
(AGENPARL) -Milano, 12 febbraio 2020 – La bellezza sarà la parola chiave della 59esima edizione del Salone del Mobile Internazionale di Milano, in programma dal 21 al 26 aprile. «Abbiamo aggiunto questa parola al Manifesto del Salone perché è il sunto del saper fare degli italiani, della creatività, delle aziende, dei giovani. E poi si cerca la bellezza anche nelle cose belle», ha detto il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti, ricordando i suoi anni da studente proprio nei chiostri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove si è laureato in Economia.
Non è un caso allora che la conferenza stampa della più importante manifestazione di Arredo e Design in Italia si sia tenuta per la prima volta nella “bella” cornice dell’Aula Magna dell’Università Cattolica. Ed è stato il rettore Franco Anelli, a esprimere l’orgoglio e la soddisfazione di mettere a disposizione questa prestigiosa sede per partecipare a «un’iniziativa importante per la vita di Milano che condivide gli stessi valori del nostro Ateneo».
L’Aula si trova in posizione centrale rispetto ai due coevi chiostri bramanteschi. Qui era posto, secondo il disegno del Bramante, il refettorio dei monaci. Fu l’architetto Giovanni Muzio, nell’ambito del più ampio progetto di recupero degli ambienti dell’antico monastero, a restituire importanza all’antica sala.
Sulla parete di testa l’architetto ricollocò nel 1933 il capolavoro del pittore lodigiano Callisto Piazza, tra i principali protagonisti del rinascimento lombardo, ispirato alle Nozze di Cana (1545) da cui prende il nome, opera spostata nel 1845 quando il monastero divenne un ospedale militare e qui riportata dal palazzo di Brera dove aveva trovato ricovero.