(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2023 - (AGENPARL) – sab 09 settembre 2023 COMUNICATO STAMPA
LA RETE ANTIVIOLENZA A SOSTEGNO DELLE DONNE
Bergamo, 9 settembre 2023
Il contrasto al fenomeno della violenza maschile nei confronti delle donne è una delle priorità di
Regione Lombardia.
“L’ATS di Bergamo -dichiara il Direttore Sociosanitario dott. Giuseppe Matozzo – continua a
sostenere attivamente le linee d’azione attuate dalla Regione sul territorio lombardo,
attraverso il susseguirsi di provvedimenti legislativi di settore che, a partire dal 2013, hanno
portato alla costituzione di 5 reti interistituzionali antiviolenza con il coinvolgimento attivo di
tutti i Comuni della provincia bergamasca.
Secondo il modello regionale, le Reti territoriali interistituzionali antiviolenza sono coordinate
da un Ente locale capofila, che integra i diversi sistemi e istituzioni che sul territorio si
occupano direttamente o indirettamente del fenomeno, coinvolgendo molteplici attori
istituzionali del welfare territoriale pubblico, del privato no profit del Terzo Settore e
dell’associazionismo”.
Grazie alla spinta propulsiva di Regione Lombardia e ai finanziamenti erogati, a seguito della
sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa da parte di tutti gli attori coinvolti, ad oggi sono attive 5
Reti territoriali interistituzionali distribuite su tutto il territorio provinciale:
? “Fuori dalla violenza: verso nuovi orizzonti di vita” Ambiti di Bergamo e Dalmine;
? “Non Sei Sola” Ambiti di Treviglio e Romano di Lombardia;
? “Penelope“ Ambiti Valle Brembana e Valle Imagna – Villa d’Almè;
? R.I.T.A. Distretto Bergamo Est;
? “Ascolta chi parla” Ambiti Isola Bergamasca e Bassa Val San Martino.
Sono coinvolti: Enti locali (Servizi Sociali, Servizi Minori e Famiglia), ATS, ASST, Istituti
Ospedalieri privati, Prefettura, Ufficio Scolastico Provinciale, Provincia (gli Organismi di Parità),
Centri Antiviolenza, Centri di Pronto Intervento, Strutture di ospitalità, Forze dell’Ordine
(Questura e Carabinieri), Procura della Repubblica, Consultori Familiari privati, Ordini
professionali, Associazioni di volontariato e soggetti del Terzo Settore e del privato sociale,
Organizzazioni Sindacali.
La composizione della Rete è aperta e dinamica, in quanto è tesa ad includere nuovi soggetti
appartenenti a realtà significative che, via via, si mostrano in grado di apportare altri contributi
e di ampliare la gamma degli interventi, al fine di aumentare l’efficacia e la diversificazione
degli stessi anche sul piano preventivo e culturale, oltre che nei percorsi di accompagnamento
delle donne alla fuoriuscita dalla violenza.
Regione Lombardia sostiene le Reti con finanziamenti vincolati alla sottoscrizione di un
“Accordo di collaborazione per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza nei
confronti delle donne e il sostegno delle vittime di violenza”; le Reti territoriali integrano le
risorse loro assegnate con almeno il 10% di risorse proprie.
Ogni Rete ha adottato linee guida e procedure operative condivise e integrate, nel rispetto
delle competenze di ciascuno dei componenti aderenti alla stessa, al fine di svolgere diverse
funzioni.
– Accoglienza, sostegno e tutela delle donne vittime di violenza attraverso una presa in
carico «integrata» dei casi, sia in situazioni di pericolo/urgenza che richiedono la messa in
protezione delle donne vittime di violenza sole o con figli minori, sia in situazioni di minore
gravità, che richiedono comunque l’attivazione di interventi di supporto connessi alle
esigenze specifiche del caso, grazie alla collaborazione tra gli attori della Rete;
– Progettazione personalizzata sul caso, finalizzata all’inclusione sociale ed economica e
coordinamento di azioni condivise di natura multidisciplinare da parte dei servizi territoriali,
per l’intero percorso di uscita dalla violenza delle vittime. In caso di bisogni specifici, i
Centri Anti Violenza si raccordano con i Servizi competenti per fornire supporto
specialistico o terapeutico adeguato.
– Promozione di azioni culturali, formative e preventive per aumentare le competenze
professionali oltre che la conoscenza del fenomeno e dei processi sottostanti alla violenza
di genere, promuovendo una cultura dei diritti della persona, del rispetto della donna e
delle pari opportunità.
