all’ammodernamento del Paese, consolidando la situazione di degrado, poichè intervenire affrettatamente con un costoso maquillage energetico su immobili che dovrebbero esser oggetto di interventi più radicali. ad es. di sostituzione edilizia, (pensiamo all’edilizia popolare degli aggi ’50/’60 ed a moltissimi dei 1,2 milioni di condominii del Paese) potrebbe dissuadere da qualsiasi idea di ulteriore più profonda rigenerazione.
D’altro lato, la normativa in questione, potrebbe ulteriormente aggravare il già serio problema abitativo derivante da una scarsità di offerta in locazione. Essa infatti, aumentando il costo di mantenimento e parallelamente diminuendo il valore della proprietà immobiliare, rischia di dar luogo ad una ulteriore contrazione degli investimenti in locazione, o a dismissioni di case locate, con la conseguenza di un ulteriore calo della offerta abitativa in locazione, ponendoci definitivamente fuori da ogni standard europeo.
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-Il panel di una delle tavole rotonde in programma