(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2021CATANZARO “La Regione Calabria – sostiene Guccione – è ancora molto indietro sulla questione del Welfare. È da anni che ribadisco che non è possibile lasciare un settore così delicato, come quello del Welfare, nel caos più totale. I dati, ancora oggi, confermato la mancata risposta regionale in termini di bisogni sociali e le difficoltà in cui sono costretti a operare le strutture socioassistenziali”. “La Riforma del Welfare – aggiunge il consigliere regionale Pd – come ho detto più volte, non può funzionare se non è accompagnata da un aumento consistente delle risorse. La pandemia, poi, rischia di portare il sistema al collasso. Sono aumentati i bisogni, le disuguaglianze e molte famiglie si ritrovano senza alcuna assistenza sociosanitaria”. “Dopo 20 anni di immobilismo, nella passata legislatura – ricorda Guccione – abbiamo messo mano al processo riformatore e si era concordi sul fatto che le Riforme per avere successo devono avere le risorse necessarie. In Calabria, invece, siamo al paradosso: aumentano le strutture, siamo passati da 500 a oltre 800, aumentano le rette ma le risorse restano sempre quelle”. “Senza un adeguato aumento della copertura finanziaria, di ulteriori 20 milioni all’anno da inserire nel Bilancio della Regione – sostiene Guccione – non saremo in grado di poter erogare prestazioni qualitativamente e quantitativamente adeguate alle esigenze di un tessuto sociale fortemente segnato dalla pandemia. In Calabria, in base al rapporto Istat del 2021 (dati 2018), i valori degli indicatori di povertà sono decisamente più alti di quelli nazionali”. “Le famiglie che si trovano in uno stato di povertà relativa nella regione – conclude l’esponente dem – sono il 30,6 per cento rispetto all’11,8 per cento in Italia. Sono dati drammatici e la Calabria deve fare i conti con un mix di ritardi che non sono stati colmati. Bisogna lavorare e fare in modo che la spesa per i servizi essenziali sia uguale in tutto il Paese”. (News&Com)