(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2023 - (AGENPARL) – mar 04 aprile 2023 Ferrara/Inaugurazione Anno Accademico. Sgarbi: «Occasione mancata. Ignorata Ferrara e il suo ruolo nel Rinascimento»
«Dal cerimoniale scelte discutibili»
FERRARA – Il Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi interviene sull’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara svoltosi stamane nel teatro della città estense.
«Un grazie al Presidente Mattarella – premette Sgarbi – per avere onorato la città della sua presenza, ma non posso nascondere una certa delusione per le colpevoli amnesie su una città che è stata al centro del Rinascimento.
Al Palazzo dei Diamanti è in corso la più importante mostra degli ultimi novant’anni su quell’epoca di straordinaria vivacità culturale: «Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa»; intollerabile che proprio l’Università non l’abbia ricordato.
Abbiamo ascoltato di tutto, ma nessuno ha evocato il Rinascimento nella città che ne è stata un centro essenziale. Si è parlato di altro. Abbiamo scoperto che le parole (orrende) del nostro tempo sono diventate “multidisciplinare” e “internazionalizzazione”, ignorando che Ferrara è stata dichiarata dall’Unesco Capitale del Rinascimento.
Mi sarei aspettato che l’Università, nel giorno in cui celebra se stessa, collegasse Copernico all’astronomia di Schifanoia. E invece niente.
Ho ascoltato grotteschi interventi con parole tanto di moda come “condivisione”, “inclusione”, «patto di fiducia»
Il Sottosegretario lancia una frecciata anche sulle discutibili scelte del cerimoniale «che ha tenuto in prima fila l’ex ministro Franceschini e il parlamentare Luigi Marattin, ma ha relegato in seconda fila l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi e il vescovo di Ferrara. A quest’ultimo, tra l’altro, il protocollo non ha riconosciuto la facoltà di un intervento e del saluto diretto al presidente, che io ho espressamente suggerito a Mattarella, nella città che è stata dopo gli Estensi dominata dallo Stato Pontificio».
Conclude Sgarbi: «Rimane il rammarico di non avere ascoltato in nessuno degli interventi che Ferrara è la città di Ariosto, Cosmè Tura, Tasso, Dosso Dossi. Insomma, un’occasione mancata»
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