(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2023 - (AGENPARL) – gio 08 giugno 2023 *COMUNICATO STAMPA*
*CIPROMED*
*IL PROGETTO DI UTILIZZO CIRCOLARE E INCLUSIVO DELLE PROTEINE ALTERNATIVE
NELL’AREA MEDITERRANEA*
*La siccità e i deficit ecologici stanno peggiorando l'autosufficienza
delle filiere proteiche tradizionali. L'iniziativa mira a ridurre il
rischio per i Paesi del Mediterraneo di dipendere dalle fonti proteiche
importate*
Il *5 e 6 giugno *si è svolto il kickoff meeting del progetto *“CIPROMED-
Circular and Inclusive utilisation of alternative PROteins in the
MEDiterranean value chains”, finanziato dal programma di ricerca congiunto
PRIMA. *Il progetto, di durata triennale (giugno 2023 – giugno 2026), vede
la partecipazione di ricercatori italiani dell’Università degli Studi di
Torino del *Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari
(DISAFA) *e del* Dipartimento di Scienze Veterinarie (DSV).*
Il progetto, coordinato dall’Università di Thessaly (Grecia), vede la
partecipazione di 17 partner appartenenti a 10 paesi diversi. Il budget
destinati a UniTo*. Il referente scientifico per l’Ateneo torinese è la
professoressa *Laura Gasco*.
Gli attuali sistemi di produzione agricola europei sono fortemente
dipendenti dalle *importazioni di proteine* per coprire il fabbisogno
nutrizionale dell'acquacoltura e dell'allevamento, ma anche per il consumo
umano. Questa problematica interessa in particolar modo la *regione
mediterranea*, dove la siccità e i deficit ecologici stanno peggiorando
l'autosufficienza delle filiere proteiche tradizionali. L'UE ha
urgentemente bisogno di fonti proteiche alternative efficienti, praticabili
e prodotte localmente.
La maggior parte dei sistemi agricoli produce un'enorme quantità di
sottoprodotti e scarti agroalimentari.* Si stima che ogni anno vada perso
il 27% della nostra produzione agricola*, che corrisponde a *1,6 miliardi
di tonnellate su base globale*, per un valore di *750 miliardi di dollari
all'anno*. Allo stesso modo, *un terzo di tutto il cibo prodotto per il
consumo umano va perso o sprecato*. Queste perdite rappresentano un grande
risorse non sfruttate e sottovalutate.
L'obiettivo principale del progetto *CIPROMED* è quello di aumentare la
stabilità e la resilienza dei sistemi di produzione agroalimentare del
Mediterraneo attraverso lo sfruttamento diretto delle colture tradizionali
prodotte localmente, nonché valorizzando le proteine dei prodotti secondari
agroindustriali generati a livello locale (ad esempio, i cereali esausti
dei produttori di birra o i panelli di semi oleosi), l'upcycling e la
bioconversione dei loro residui di estrazione in proteine prodotte da
insetti, legumi e microrganismi da utilizzare ulteriormente nei settori
agroalimentare e dei mangimi.
CIPROMED utilizzerà un approccio multi-soggettivo, in cui *insetti e
microalghe saranno prodotti sfruttando i residui agroindustriali e i flussi
secondari di estrazione come substrati, applicando tecniche di allevamento
e coltivazione innovative per ottenere rese proteiche più elevate*. Per
chiudere il cerchio, gli scarti di allevamento (denominati “frass”) degli
insetti saranno utilizzate come fertilizzante per la produzione di legumi
(lupini e fave). Ingredienti proteici di alta qualità da residui
agroindustriali, insetti, legumi e microalghe saranno estratti per
applicazioni alimentari e mangimistiche attraverso processi di estrazione
sostenibili dal punto di vista economico e ambientale.
Per raggiungere la *circolarità*, i residui generati dai processi di
estrazione saranno integrati nelle diete formulate per l'allevamento degli
insetti e la coltivazione eterotrofa delle microalghe, riducendo al minimo
le quantità residue. La fermentazione microbica sarà utilizzata per
migliorare la gamma, la stabilità e la funzionalità salutistica delle nuove
proteine. Tutti gli ingredienti proteici saranno completamente
caratterizzati, in termini di valore nutrizionale, proprietà funzionali,
biologiche e di sicurezza. *Sulla base dei risultati ottenuti, verranno
formulati e convalidati nuovi prototipi di alimenti e mangimi contenenti i
nuovi ingredienti proteici, utilizzando tecnologie di lavorazione avanzate
e ottimizzate*.
CIPROMED *mira a ridurre il rischio per i Paesi del Mediterraneo di
dipendere dalle fonti proteiche importate* e aiuterà i Paesi partecipanti a
fare maggiore affidamento sulle fonti di nutrimento prodotte localmente. La
sfida sarà adattare la produzione di nuove proteine alle condizioni uniche
del Mediterraneo, creando un nuovo sistema di produzione di proteine
socio-economicamente fattibile e sostenibile dal punto di vista ambientale.
CIPROMED cercherà di raccogliere le percezioni/preferenze dei consumatori
sui nuovi tipi di alimenti e mangimi nella regione mediterranea, tenendo
conto anche delle *peculiarità religiose* e delle* differenze demografiche*
di ciascun Paese partecipante. A differenza dell'agricoltura convenzionale,
la produzione delle più comuni specie di insetti e di microalghe eterotrofe
allevate a livello commerciale su mangimi di sottoprodotti è caratterizzata
da emissioni di gas a effetto serra notevolmente ridotte (30-50% in meno),
avendo quindi un minore impatto ambientale e un contributo al riscaldamento
globale.
CIPROMED si concentrerà sul miglioramento della salute umana attraverso la
progettazione e la valutazione di diete alternative a base di proteine che
mireranno ai sistemi metabolici e immunitari e promuoveranno la salute
umana. I Paesi mediterranei dovranno passare a sistemi agricoli con un uso
più efficiente delle risorse naturali.
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Area Relazioni Esterne e con i Media
Università degli Studi di Torino
Settore Relazioni con i Media
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