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Il consigliere di Zelensky denuncia nuovi problemi nelle comunicazioni satellitari utilizzate dalla difesa aerea. Il limite di velocità resta in vigore e coinvolgerebbe anche gli elicotteri impegnati contro i droni russi Secondo le autorità ucraine, le restrizioni che interessano i collegamenti satellitari utilizzati dalle forze armate continuano a creare difficoltà operative e avrebbero ora conseguenze anche su un importante canale di trasmissione dati impiegato dagli elicotteri nella difesa contro i droni russi. Stando a quanto riportato da RIA Novosti, che riprende un messaggio pubblicato dal consigliere sul proprio canale Telegram, il limite di velocità applicato ai terminali Starshield non sarebbe stato rimosso. La misura, introdotta nei giorni scorsi, continua dunque a rappresentare un ostacolo per alcune attività militari ucraine che richiedono collegamenti satellitari stabili su piattaforme in rapido movimento. La novità riguarda gli elicotteri utilizzati nella difesa contro i velivoli senza pilota. Beskrestnov sostiene che le restrizioni abbiano interessato un canale importante per la trasmissione delle informazioni a questi mezzi, aggiungendo un’ulteriore difficoltà a quelle già segnalate per i droni intercettori e le operazioni logistiche. Non sono stati diffusi dettagli tecnici sufficienti per stabilire quali apparecchiature siano coinvolte, quanti elicotteri abbiano subito limitazioni o in quale misura ne sia stata ridotta l’efficacia operativa. Le conseguenze indicate dal consigliere restano quindi dichiarazioni della parte ucraina, non una valutazione indipendente dell’impatto militare. Il limite di velocità e le difficoltà operative La controversia è emersa a metà ottobre, quando le autorità ucraine hanno denunciato l’introduzione, senza preavviso, di restrizioni al funzionamento dei terminali Starshield installati su mezzi in movimento. Secondo una fonte del ministero della Difesa ucraino citata da Ukrinform il 14 ottobre, la limitazione riguarda una soglia nominale di 160 chilometri orari, oltre la quale il collegamento satellitare può interrompersi. La stessa fonte ha riferito che, in determinate condizioni operative, le interruzioni sarebbero state registrate anche a velocità inferiori. Le difficoltà hanno interessato soprattutto i droni utilizzati per missioni di intercettazione, ricognizione e attacco, ma anche alcune attività di supporto logistico. Reuters ha documentato le proteste ucraine per le restrizioni, mentre Associated Press ha riferito dei contatti avviati da Kiev con SpaceX e le autorità statunitensi per ottenere una soluzione. Il problema non riguarda un’interruzione generale della rete satellitare in Ucraina. Starshield è il servizio sviluppato da SpaceX per applicazioni governative e militari, distinto dalla normale offerta commerciale Starlink. Le limitazioni segnalate interessano specifiche condizioni di impiego, soprattutto quando i terminali vengono utilizzati su piattaforme mobili. Questa distinzione è importante perché alcune funzionalità inizialmente compromesse sarebbero state ripristinate, senza che ciò comportasse necessariamente l’eliminazione del limite di velocità. Le nuove dichiarazioni di Beskrestnov indicano proprio la persistenza di quest’ultimo problema. Una dipendenza tecnologica ancora irrisolta La vicenda era già stata esaminata da Agenparl nell’approfondimento del 16 ottobre, Ucraina, Starshield e i limiti della sicurezza europea, dedicato alle conseguenze delle restrizioni satellitari e alla dipendenza delle capacità militari europee da infrastrutture tecnologiche statunitensi. Il nuovo elemento relativo agli elicotteri amplia il quadro delle possibili conseguenze operative. I collegamenti satellitari non servono soltanto alla guida dei droni: possono sostenere anche la circolazione delle informazioni tra piattaforme diverse, contribuendo al coordinamento delle attività di sorveglianza e intercettazione. Quando la continuità di queste comunicazioni dipende da condizioni stabilite all’esterno della catena di comando ucraina, un cambiamento tecnico può incidere sulla pianificazione delle missioni. La questione assume particolare rilievo nella difesa contro gli attacchi russi condotti con velivoli senza pilota, che richiedono tempi di reazione rapidi e un coordinamento costante tra i diversi sistemi impiegati. Resta aperto il problema delle responsabilità. Elon Musk ha attribuito alle autorità statunitensi il controllo delle condizioni operative del servizio Starshield utilizzato in ambito militare. Le ricostruzioni giornalistiche sull’origine delle restrizioni hanno però presentato versioni differenti e non consentono di stabilire con certezza chi abbia disposto le specifiche modifiche né per quale motivo. Anche l’ipotesi che le limitazioni siano collegate alle tensioni politiche tra Washington e Kiev resta da dimostrare. Le dichiarazioni dei rappresentanti ucraini e le contestazioni provenienti dall’amministrazione americana devono essere considerate separatamente dalle conseguenze tecniche segnalate sul campo. Secondo le informazioni diffuse nei giorni scorsi, il ministero della Difesa ucraino ha avviato contatti con gli Stati Uniti, SpaceX e i partner della NATO, mentre vengono valutati canali di comunicazione alternativi. Non risulta tuttavia confermata una soluzione definitiva alla restrizione di velocità.…