(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2022 - (AGENPARL) – gio 05 maggio 2022 Lussemburgo, 5 maggio 2022
Conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-61/21
Ministre de la Transition écologique e Premier ministre (Responsabilità
dello Stato per l’inquinamento atmosferico)
Avvocato generale Kokott: gli Stati membri possono essere tenuti responsabili di
danni alla salute causati da inquinamento atmosferico eccessivo
I valori limite dell’UE e gli obblighi degli Stati membri di migliorare la qualità dell’aria sarebbero
preordinati a proteggere la salute umana e a conferire diritti ai singoli
Un abitante dell’agglomerato di Parigi chiede allo stato francese la somma di 21 milioni di EUR a
titolo di risarcimento danni, adducendo a motivazione che l’aumento dell’inquinamento atmosferico
in tale agglomerato avrebbe compromesso la sua salute. Lo Stato francese sarebbe responsabile
di tali danni in quanto non avrebbe garantito il rispetto dei valori limite applicabili in modo uniforme
in tutta l’UE.
Nel 2019, la Corte ha constatato che i valori limite per il biossido di azoto nell’agglomerato di Parigi
erano stati superati da quando era stato imposto nel 2010 l’obbligo di rispettarli. Il Consiglio di
Stato francese ha altresì constatato un continuato superamento di detti valori limite per Parigi fino
al 2020, nonché un superamento dei valori limite per il PM10 (materiale particolato), per gli anni
fino al 2018 e al 2019.
La Corte amministrativa d’appello di Versailles, investita della causa, ha rinviato alla Corte la
questione se e, in caso affermativo, a quali condizioni, i singoli possono chiedere un risarcimento
allo Stato per i danni alla salute causati dal mancato rispetto dei valori limite dell’UE.
Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Juliane Kokott sostiene che una
violazione dei valori limite fissati dal diritto dell’Unione per la protezione della qualità
dell’aria può dar luogo a richieste di risarcimento.
Anche in questo caso sarebbero applicabili le tre classiche condizioni della responsabilità
dello Stato per i danni causati ai singoli da violazioni del diritto dell’Unione imputabili allo Stato.
La prima condizione sarebbe soddisfatta poiché i valori limite per gli inquinanti nell’aria
ambiente e gli obblighi di migliorare la qualità dell’aria stabiliti dalle direttive UE hanno lo
scopo di conferire diritti ai singoli. Infatti, l’obiettivo principale di tali norme, sufficientemente
chiare, è la protezione della salute umana.
Secondo l’avvocato generale, la cerchia delle persone che potrebbero vedere accolta una richiesta
di risarcimento dei danni non è sufficientemente ampia da riguardare la totalità degli abitanti i quali
dovrebbero, per così dire, risarcirsi reciprocamente per mezzo delle imposte. Infatti, il superamento
dei valori limite riguarderebbe soprattutto determinate categorie che vivono o lavorano in zone
particolarmente inquinate. Si tratterebbe spesso di persone con status socio-economico basso,
particolarmente bisognose di tutela giudiziaria.
In secondo luogo, per quanto riguarda l’esistenza di una violazione qualificata delle norme
relative alla protezione della qualità dell’aria ambiente, l’avvocato generale ritiene che essa
riguardi qualsiasi periodo durante il quale i valori limite applicabili siano stati superati
senza che sia stato predisposto un piano di miglioramento della qualità dell’aria ambiente
non manifestamente carente. Tale verifica spetterebbe ai giudici nazionali.
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Secondo l’avvocato generale, le reali difficoltà connesse all’esercizio di un diritto al
risarcimento dei danni riguarderebbero la terza condizione, segnatamente, la dimostrazione
di un nesso causale diretto tra la violazione qualificata delle norme in materia di qualità dell’aria
e i danni concreti alla salute.
Il soggetto leso dovrebbe in primo luogo dimostrare di avere soggiornato per un periodo
sufficientemente lungo in un ambiente in cui i valori limite del diritto dell’Unione per la qualità
dell’aria ambiente sono stati violati in misura rilevante. La durata di tale periodo sarebbe una
questione medica che richiede una risposta scientifica.
In secondo luogo, dovrebbe dimostrare un danno che possa essere collegato all’inquinamento
atmosferico di cui trattasi.
In terzo luogo, il soggetto leso dovrebbe dimostrare l’esistenza di un nesso di causalità diretto tra il
menzionato soggiorno in un luogo in cui un valore limite per la qualità dell’aria ambiente è stato
violato in maniera grave e il danno lamentato. A tal scopo sarebbero necessarie perizie mediche
periodiche.
Infine, l’avvocato generale rileva che la dimostrazione di un nesso diretto tra una violazione
qualificata dei valori limite e un danno per la salute non sarebbe di per sé sufficiente al riguardo. Al
contrario, lo Stato membro potrebbe far valere a propria discolpa la dimostrazione che tali
superamenti avrebbero avuto comunque luogo anche se avesse adottato in tempo utile piani per la
qualità dell’aria conformi ai requisiti della direttiva.
IMPORTANTE: Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito
dell’avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella
causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominciano adesso a deliberare in questa causa.
La sentenza sarà pronunciata in una data successiva.
IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia
della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla
validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale
risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri
giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.
Documento non ufficiale ad uso degli organi d’informazione che non impegna la Corte di giustizia.
Il testo integrale delle conclusioni è pubblicato sul sito CURIA il giorno della lettura.
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