
(AGENPARL) – lun 25 aprile 2022 IL COMUNE COMUNICA
lunedì 25 aprile 2022
77° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE NAZIONALE
QUESTA MATTINA IL SINDACO ALLA CERIMONIA
COMMEMORATIVA AL SACRARIO MILITARE
Questa mattina, presso il Sacrario militare dei Caduti d’Oltremare, la Città di Bari e
l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia hanno celebrato il 77° anniversario della
Liberazione nazionale con una cerimonia commemorativa alla quale hanno partecipato il
sindaco Antonio Decaro, la prefetta Antonio Bellomo e il presidente del comitato
provinciale dell’Anpi Pasquale Martino.
Di seguito il discorso del sindaco Decaro:
“Cittadine e cittadini, autorità, compagni e amici dell’Anpi, rappresentanti delle Forze
armate,
sono contento e onorato di essere tornato qui con voi per celebrare questo importante
anniversario della storia del nostro Paese.
Il 25 aprile, la festa dell’Italia libera, la festa del popolo italiano, la festa che proietta il
nostro Paese nel futuro come lo fu 77 anni fa.
Ieri come oggi ricordiamo in questa giornata il martirio e il sacrificio della lotta di
Liberazione e la conquista della democrazia.
Permettetemi di ringraziare l’Anpi e tutte le associazioni che in questi due anni di
restrizioni, seppur nel rispetto di tutte le regole, hanno tenuto vive le celebrazioni di questa
giornata.
Abbiamo cantato sui balconi, abbiamo sventolato chi una bandiera chi un fiore, abbiamo
ricordato tutti coloro che hanno contribuito a consegnare al nostro Paese un orizzonte di
libertà.
A voi va il nostro Grazie, come istituzioni, come cittadini e come padri e madri di famiglia.
È grazie al vostro esempio e alla vostra militanza civile se oggi siamo nuovamente qua. In
questo luogo sacro per la nostra comunità, un tempio costruito per onorare il sacrificio di
oltre 70mila militari caduti sui fronti di guerra.
Guerra. Una parola che pensavamo di aver cancellato dal nostro vocabolario quotidiano e
che invece nelle ultime settimane è tornata preponderante nei nostri discorsi, nei notiziari,
nelle immagini che si susseguono davanti ai nostri occhi.
“Arriverà mai il mondo a cambiare la mentalità particolaristica e bellicosa, che finora ha
tessuto tanta parte della sua storia? È difficile prevedere; ma è facile affermare che alla
nuova storia, quella pacifica, quella veramente e pienamente umana, quella che Dio ha
promesso agli uomini di buona volontà, bisogna risolutamente incamminarsi”, questo è
quello che Paolo VI vent’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale chiedeva e
indicava all’assemblea generale delle Nazioni Unite il 4 ottobre del 1965. Purtroppo, quella
riflessione oggi ha un sapore amaro, anzi, drammatico per le tante guerre che ancora
Ufficio Stampa
Comune di Bari
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attraversano il mondo e che oggi riviviamo in Europa con modalità simili a quelle che
pensavamo di aver relegato ai libri di storia.
Oggi come allora non ci sarà la sconfitta di un popolo o di uno Stato, non ci saranno
vincitori o vinti ma l’umanità intera ne uscirà sconfitta.
Siamo già tutti sconfitti di fronte alle migliaia di vittime civili ai tantissimi giovani militari
mandati al fronte come carne da macello, agli 11 milioni di sfollati interni, ai 5 milioni di
profughi oltre a un numero indefinito di deportati!
A loro vogliamo dedicare questa giornata, alle vittime di tutte le guerre, ai popoli in fuga, a
chi sta piangendo i propri cari, a chi sopravvive tra le macerie dei bombardamenti.
La giornata che celebra la Resistenza del popolo italiano che ha combattuto contro gli orrori
del nazifascismo. Quella resistenza spontanea che attraversò la nostra Italia, da nord a sud,
dalle campagne alle città, dagli oratori alle fabbriche, dai rifugi di montagna alle piazze, alle
aule universitarie. Un grande movimento popolare che vide lottare fianco a fianco uomini e
donne diversi per provenienza, estrazione sociale e ideologia, uniti per fare l’Italia libera.
Basta leggere gli atti del Congresso di Bari, che si svolse nel gennaio del 1944 nel nostro
Teatro Piccinni, per ricordare ancora oggi la tensione morale e la passione civile dei
protagonisti di quella straordinaria impresa. Quella tensione che ritroviamo nel lavoro dei
Padri Costituenti che seppero interpretare e trasformare in norme costituzionali i valori a
fondamento dell’Italia libera e democratica.
Tra questi, voglio ricordare qui, l’articolo 11, che recita: “L’Italia ripudia la guerra come
strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle
controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle
limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Questo è il nostro Paese.
Questa è stata la Resistenza italiana. Questi sono i valori in cui noi italiani ci riconosciamo e
in cui crediamo.
A questo processo di ricostruzione democratica e di riconquista delle libertà ha partecipato
la nostra Città, onorata dalla medaglia d’oro al merito civile consegnata alla città di Bari nel
2007 dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Un impegno di cui oggi le giovani generazioni possono vedere traccia nelle pietre
d’inciampo che ricordano i caduti della strage di via Nicolò dell’Arca del 28 luglio 1943 o
in quelle sulla muraglia che ricordano il generale Bellomo, Michele Romito e i ragazzi della
città vecchia che, opponendosi all’avanzata di una colonna di carri armati tedeschi, difesero
il porto dalla distruzione certa il 9 settembre dello stesso anno. Storie che ricordiamo ogni
anno, grazie all’impegno dell’ANPI, dell’IPSAIC e delle tante associazioni e dei sindacati
del Coordinamento Antifascista, che hanno fatto della militanza culturale e civile una
missione di resistenza. Quella memoria collettiva che significa essere qui, oggi, a difendere
questa giornata, il suo significato, con l’auspicio di ritrovarci presto per celebrare la
ritrovata pace, la libertà di un popolo e una nuova storia di resistenza, quella europea,
capace ancora una volta di prevalere sulle logiche del sopruso, della violenza e dell’orrore.

