
(AGENPARL) Arezzo, 14 febbraio 2021 – Giovanni Grasso, conosciutissimo Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Arezzo, viene riconosciuto attraverso un sondaggio promosso da una testata giornalistica locale secondo miglior aretino del 2020.
Presidente Grasso, Premio Aretino dell’Anno, medaglia d’argento potremmo dire. E’ contento?
Sono stracontento, sinceramente non mi aspettavo neppure la candidatura e oggi sono qui a ricevere questo riconoscimento che voglio dedicare a tutto il personale sanitario: medici, infermieri, Oss, volontari e addetti alla sanificazione del settore pubblico privato. Un ringraziamento va al Presidente dell’Associazione Calcit Giancarlo Sassoli e al Vice Presidente Siro Piantini, insieme abbiamo trovato una sinergia vincente per poter dare un aiuto concreto alla nostra sanità.
Pensa che il lavoro fatto dall’Ordine degli Infermieri durante questa pandemia abbia facilitato questo suo exploit personale?
Penso che sia stato fatto il possibile per aiutare quanti più concittadini possibili a superare le varie fasi della pandemia. Non mi aspettavo certo un riconoscimento, quanto è stato fatto è solo frutto del buon senso e dello spirito di servizio verso la mia comunità.
Grasso, quale è il suo rapporto con la Città di Arezzo
Io sono innamorato di Arezzo e di tutte le vallate. È la terra di cui ho stima e rispetto, quindi per quanto mi sarà possibile cercherò di dare tanto, e non sono, se riuscirò a colmare il bene ricevuto.
Come state vivendo, Voi infermieri, questo delicato momento della campagna vaccinale
È un momento storico. Una campagna vaccinale che non ha precedenti. Gli infermieri sono in prima linea e sono pronti a sacrificare se stessi e la propria famiglia, con spirito di abnegazione e determinazione, pur si dare più disponibilità possibile. Gli infermieri coinvolti sono tanti e sono orgoglioso di rappresentarli a livello provinciale e regionale.
Grasso, se le domandassi: preferirebbe vincere il premio nel 2021 o sconfiggere la pandemia?
Senza nessun dubbio preferirei sconfiggere la pandemia, diciamo che farò la mia parte in questa battaglia, da soli si va poco lontano. C’è bisogno dell’aiuto di tutti, utilizzando le misure di sicurezza indicate e soprattutto mascherina, distanziamento e lavaggio delle mani. Insieme ce la possiamo fare e tornare finalmente alla libertà di prima.