(AGENPARL) - Roma, 19 Ottobre 2026 - *Immigrazione a Pordenone. L'eurodeputato Ciriani (FdI-ECR): "Sicurezza,
integrazione rispettosa e regole certe"*
Fratelli d'Italia e il gruppo europeo ECR puntano i fari sui problemi della
gestione dei flussi migratori e del rispetto della legalità in Europa e sul
territorio. A Pordenone, questa mattina al Palace Hotel Moderno, si è
tenuto un confronto sulle politiche portate avanti a Bruxelles, Roma e in
città, a cui hanno preso parte il deputato *Emanuele Loperfido*, il
sindaco *Alessandro
Basso*, l'assessore comunale *Elena Ceolin* e l'eurodeputato *Alessandro
Ciriani*, il quale ha tracciato una sintesi politica del suo impegno su
questo fronte, fondato su pragmatismo e centralità delle regole.
"L'integrazione non si costruisce né con la cancellazione della nostra
identità né con le provocazioni fine a se stesse, ma con il rispetto
rigoroso delle leggi e della comunità che accoglie", ha dichiarato Ciriani.
"Da ex sindaco e oggi da parlamentare europeo, conosco bene i problemi
reali che i nostri amministratori e i cittadini affrontano ogni giorno sul
territorio pordenonese. Quando assistiamo a polemiche come quella
sull'eliminazione della carne di maiale dalle mense scolastiche per un
malinteso senso di inclusione, o a disagi legati a manifestazioni religiose
di piazza, dobbiamo ricordare che l'integrazione vera non richiede abiure
culturali né strappi alle regole di convivenza civica".
Ciriani ha poi rimarcato l'approccio necessario a livello istituzionale e
territoriale: "La nuova direzione che sta prendendo l'Europa, pur se in
ritardo e con molta fatica, è proprio quella tracciata e indicata dal
governo italiano guidato da Giorgia Meloni, basata su accordi innovativi
con i Paesi terzi per i rimpatri e sull'istituzione di hub esterni per il
transito di chi non ha diritto a rimanere. A livello locale serve lo stesso
buonsenso: chi sceglie di vivere e lavorare in Friuli è il benvenuto, a
patto che accetti le nostre regole, la nostra storia e il nostro modello
sociale".
Ciriani, che in Parlamento Europeo è stato protagonista in prima persona,
quale relatore, della definizione della lista dei Paesi terzi sicuri, ha
ricordato che Pordenone è stata inserita tra le province nelle quali
potranno essere applicate le procedure di frontiera previste dal nuovo
quadro europeo. Un modello che consente di estendere oltre i tradizionali
valichi di confine gli strumenti per la gestione accelerata delle domande
di asilo e delle successive procedure nei confronti di chi non ha titolo a
rimanere sul territorio nazionale.
"La destra di governo – ha concluso – dimostra con i fatti che la sicurezza
e il rispetto della legalità sono i prerequisiti fondamentali per garantire
coesione sociale e serenità a tutte le nostre famiglie".
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