“Regione Lombardia – prosegue il Direttore Sociosanitario di ATS – con un nuovo provvedimento
(D.g.r. n. XII/778 del 31/07/2023) ha approvato le modalità di utilizzo e i criteri di riparto delle
destinate ai programmi di recupero degli uomini autori di violenza, affidando alle ATS l’avvio di
Piani di intervento utili alla definizione dei sistemi di presa in carico integrata degli autori di
violenza sulle donne, in un’ottica di prevenzione e contrasto della recidiva e per promuovere le
attività di monitoraggio e raccolta dei dati”.
Il Piano di intervento finanziato dalle risorse sopraccitate è lo strumento che permette
l’attuazione dell’Intesa Stato-Regioni del 2022. In particolare, consente di concentrare in un
Ambito territoriale definito un insieme coordinato di risorse e interventi, che mobiliti una Rete
permanente di soggetti e garantisca la definizione di percorsi di riabilitazione per gli uomini e
per la prevenzione della violenza. Il Piano di intervento sarà composto dalle proposte
progettuali presentate da diversi soggetti proponenti: Enti pubblici e locali, Enti del Servizio
Sanitario; Enti ed organismi del Terzo Settore che abbiano maturato comprovate esperienze e
competenze nell’ambito degli interventi di presa in carico e accompagnamento degli uomini
autori di violenza
“L’ATS – prosegue Elvira Schiavina, direttore della Struttura Complessa Misure e Reti per la
famiglia e i suoi componenti fragili di ATS Bergamo- è individuata quale unico interlocutore
responsabile nei confronti di Regione Lombardia, quindi garante dell’attuazione dei diversi
progetti contenuti nel Piano di intervento e delle risorse assegnate.
Per la redazione del Piano, nel provvedimento regionale sono indicate le diverse azioni da
realizzare.
Il soggetto proponente, attraverso il/i centro/i per uomini autori di violenza (CUAV) dovrà
garantire sul territorio o all’interno degli istituti di pena la realizzazione di interventi, in ottica di
prevenzione della recidiva, rivolti direttamente agli uomini autori o potenziali autori di violenza
che contattino in maniera spontanea il centro medesimo. Scopo principale degli interventi
dovrà essere quello di definire un modello di presa in carico condiviso, interdisciplinare ed
integrato, che consenta di standardizzare la procedura in modo da uniformarla sul territorio”.
L’intesa Stato-Regioni del 2022 prevede che ai Servizi possano accedere anche autori
minorenni, purché il centro per uomini autori di violenza (CUAV) abbia implementato attività
specifiche loro rivolte e siano debitamente autorizzati all’accoglienza da chi esercita la
responsabilità genitoriale o dal Servizio pubblico che ha in carico il caso (es U.S.S.M.). A tal
riguardo, anche il Piano nazionale antiviolenza 2021-2023 suggerisce lo sviluppo di interventi
rivolti al settore penale minorile, finalizzati all’attivazione di programmi di prevenzione con
l’obiettivo di favorire nei minori autori di reati di violenza contro le donne:
? l’adozione di comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali;
? una riflessione sugli atteggiamenti nei confronti delle donne;
? una migliore comprensione delle dinamiche che conducono alla violenza domestica di
genere.
ATS dovrà elaborare procedure operative condivise e sinergie stabili, anche attraverso
l’individuazione di luoghi di confronto (es. Comitato di Coordinamento) che vedano il
coinvolgimento di tutti i soggetti competenti sul tema, valorizzando in primo luogo il Sistema
Socio-Sanitario, le Forze dell’Ordine, gli istituti penitenziari e il Sistema giudiziario, nonché le
reti interistituzionali antiviolenza, definendo con chiarezza i ruoli e i compiti secondo la
specificità di ognuno.
ATS, che garantirà la governance, potrà strutturare un sistema di accesso che garantisca la
fruizione delle informazioni sui servizi attivati sul territorio rivolti agli uomini autori di violenza,
valorizzando le esperienze locali esistenti. Attraverso l’implementazione di tali strumenti di
comunicazione, sensibilizzazione e affiancamento diretto, si mira a evitare il perpetrarsi tra
generazioni dello stereotipo che vede i minori vittime di violenza assistita come potenziali
maltrattanti.
La dr.ssa Elvira Schiavina precisa: “Attendiamo il provvedimento regionale con il dettaglio delle
indicazioni per la coprogettazione, le modalità operative di gestione e di rendicontazione dei
progetti e l’eventuale quota di compartecipazione da parte del partenariato”. Conclude
aggiungendo “Le attività dovranno, di norma, essere offerte ai destinatari finali gratuitamente,
senza alcun onere economico da parte dei cittadini. Alle risorse messe a disposizione a livello
regionale per ogni singolo territorio potranno integrarsi quelle messe a disposizione dalle
singole amministrazioni locali; da consorzi e cooperative; ATS; amministrazioni nazionali e/o
comunitarie; società private; amministrazione penitenziaria e del centro giustizia minorile;
associazioni e fondazioni bancarie”.
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