(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - Roma, 16 ott. – "Porto nuovamente all'attenzione degli organi preposti e in Parlamento una questione gravissima, un chiaro insulto alle persone con disabilità. Come avevo già denunziato, per ben 9 mesi l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha continuato a riunirsi senza averne alcun potere legale, un aspetto gravissimo sul quale nel mese di agosto ho depositato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti del Lazio. La normativa, infatti, prevede che l'organo resti in carica 3 anni e sia prorogabile esclusivamente con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Essendo scaduto il 1° dicembre 2025 e formalmente decaduto dal 15 gennaio 2026, l'Osservatorio non aveva titolo per operare, eppure si è riunito il 19 febbraio, il 29 aprile e il 4 agosto, oltre a svolgere cinque sedute del Comitato tecnico-scientifico, il tutto a spese dello Stato. Solo il 7 agosto, 3 giorni dopo l'ultima plenaria e una settimana dopo il mio esposto, è arrivato di corsa il DPCM di proroga, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° settembre: un atto tardivo che certifica nero su bianco la fondatezza della mia denuncia, ma che non può in alcun modo sanare i nove mesi precedenti né la relativa spesa pubblica. C'è di più: nel tentativo maldestro di giustificare l'ingiustificabile, il decreto sostiene che il triennio sarebbe ripartito nel settembre 2023 con il nuovo regolamento interno, senza però citare una sola norma che lo preveda, semplicemente perché non esiste. Il regolamento stabilisce la composizione dell'organo, non la sua durata, e il decreto del 2022 che fissava la reale scadenza viene clamorosamente omesso. Un organo decaduto non si proroga, ma si ricostituisce con nuove nomine nel pieno rispetto della legge. Per queste ragioni ho deciso di integrare l'esposto alla Corte dei conti e presenterò una nuova interrogazione parlamentare affinché il Governo indichi per iscritto su quale base giuridica si fondi la data inserita in Gazzetta Ufficiale. Sia chiaro che il mio non è un attacco all'Osservatorio, che difendo con forza, né ai suoi componenti, ma una ferma richiesta di legalità e rigore verso chi amministra la cosa pubblica". Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.
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