(AGENPARL) - Roma, 7 Novembre 2026 - Il presidente francese Emmanuel Macron ha raggiunto il livello di fiducia più basso mai registrato dal barometro dell’istituto Elabe, con appena il 13% dei francesi che dichiarano di avere fiducia nella sua capacità di affrontare i principali problemi del Paese. Il dato emerge da un sondaggio pubblicato giovedì 5 novembre, in un contesto caratterizzato da proteste sociali, tensioni politiche e crescente insoddisfazione nei confronti dell’esecutivo.
La rilevazione, realizzata per il quotidiano economico Les Échos, evidenzia un calo di quattro punti percentuali rispetto al mese precedente e di ben 11 punti rispetto ad agosto.
Ancora più significativo è il livello di sfiducia: l’82% degli intervistati dichiara di non fidarsi del capo dello Stato, mentre il 60% afferma di non avere alcuna fiducia in lui.
Si tratta di un risultato che colloca Macron al di sotto del precedente minimo registrato dall’ex presidente socialista François Hollande, che nel novembre 2016 aveva raggiunto il 14%.
La crisi di consenso arriva mentre la Francia si prepara alle elezioni presidenziali del 2027, alle quali Macron non potrà candidarsi per un terzo mandato consecutivo.
Macron supera il record negativo di François Hollande
Secondo l’istituto Elabe, il 13% rappresenta il livello di fiducia più basso mai misurato dal suo osservatorio politico per un presidente della Repubblica francese.
Il precedente record negativo apparteneva a François Hollande, la cui popolarità era scesa al 14% nel novembre 2016, negli ultimi mesi del suo mandato.
Lo stesso Macron aveva già raggiunto il 14% nell’ottobre 2025, durante una precedente fase di instabilità politica.
La nuova rilevazione segna quindi un ulteriore peggioramento della sua posizione nell’opinione pubblica.
Il dato appare particolarmente significativo considerando che Macron si avvicina alla conclusione del suo secondo mandato, iniziato nel 2022, dopo la prima elezione all’Eliseo nel 2017.
Il presidente deve affrontare un clima politico difficile, caratterizzato da contrasti parlamentari, difficoltà economiche e mobilitazioni sociali.
L’82% dei francesi non si fida del presidente
La rilevazione mostra che la sfiducia verso Macron non riguarda soltanto gli elettori dell’opposizione, ma interessa anche una parte crescente di coloro che lo avevano sostenuto nelle precedenti elezioni.
Tra gli elettori che votarono Macron al primo turno delle presidenziali del 2022, la fiducia è scesa al 36%, con una perdita di sette punti in un mese.
Tra coloro che lo sostennero al secondo turno, la percentuale si attesta al 23%, in diminuzione di sei punti.
La fiducia è estremamente bassa anche tra gli elettori delle principali formazioni politiche di opposizione.
Soltanto il 2% degli elettori di Jean-Luc Mélenchon e di Marine Le Pen dichiara di avere fiducia nel presidente.
Tra gli astensionisti, la percentuale raggiunge il 13%.
Questi risultati indicano che il deterioramento dell’immagine presidenziale attraversa diversi segmenti dell’elettorato francese.
Proteste sociali e violenze urbane aggravano il clima politico
Il crollo della fiducia avviene in un periodo di forte tensione sociale.
Negli ultimi mesi, la Francia è stata attraversata da manifestazioni legate al costo della vita, alle condizioni economiche e alle rivendicazioni degli studenti.
Alcune mobilitazioni sono state accompagnate da episodi di violenza urbana, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine, alimentando un acceso dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico.
La questione della sicurezza è tornata così al centro del confronto politico, insieme alle discussioni sulle politiche sociali, sull’immigrazione e sulle strategie economiche del governo.
Le forze di opposizione hanno criticato la gestione delle tensioni da parte dell’esecutivo, mentre il governo deve confrontarsi con la necessità di garantire la sicurezza e, contemporaneamente, tutelare il diritto di manifestare pacificamente.
Il sondaggio Elabe registra un peggioramento della fiducia in questo contesto, ma non dimostra che le proteste siano l’unica causa del calo di popolarità.
