(AGENPARL) - Roma, 31 Gennaio 2023 - “Con Cospito ci troviamo di fronte a un’organizzazione che non ha le caratteristiche proprie delle associazioni mafiose. Siamo di fronte a messaggi che non sono come quelli che tradizionalmente si tentava di impedire – aggiunge Orlando – quando nacque l’istituto del 41 bis, soprattutto i cosiddetti pizzini. Al contrario siamo di fronte a un’organizzazione molto più disomogenea, meno radicata e pervasiva. E con messaggi inviati da Cospito che si potevano impedire anche attraverso altre forme di censura previste dall’ordinamento. Senza procedere necessariamente al 41 bis. Credo, invece, che il 41 bis sia uno strumento ancora necessario per fronteggiare le organizzazioni criminali, rispetto alle quali c’è anche una forte sottovalutazione nel dibattito pubblico per la forza economica e finanziaria che tuttora hanno nelle regioni di origine e non solo. E’ ancora uno strumento per impedire – sottolinea Orlando – che il carcere sia usato come quartier generale delle organizzazioni criminali. La zona grigia non riguarda la norma, ma questa situazione specifica”.
“Parliamo di una persona che sostiene le sue idee. E uno Stato forte non deve aver paura di nessuna idea. Bisogna invece agire perché se lo Stato nega il senso di umanità che deve corrispondere all’attuazione delle norme in uno stato di diritto, più o meno volontariamente dà ragione a chi ne contesta l’autorità e a chi sostiene che ci sono delle lacune nell’applicazione dello stato di diritto. E sulla base di questo giustifica la violenza. Lo Stato anche negli anni più duri del terrorismo – ha concluso l’esponente dem – ha svolto una funzione repressiva senza però mai uscire dai cardini indicati dalla Costituzione”.