(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - Nel 2025 sei dei 17 Obiettivi Onu peggiorano e il 58% dei target al 2030 appare non raggiungibile.
Un ritardo che si riflette sulla vita delle persone: oltre 5,4 milioni in povertà assoluta,
il 94,5% dei Comuni a rischio idrogeologico e quasi un giovane su cinque con disagio psicologico.
Giovannini: “Stiamo assistendo a una ‘regressione insostenibile’, i cui costi economici e sociali crescono, alimentando sfiducia e tensioni sociali. A quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, è tempo di accelerare e superare la logica dell’emergenza”.
Un’agenda serrata di interventi e riforme da attuare subito e nella prossima legislatura per affrontare le emergenze del Paese, cogliere le opportunità e creare un’Italia più equa, resiliente e sostenibile da tutti i punti di vista. È quanto propone l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) nel suo undicesimo Rapporto, dal titolo “Agenda per la prossima legislatura. E non solo“, presentato oggi a Roma nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.
Il Rapporto fotografa un’Italia molto lontana dall’attuazione dell’Agenda 2030: nel 2025, l’indice che sintetizza la performance rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è sostanzialmente fermo e ben sei Obiettivi registrano un peggioramento rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 58% dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appaiono raggiungibili, una percentuale invariata rispetto allo scorso anno, nonostante gli effetti positivi del PNRR. Per la prima volta vengono anche presentati i risultati dell’analisi di 45 Target qualitativi, dalla quale emerge come in oltre la metà dei casi, soprattutto in campo ambientale e sociale, le norme e le politiche esistono, ma la loro attuazione è decisamente insufficiente.
A livello globale stiamo assistendo ad una vera e propria ‘regressione insostenibile’, che incide sulle condizioni di vita delle persone e del Pianeta, e genera continue crisi – sottolinea Enrico Giovannini, Direttore scientifico dell’ASviS – ma si moltiplicano i segnali negativi anche in Europa e in Italia. L’Alleanza propone profonde modifiche al modo di disegnare le politiche pubbliche nel nostro Paese, superando l’approccio emergenziale che oggi le caratterizza, e offre alle forze politiche un vero e proprio programma di legislatura elaborato dai suoi oltre 300 aderenti, con interventi precisi per le dimensioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali“.
Dietro i numeri presentati nel Rapporto ci sono le condizioni di vita delle persone e soprattutto delle giovani generazioni. 1,1 milioni di minori vivono in famiglie che sono in povertà assoluta; solo il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato a fronte dell’obiettivo del 45% entro il 2030; la riduzione della dispersione scolastica si accompagna ad un peggioramento delle competenze degli studenti; circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni presentano disagi psicologici e oltre 600mila minori sono seguiti dai Dipartimenti di Salute Mentale.
Rispetto al 2010 l’Italia ha registrato vari peggioramenti e progressi complessivamente modesti: infatti, si trova oggi in condizioni peggiori di 15 anni fa per cinque Obiettivi (sconfiggere la povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, ridurre le disuguaglianze, vita sulla terra, pace, giustizia e istituzioni solide) e sostanzialmente invariate per altri cinque (sconfiggere la fame, salute e benessere, imprese, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili, partnership per gli obiettivi). Miglioramenti limitati si rilevano in cinque casi (istruzione di qualità, parità di genere, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, lotta contro il cambiamento climatico, imprese e innovazione) e più consistenti solo per l’economia circolare e la vita sott’acqua.
“Il mondo di oggi è molto diverso da quello che ci eravamo impegnati a costruire con l’Agenda 2030 – dichiara Marcella Mallen, Presidente dell’ASviS – ogni ulteriore rinvio aumenta i costi sociali, economici e ambientali, soprattutto per i più deboli. Prendere atto di questi risultati deve spingerci a rafforzare l’impegno, non ad abbandonarlo“.
L’ASviS propone un’agenda di interventi da attuare subito e nella prossima legislatura, con particolare attenzione al contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, alla competitività del sistema produttivo, alla transizione ecologica e digitale, alla salute, all’istruzione e al lavoro. Tra le proposte “di sistema” si segnalano l’assunzione della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile (attualmente oggetto di revisione da parte del Governo) come quadro di coordinamento di tutte le politiche settoriali, da porre sotto la responsabilità della Presidenza del Consiglio; la costruzione di una governance anticipante, come l’Italia si è impegnata a fare sottoscrivendo nel 2024 il Patto sul Futuro dell’Onu, così da rendere il Paese capace di affrontare i rischi, ma anche di cogliere le opportunità future; stabilire l’equità intergenerazionale come principio guida per tutte le politiche, coerentemente con la modifica costituzionale avvenuta del 2022 e l’introduzione della Valutazione d’impatto generazionale (Vig) e di genere (Vige) delle nuove norme prevista dalla legge n.167/2025, da attuare il prima possibile.
“Un cambiamento profondo del nostro modello di sviluppo è possibile e necessario – dichiara Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS –. Le proposte dell’Alleanza riguardano azioni concrete da porre in essere subito e guardano oltre il 2030: si fondano sui principi della nostra Costituzione e sui valori europei. Vogliamo contribuire a dare risposte concrete alla domanda di futuro che arriva dalle giovani generazioni”.
Il ritardo italiano non differisce da un quadro europeo e mondiale preoccupante. Nell’Unione europea la quota dei traguardi quantitativi raggiungibili entro il 2030 scende dal 53% al 47% e sette Obiettivi registrano un peggioramento nell’ultimo anno (povertà, salute, istruzione, disuguaglianze, vita sott’acqua, giustizia e istituzioni solide e partnership) e solamente per uno (sconfiggere la fame) si registra un miglioramento.
A livello mondiale soltanto il 15% dei Target dell’Agenda 2030 è sulla buona strada per essere conseguito; il 21% registra progressi moderati, il 32% avanzamenti marginali, il 17% è in stagnazione e il 15% in regressione. Conflitti, crisi climatica e ambientale, tensioni geopolitiche e indebolimento di cooperazione e diplomazia ostacolano il cammino verso lo sviluppo sostenibile: nel 2025 gli aiuti allo sviluppo sono diminuiti del 23,1%, mentre la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 2.900 miliardi di dollari, ben il 2,5% del Pil globale. L’impatto economico della violenza nel mondo è stato quantificato in circa 21.800 miliardi di dollari nel 2025: una cifra pari a circa cinque volte il fabbisogno annuale di finanziamento per gli SDGs nei Paesi in via di sviluppo.
La presentazione del Rapporto, moderata da Elisa Benedetta Anzaldo del TG1, si è aperta con i saluti della Vicepresidente della Camera, Anna Ascani e della Presidente dell’ASviS, Marcella Mallen, seguiti dalla presentazione del Rapporto da parte di Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS. Al confronto – dopo un contributo video di Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR – sono intervenuti Mario Nava, Direttore generale della DG Occupazione della Commissione europea; Stefano Scarpetta, Chief Economist dell’OCSE; Monica Maggioni editorialista, giornalista e conduttrice Rai; Paolo Angelini, Direttore generale della Banca d’Italia. Prima delle conclusioni del Presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini, si è svolto un confronto con i rappresentanti delle forze politiche: Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati; Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati; Massimo Milani, Segretario della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati; Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati.
















