(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2026 - Il leader della sinistra francese Jean-Luc Mélenchon, esponente di La France Insoumise (LFI) e candidato alle elezioni presidenziali del 2027, rilancia la propria visione della politica estera francese con un programma che prevede l’applicazione del mandato di arresto internazionale contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ritiro della Francia dal comando militare integrato della NATO.
Le proposte figurano nel nuovo programma politico L’Avenir en commun (Il futuro in comune), pubblicato venerdì 6 novembre 2026, che raccoglie oltre mille misure destinate a orientare l’azione di un eventuale governo guidato da Mélenchon.
Il documento affronta numerosi temi, dalla politica economica alla difesa, dalla transizione ecologica alle relazioni internazionali, ponendo particolare attenzione alla questione palestinese, all’autonomia strategica della Francia e al rapporto con le alleanze militari occidentali.
Mandato della Corte penale internazionale contro Netanyahu
Uno degli impegni più rilevanti riguarda la posizione francese nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI).
Il provvedimento è stato adottato il 21 novembre 2024 dalla Corte dell’Aia, nell’ambito delle indagini su presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nel contesto del conflitto nella Striscia di Gaza.
Il mandato riguarda anche l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant.
La CPI ha ritenuto sussistenti i presupposti giuridici per l’emissione dei mandati, sulla base degli elementi esaminati nella fase preliminare del procedimento. Le accuse non costituiscono una condanna definitiva e resta applicabile il principio della presunzione di innocenza.
Nel nuovo programma, Mélenchon sostiene che la Francia debba dare piena attuazione agli obblighi derivanti dalla giustizia penale internazionale, compresa l’esecuzione del mandato nei confronti di Netanyahu qualora se ne presentassero le condizioni.
La posizione si inserisce in un orientamento politico che attribuisce particolare importanza al ruolo delle istituzioni giudiziarie internazionali e al rispetto del diritto internazionale.
Palestina al centro della politica estera di La France Insoumise
La questione palestinese occupa uno spazio importante nella nuova piattaforma politica della formazione di Mélenchon.
Il programma propone il rafforzamento delle iniziative diplomatiche per la tutela della popolazione civile palestinese, la fine del blocco della Striscia di Gaza e l’adozione di misure nei confronti del governo israeliano.
Tra gli orientamenti indicati figurano sanzioni contro il governo Netanyahu, un embargo sulle armi e iniziative diplomatiche per ottenere la sospensione dell’accordo di associazione tra Israele e Unione Europea.
Mélenchon sostiene una politica estera fondata sul diritto internazionale e sull’autonomia decisionale della Francia, criticando le posizioni occidentali che considera incoerenti nell’applicazione dei principi giuridici ai diversi conflitti.
Le proposte rappresentano una delle principali differenze tra la linea internazionale di La France Insoumise e quella sostenuta da altre forze politiche francesi.
Francia fuori dal comando integrato della NATO
Un altro punto centrale del programma riguarda l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord.
Mélenchon propone il ritiro immediato della Francia dal comando militare integrato della NATO, come primo passaggio verso un più ampio processo di ridefinizione dei rapporti con l’Alleanza Atlantica.
La proposta mira a rafforzare l’autonomia strategica e militare del Paese, riducendo la dipendenza dalle strutture di comando multinazionali.
Il programma di La France Insoumise prevede inoltre, in una fase successiva, l’uscita dalla NATO stessa.
La distinzione è importante: il ritiro dal comando integrato non equivale automaticamente all’abbandono dell’Alleanza, che comporterebbe ulteriori decisioni politiche e giuridiche.
La Francia aveva già sperimentato una posizione particolare all’interno della NATO nel 1966, quando il presidente Charles de Gaulle decise di ritirare il Paese dalla struttura militare integrata, pur mantenendo l’adesione all’organizzazione.
Parigi tornò pienamente nel comando integrato nel 2009, durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.
Una nuova dottrina diplomatica basata sul non allineamento
La revisione dei rapporti con la NATO si inserisce nella più ampia strategia internazionale proposta da Mélenchon, fondata sul principio del non allineamento.
Secondo questa impostazione, la Francia dovrebbe perseguire una politica estera indipendente, mantenendo relazioni diplomatiche con diversi attori internazionali senza subordinare sistematicamente le proprie scelte alle strategie delle grandi potenze.