Anche il primo ministro Sébastien Lecornu perde consenso
La crisi di fiducia non riguarda esclusivamente il presidente.
Secondo il sondaggio, anche il primo ministro Sébastien Lecornu ha raggiunto il proprio minimo storico, con appena il 17% di fiducia.
Il dato rappresenta una diminuzione di due punti rispetto a ottobre e di nove punti rispetto ad agosto.
La contrazione del consenso coinvolge quindi entrambi i principali esponenti dell’esecutivo francese.
Tra gli elettori di Macron al primo turno del 2022, Lecornu mantiene una fiducia del 46%, mentre tra quelli del secondo turno scende al 31%.
Il deterioramento del rapporto tra cittadini e governo si sviluppa parallelamente al confronto sulle scelte economiche, sull’approvazione del bilancio e sulle iniziative per contenere il costo della vita.
Marine Le Pen al 35% di opinioni positive
Mentre Macron registra un nuovo minimo storico, Marine Le Pen, esponente di riferimento del Rassemblement National (RN), ottiene il 35% di giudizi positivi nella classifica delle personalità politiche esaminate da Elabe.
La percentuale è in calo di due punti rispetto alla precedente rilevazione, ma rimane una delle più elevate tra i leader nazionali.
Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, registra il 33%, in diminuzione di quattro punti.
Questi risultati mostrano che i due principali esponenti del partito mantengono un’importante visibilità e un consistente sostegno nell’opinione pubblica.
Tuttavia, è necessario distinguere tra indice di gradimento e intenzione di voto: il 35% di opinioni positive nei confronti di Marine Le Pen non significa che la stessa percentuale di francesi intenda necessariamente votarla alle presidenziali.
Il dato fotografa la percezione degli intervistati al momento della rilevazione, non un risultato elettorale.
Rassemblement National, sicurezza e ordine pubblico al centro del programma
Le tensioni sociali hanno riportato al centro del dibattito politico le proposte del Rassemblement National in materia di sicurezza.
Durante un intervento a Orléans, Marine Le Pen ha ribadito la volontà di rafforzare l’applicazione delle leggi, contrastare la criminalità e garantire maggiori tutele agli operatori dei servizi pubblici.
La leader del RN ha proposto un rafforzamento delle conseguenze giudiziarie per coloro che commettono reati, con particolare attenzione alle aggressioni contro poliziotti, insegnanti e vigili del fuoco.
Tra le misure sostenute figurano procedure più severe nei confronti dei responsabili di atti violenti e l’espulsione degli stranieri condannati per determinati reati.
Le proposte si inseriscono nella linea politica del partito, che attribuisce un ruolo centrale alla sicurezza nazionale, al controllo dell’immigrazione e al rafforzamento delle autorità dello Stato.
Le loro implicazioni giuridiche e costituzionali rimangono oggetto di confronto nel dibattito pubblico francese.
Giovani elettori, cresce l’attenzione verso le forze politiche alternative
Il quadro politico francese è caratterizzato anche da cambiamenti nelle intenzioni di voto delle nuove generazioni.
Un sondaggio Ifop-Fiducial pubblicato il 21 ottobre per Le Figaro, LCI e Sud Radio ha esaminato le preferenze degli elettori più giovani in vista delle presidenziali del 2027.
In uno degli scenari analizzati, Marine Le Pen ha ottenuto il 30% delle intenzioni di voto tra i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni.
Nello stesso scenario, Jean-Luc Mélenchon ha raggiunto il 40% in questa fascia d’età.
I dati indicano una significativa presenza di orientamenti politici differenti tra i giovani elettori, con un interesse rilevante per candidati che propongono una discontinuità rispetto alle politiche del centro presidenziale.
Le percentuali variano tuttavia in funzione dei candidati considerati, della metodologia utilizzata e del momento in cui vengono effettuate le rilevazioni.
Non è quindi possibile dedurre da una singola indagine un riallineamento politico definitivo delle nuove generazioni.
Elezioni presidenziali 2027, il campo politico francese si riorganizza
L’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027 sta accelerando il confronto tra le principali formazioni politiche.
