
(AGENPARL) – gio 22 giugno 2023 Reggio Emilia, 22 giugno 2023
La Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss), presieduta dal presidente della Provincia di
Reggio Emilia, Giorgio Zanni, ha espresso oggi pomeriggio parere favorevole alla proposta di
applicazione provinciale del piano di riordino regionale dell’emergenza-urgenza a cui la Regione
Emilia-Romagna sta lavorando per continuare a garantire elevati livelli di assistenza nell’attuale
contesto di forte criticità, a livello nazionale, provocato dalla carenza di personale. Il parere è
stato approvato all’unanimità dall’Assemblea plenaria della Ctss, con la sola astensione dei
sindaci di Bagnolo in Piano e Casalgrande.
“Attraverso la Ctss e l’impegno di tutti i sindaci che la compongono, penso che il nostro territorio
abbia svolto al meglio il proprio lavoro di costruzione di un parere positivo alla riforma della
Regione in merito ad un sistema sempre più efficiente dell’emergenza-urgenza: una
riorganizzazione importante, che condividiamo nei principi e che riteniamo indispensabile per
continuare a salvaguardare l’efficienza e la qualità del nostro sistema sanitario pubblico – –
commenta il presidente della Ctss e della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – Attraverso il
tanto lavoro svolto in queste settimane con un confronto e un dialogo veri, di concerto con
l’Azienda Usl, insieme a i sindaci, i sindacati, Croce rossa e Anpas, pensiamo di aver ben adattato
le idee di riforma messe in campo dalla Regione alle esigenze e necessità di tutto il territorio
provinciale, anche dando risposte puntuali ad alcune legittime preoccupazioni emerse talvolta in
alcuni ambiti e riportate da amministratori e cittadini. Abbiamo consegnato alla Regione un
lavoro importante per delineare la migliore attuazione possibile della riforma, garantendo al
nostro territorio la possibilità di dare risposte più efficienti ai nostri concittadini rispetto a quello
che accade oggi, dopo gli strascichi lasciati dalla pandemia su tutto il sistema sanitario italiano e
soprattutto a causa della drammatica carenza di personale medico e infermieristico frutto di
programmazioni nazionali oggettivamente inadeguate e a cui, ancora una volta, chiediamo venga
data immediata risposta. Per questo, accanto all’impegno di innovazione messo in campo dalla
Regione, e oggi anche da tutti noi sindaci del territorio provinciale, per definire la migliore
soluzione, deve ora urgentemente unirsi una risposta veloce e decisa del Governo e della politica
nazionale, da cui attendiamo da tempo risposte certe e risorse finanziarie adeguate per salvare il
nostro sistema sanitario pubblico universale. Servizio irrinunciabile per i nostri concittadini e
diritto scolpito nell’articolo 32 della nostra Costituzione”.
L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha dichiarato: “Sono molto
soddisfatto per l’approvazione di questa riorganizzazione provinciale dell’emergenza-urgenza, in
linea con quanto stiamo discutendo in Regione, che ha come principale obbiettivo quello di
garantire ai cittadini la migliore presa in carico sul territorio con particolare riferimento alle
prestazioni di bassa complessità. La Ctss di Reggio Emilia ha dimostrato apertura al cambiamento
in un’ottica di miglioramento e grande assunzione di responsabilità per il raggiungimento degli
obiettivi”.
“Sono molto soddisfatta dell’approvazione, da parte della Ctss, del sistema dell’emergenzaurgenza, frutto di un serrato e produttivo confronto che ci permetterà di garantire un’assistenza
di qualità e un migliore utilizzo dei professionisti che operano in questi ambiti, dalla guardia
medica al Pronto Soccorso”, ha aggiunto Cristina Marchesi, direttore generale dell’Azienda UslIrcss di Reggio Emilia
Gli obiettivi
La proposta di applicazione provinciale del piano di riordino regionale dell’emergenza-urgenza
approvata oggi punta a qualificare il servizio, aumentare il livello di sicurezza degli operatori,
ottimizzare l’utilizzo delle risorse mediche e a supportare la funzione d’emergenza territoriale,
razionalizzando gli accesi impropri al pronto soccorso, dove i codici meno gravi – che non
necessitano di questa assistenza – allungano i tempi di attesa per chi invece ha bisogno di tali cure
(nel 2022 in tutta la regione, su 1 milione e 747.269 accessi in Ps, ben due terzi erano relativi a
codici bianchi o verdi – dunque non a emergenze – e solo in 1 caso su 20 hanno comportato il
ricovero).
Tre le principali azioni: la riforma della Guardia medica, l’istituzione dei Centri di assistenza per le
urgenze (CAU) e la riorganizzazione dell’emergenza extra-ospedaliera
Riforma della Guardia medica
La riforma della Guardia medica prevede l’istituzione di una centrale operativa gestita da medici
di Continuità assistenziale, 11 sedi per visite ambulatoriali, di cui tre nei Pronto Soccorso aperti 12
ore al giorno e 6-8 unità per le visite domiciliari. In pratica i medici che gestiranno la centrale
operativa, rispondendo alle telefonate dei cittadini, indirizzeranno il paziente alla sede
ambulatoriale più idonea o invieranno colleghi per una visita domiciliare. Le sedi ambulatoriali
saranno attrezzate con diversa strumentazione diagnostica, tra cui ecografo, radiografia nelle
sedi ospedaliere, alcuni esami del sangue.
CAU – Centri assistenza urgenze
La riqualificazione della continuità assistenziale – insieme a nuove strutture come i Cau (Centri di
assistenza per le urgenze) – rappresenta uno dei cardini della riforma che la Regione adotterà
nelle prossime settimane.
Da realizzare diffusamente sul territorio – almeno uno per distretto – i Cau saranno istituiti
preferibilmente presso le Case della comunità, ma anche presso locali idonei messi a disposizione
da Aziende sanitarie o Comuni, oppure ottenuti dalla riconversione di Pronto soccorso e punti di
primo intervento o da forme aggregative strutturate, organizzate e idonee, di medicina generale.
Il primo ad essere attivato sarà il CAU di Reggio Emilia e successivamente, gli altri CAU
distrettuali con riguardo al numero degli abitanti e alla estensione del territorio. Nei CAU,
trattando codici bianchi e verdi, opereranno medici reclutati con il contratto della continuità
assistenziale adeguatamente formati.
Rete di emergenza extra-ospedaliera
Previste 6 autoinfermieristiche (1 per distretto sanitario), 4 automediche con ricarica a Reggio,
Castelnovo Monti, Scandiano e Novellara e – sperimentalmente per 6 mesi – altre 2 ambulanze
con infermiere a bordo da Reggio Emilia e Val d’Enza.
Le sedi ambulatoriali di continuità assistenziale (ex guardie mediche) saranno 11, i mezzi di
soccorso di base 27 e alle 33 piazzole dell’elisoccorso se ne aggiungeranno altre 5: Lama Mite,
Valestra, Busana, Miscoso e Carpineti. A questi obiettivi si aggiunge il percorso di efficientamento
delle Croci, in un’ottica di sostenibilità del sistema.