
(AGENPARL) – sab 17 settembre 2022 Anno XX
Numero 959.22
Olio, modifiche al decreto sulle organizzazioni dei produttori: per la Puglia è
inaccettabile intesa su emendamento introdotto in sede di Conferenza Stato-
Regioni
“Come Regione Puglia non possiamo accettare l’intesa raggiunta su alcune modifiche al Decreto
riguardante le disposizioni nazionali sui programmi operativi delle Organizzazioni e Associazioni di
Produttori (OP e AOP) del settore dell’olio d’oliva e delle olive da tavola. Si tratta di modifiche che
definiamo irragionevoli perché penalizzano fortemente un intero programma di investimenti
strategico per il tutto comparto olivicolo pugliese. Ed è per questo motivo che ho scritto al
coordinatore della Commissione Politiche Agricole (CPA) della Conferenza delle Regioni per
esprimere il disappunto della struttura regionale e dell’intero settore produttivo olivicolo. Ma anche
per le modalità poco trasparenti in sede di discussione dell’emendamento del quale avremmo
piuttosto richiesto, come Puglia, immediata cancellazione!”. Lo rende noto l’assessore all’Agricoltura
della Regione Puglia dopo la seduta del 14 settembre della Conferenza Stato-Regioni che, anche
senza il presunto parere positivo di alcune regioni in sede di consultazione tecnica, ha sancito l’intesa
sulle modifiche al decreto ‘Disposizioni nazionali sui programmi operativi delle OP e AoP del settore
dell’olio d’oliva e delle olive da tavola’.
“La contrarietà alle modifiche introdotte – sottolinea – riguarda prevalentemente la scelta del
parametro indicato per il calcolo del valore della produzione commercializzata (VPC) di olio maturato
nell’anno solare 2022, anziché nell’anno 2021, che penalizza l’attività di programmazione delle OP: il
rischio grave sarebbe quello di definire futuri programmi operativi sfalsati e non adeguati alle reali
condizioni delle nostre imprese. Ricordo che il piano Strategico Nazionale prevede l’avvio delle
attività di programmazione a partire dal 1° gennaio 2023, e pertanto i programmi delle O.P.
dovranno essere approvati non oltre il 31 dicembre 2022. Dunque tale calcolo introdotto riferito al
2022 costringerebbe irragionevolmente le nostre aziende a programmare delle attività entro l’anno
sulla base di un dato la cui certificazione avverrà solo successivamente. Per le nostre amministrazioni
il rischio altrettanto elevato è quello di approvare programmi operativi non attendibili e suscettibili
di notevoli oscillazioni”.
“Per tutti questi motivi, ampiamente condivisi dalle associazioni di rappresentanza olivicola,
ribadiamo come Regione la nostra forte contrarietà rispetto alle decisioni assunte in sede di
Conferenza e, come ho comunicato al coordinatore della CPA, anche la scarsa trasparenza in sede di
discussione. La Puglia – conclude – ne avrebbe chiesto immediata cancellazione condizionando
l’accoglimento poi della proposta ministeriale”.