(AGENPARL) - Roma, 29 Ottobre 2026 - “Ieri il ministro Nordio si è detto sorpreso dal fatto che il gip di Milano abbia ragionato diversamente rispetto al pubblico ministero sull’arresto di Youssef Siher. Ma non era proprio il risultato che voleva raggiungere con la separazione delle carriere, cioè che il giudice non si appiattisse sulle conclusioni del pm? Questo è solo l’ennesimo esempio del fatto che della separazione delle carriere non c’era alcun bisogno e che in realtà Meloni, Nordio e tutta la compagnia della maggioranza volevano e vorrebbero solo magistrati che si piegano ai desideri e alle esigenze del Governo come quella di fare di Siher il perfetto capro espiatorio per coprire la loro incapacità di gestire l’ordine pubblico da una parte e per giustificare l’ennesimo decreto legge liberticida dall’altra. Da anni il centrodestra, con un garantismo peloso e interessato, si scaglia contro i pm quando sostengono le accuse contro i potenti di turno amici degli amici, invocando l’intervento di un giudice terzo che fermi la presunta deriva giustizialista delle procure. Quando invece, come in questo caso, l’accusa del pm riguarda un cittadino qualunque, l’impianto accusatorio diventa la linea del governo, il garantismo peloso evapora e il sacro giudice terzo diventa il nemico da additare, anche con video ridicoli come quello della premier, che ieri ha detto delle castronerie talmente evidenti da costringerla a scusarsi e a dire di aver ‘sbagliato il tempo di un verbo’. Dopo aver ammesso di aver detto delle fesserie, per coerenza cancelli quel video e chieda scusa anche via social”.
Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.