(AGENPARL) - Roma, 22 Dicembre 2020 - CATANZARO Ciononostante, il medico collaborava stabilmente con una nota clinica catanzarese accreditata con il Servizio Sanitario regionale, trasgredendo a tale vincolo d’impiego e traendo in inganno l’Asp, a cui rilasciava, negli anni, diverse false autocertificazioni, nelle quali attestava l’assenza di attività svolte a qualsiasi titolo presso strutture private. Così facendo, il medico specialista si procurava l’ingiusto profitto rappresentato dalla indebita contrattualizzazione del proprio rapporto di lavoro con l’Asp, determinando in capo a quest’ultima un danno patrimoniale, quantificato nella somma oggetto di sequestro e consistente nelle spese sostenute dall’ente sanitario pubblico per l’assunzione e la gestione amministrativa della sua posizione. Cosco, peraltro, nel 2014 era stato indagato per associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di truffe ai danni delle assicurazioni, nell’ambito dell’indagine ‘Violentemente investito’. (News&Com)
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