L’impossibilità costituzionale per Emmanuel Macron di ottenere un terzo mandato consecutivo apre una nuova fase di competizione tra esponenti del centro, della destra, della sinistra e del Rassemblement National.
Nel campo centrista figurano personalità come Édouard Philippe, ex primo ministro e leader di Horizons, e altri esponenti che cercano di raccogliere una parte dell’elettorato macroniano.
La sinistra rimane articolata tra diverse forze politiche, tra cui La France Insoumise, il Partito Socialista e altre componenti progressiste.
Il Rassemblement National continua invece a concentrarsi su temi come sicurezza, immigrazione, potere d’acquisto e sovranità nazionale.
Le prossime rilevazioni contribuiranno a chiarire l’evoluzione delle preferenze degli elettori, ma i risultati elettorali rimangono aperti.
Calano anche i consensi per alcuni leader dell’opposizione
La rilevazione Elabe mostra un panorama politico più articolato rispetto a una semplice contrapposizione tra Macron e Rassemblement National.
Édouard Philippe registra il 27% di opinioni positive, in calo di tre punti.
Bruno Retailleau, esponente dei Repubblicani, raggiunge il 26%, con un aumento di tre punti.
Raphaël Glucksmann, figura di riferimento dell’area socialdemocratica, ottiene il 24%, con una crescita di tre punti.
Jean-Luc Mélenchon si attesta invece al 16%, mentre altre personalità della sinistra registrano livelli differenti di consenso.
Nel complesso, questi dati evidenziano un panorama caratterizzato da una forte frammentazione delle preferenze politiche, nel quale diversi leader cercano di consolidare la propria base elettorale.
Un sondaggio su oltre mille francesi
Il barometro Elabe è stato realizzato il 3 e 4 novembre 2026 su un campione di 1.004 persone maggiorenni, selezionato per rappresentare la popolazione francese attraverso il metodo delle quote.
L’istituto indica un margine d’errore variabile tra 1,4 e 3,1 punti percentuali, a seconda delle percentuali misurate.
I risultati riflettono quindi le opinioni espresse dagli intervistati nel periodo dell’indagine e devono essere interpretati tenendo conto della normale incertezza statistica.
Il 13% di fiducia rappresenta comunque un risultato eccezionalmente basso nella serie storica dell’istituto, soprattutto alla luce del confronto con François Hollande e con le precedenti rilevazioni dello stesso Macron.
È però più preciso parlare del livello minimo registrato dal barometro Elabe, anziché affermare che Macron sia necessariamente il presidente meno popolare dell’intera storia moderna francese secondo qualsiasi sistema di rilevazione.
Francia, la sfida della fiducia nelle istituzioni
Il nuovo sondaggio evidenzia una crescente distanza tra il presidente della Repubblica e una parte significativa della popolazione francese.
Le difficoltà economiche, le tensioni sociali, le controversie sulla sicurezza e la competizione politica contribuiscono a creare un quadro complesso per l’esecutivo.
Il calo della fiducia presidenziale rappresenta anche una sfida istituzionale, poiché la capacità del governo di attuare le proprie politiche dipende dal funzionamento delle istituzioni e dal rapporto con il Parlamento.
La situazione pone interrogativi sulla possibilità di recuperare consenso negli ultimi mesi del mandato, soprattutto in presenza di un’opinione pubblica fortemente critica.
Con appena il 13% di fiducia e l’82% di giudizi negativi, Emmanuel Macron raggiunge il punto più basso della propria presidenza secondo Elabe, superando il precedente record negativo di François Hollande.
Il dato conferma la profondità delle difficoltà politiche attraversate dal capo dello Stato, mentre la Francia entra nella fase decisiva che precede le elezioni presidenziali del 2027.
In questo contesto, il confronto tra le forze politiche sarà influenzato dalle scelte economiche e sociali, dalle proposte sulla sicurezza e dalla capacità dei diversi candidati di rispondere alle preoccupazioni espresse dai cittadini.
Fonti: Elabe – Observatoire politique, novembre 2026; Le Parisien e AFP, 5 novembre 2026. Novembre 2026+2 Sondaggio Ifop-Fiducial sulle intenzioni di voto dei giovani, pubblicato da TF1/LCI il 21 ottobre 2026