Il programma attribuisce inoltre un ruolo centrale alle Nazioni Unite e agli strumenti multilaterali per la gestione dei conflitti.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità della Francia di promuovere iniziative diplomatiche autonome e partecipare alla costruzione di nuovi meccanismi di sicurezza internazionale.
Queste proposte sollevano anche interrogativi sulle possibili conseguenze per i rapporti con gli alleati europei e nordamericani, soprattutto in materia di difesa collettiva e coordinamento militare.
Il massacro del 17 ottobre 1961 e la richiesta di riconoscimento come crimine di Stato
Tra gli impegni contenuti nella nuova piattaforma figura anche il riconoscimento delle responsabilità dello Stato francese nella repressione della manifestazione degli algerini a Parigi del 17 ottobre 1961.
Durante quella giornata, migliaia di algerini scesero in piazza per protestare pacificamente contro le misure discriminatorie imposte dalle autorità francesi nel contesto della guerra d’Algeria.
La manifestazione fu repressa violentemente dalla polizia parigina.
Numerosi manifestanti furono uccisi, feriti o arrestati. Il bilancio esatto delle vittime rimane oggetto di studi storici, anche a causa delle difficoltà nella ricostruzione degli eventi e delle lacune nella documentazione disponibile.
Mélenchon chiede che la repressione venga ufficialmente riconosciuta come un crimine di Stato, un provvedimento che avrebbe un forte significato politico e simbolico nei rapporti tra Francia e Algeria.
Il riconoscimento si inserisce nel più ampio dibattito sulla memoria coloniale francese e sulla necessità di affrontare le responsabilità storiche legate alla guerra d’indipendenza algerina.
Oltre mille proposte per le presidenziali del 2027
La nuova edizione di L’Avenir en commun costituisce il principale documento programmatico di La France Insoumise in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027.
Il testo comprende 1.069 misure, elaborate attraverso un processo di consultazione e aggiornamento che ha coinvolto rappresentanti politici, organizzazioni e cittadini.
Oltre alla politica estera, il programma affronta la trasformazione ecologica, la redistribuzione economica, la difesa dei servizi pubblici e le riforme istituzionali.
Tra le principali proposte interne figurano il ritorno dell’età pensionabile a 60 anni, l’aumento del salario minimo e l’avvio di un processo costituente per la nascita della Sesta Repubblica.
La nuova versione del programma pone inoltre la transizione ecologica tra le priorità politiche principali, collegando la trasformazione economica alle questioni sociali e ambientali.
Le possibili conseguenze per le relazioni internazionali della Francia
Le proposte di Mélenchon delineano un cambiamento significativo rispetto alla tradizionale collocazione internazionale della Francia.
L’eventuale applicazione del mandato della CPI nei confronti di Netanyahu potrebbe incidere sui rapporti diplomatici tra Parigi e Israele, mentre il ritiro dal comando integrato della NATO richiederebbe una ridefinizione del coordinamento militare con gli alleati.
Il rafforzamento del principio del non allineamento potrebbe inoltre modificare l’approccio francese alle crisi internazionali e ai rapporti con le grandi potenze.
Sul piano politico, tali orientamenti costituiscono proposte elettorali e non decisioni già adottate dalle istituzioni francesi. La loro eventuale attuazione dipenderebbe dall’esito delle elezioni, dalle competenze costituzionali degli organi dello Stato e dalle procedure giuridiche applicabili.
Presidenziali 2027, la politica estera entra nel dibattito elettorale
Con la pubblicazione del nuovo programma, Jean-Luc Mélenchon porta al centro del confronto politico francese questioni di grande rilevanza internazionale: il conflitto israelo-palestinese, il ruolo della Corte penale internazionale, il futuro della NATO e la memoria del passato coloniale.
Le proposte evidenziano la volontà di La France Insoumise di promuovere una diversa impostazione delle relazioni internazionali, fondata su una maggiore autonomia strategica francese e sul rafforzamento degli strumenti multilaterali.
L’impegno ad applicare il mandato di arresto contro Netanyahu e la proposta di uscire dal comando integrato della NATO rappresentano due degli elementi più significativi della piattaforma internazionale di Mélenchon.
In vista delle presidenziali del 2027, il confronto su queste misure contribuirà a definire le diverse posizioni dei partiti francesi sul ruolo del Paese in Europa, nel Mediterraneo e negli equilibri geopolitici mondiali.
