
(AGENPARL) – Roma, 05 marzo 2020 – L’Italia non sta precipitando nell’abisso, sta semplicemente implodendo lentamente. E non è solo una questione economica che è la più evidente ed è la più facile da misurare.
Tutte le nostre istituzioni appaiono oggi arcaiche e non in grado di fronteggiare le sfide di un mondo troppo competitivo e globalizzato. Troppo burocratizzate, lentocratiche e farraginose per non parlare dell’aspetto più importante che le ha sempre caratterizzate: quella della tutela di chi ci lavora e non dei cittadini e delle imprese. Troppo dominate dalle lobby sindacali o dalle varie cordate interne, dall’anzianità, dal burocratese, dal formalismo, dalla tortuosità demenziale delle procedure, dalla demagogia che spesso e volentieri cela l’interesse personale.
Un Paese dove la rete infrastrutturale è obsoleta se non inefficiente, quando addirittura non cade a pezzi.
Ormai siamo in cima alle classifiche negative europee: dalla pressione all’evasione fiscale, dall’abbandono scolastico al numero di detenuti in attesa di giudizio, dalla durata dei processi ai tempi quasi biblici per l’espletamento di qualsiasi pratica burocratica.
Ovvio che la responsabilità è della Politica e dei Politici ma è anche degli imprenditori.
Ovvio anche che è una crisi di identità di un Paese che non sa più chi è, che cosa sia l’Italia.
Ma serve ancora a qualcosa questa Italia, oltre a dare il nome alla Nazionale di calcio e a pagare gli interessi del debito pubblico? O per dirla come Ennio Flaiano “l’Inferno di Dante è pieno di italiani che rompono i co….oni agli altri”.
Abbiamo bisogno di una classe dirigente in grado di risolvere i problemi. Sono decenni che non siamo più in grado di trovare delle soluzioni operative perché non siamo più capaci di prendere delle decisioni e di tramutarle in azioni pratiche.
Il vero problema di questo Paese non sta nella sfera politica ed economica, sta purtroppo nell’esistenza di un blocco monolitico sociale ‘conservatore’ il cui principale obiettivo è la sopravvivenza e l’immobilità. Nulla deve cambiare perché non devono saltare gli equilibri di potere sedimentato per decenni. E il principale blocco è costituito dall’oligarchia burocratica che è dietro le quinte delle istituzioni democratiche ma che di fatto controlla le scelte decisive e governa a piacere ed indipendentemente da chi sta al Governo.
In poche parole se la Politica è la Casta la burocrazia è la Super Casta.
E’ normale quindi che nel Paese si innalzi la richiesta di una guida, di un punto di riferimento autorevole che indichi la via per uscire da questo tunnel.
Non è questione di antipolitica ma al contrario una critica ad una Politica passata, caratterizzata finora da futuri incerti e parolai.
Siamo ancora alla ricerca di qualcuno autorevole e preparato in grado di indicare delle soluzioni concrete, capace di infondere coraggio e speranza, restituendo un’immagine positiva ad un Italia che la crisi economica sta distruggendo.
E’ una continua ricerca dovuta dall’esasperazione e dalla frustrazione di una crisi profonda che va al di là della distinzione tra destra e sinistra, perché è in ballo la salvezza dell’Italia e di tutti noi.
Un grido di allarme che parte dal basso e che chiede una visione più alta, una voce più matura e convincente capace di mobilitare menti e cuori degli italiani.
Non è più pensabile che per il Coronavirus si possano chiudere le scuole. Nella storia d’Italia non è mai successo che la scuola venisse chiusa. Durante la seconda guerra mondiale le scuole erano aperte e quando nelle città avveniva un bombardamento aereo veniva suonato l’allarme per far nascondere i bambini dentro i rifugi.
Ecco perché servono leader carismatici.
Oggi abbiamo solo leader vuoti e senza capacità che non sono in grado di affrontare le sfide moderne di una società in forte evoluzione.
Ricordiamoci che ci stiamo giocando un secolo e mezzo di storia italiana ed è per questo che serve un mutamento radicale per risalire la china iniziando a dire la VERITA’, cioè cominciando a dire le cose come effettivamente stanno, parlando degli errori commessi e delle strade senza uscite che finora abbiamo percorso.
Basta con le bugie e ricordiamoci che l’Italia è anche il Paese dell’avvocato Azzeccagarbugli.