(AGENPARL) - Roma, 14 Ottobre 2026 - Aggiungi articolo
Al summit di Dublino, Brad Smith sollecita leggi, segnalazioni degli incidenti e valutazioni indipendenti. Sarah Friar sostiene la cooperazione internazionale, chiedendo di preservare gli strumenti necessari alla difesa informatica.
DUBLINO — Prevenire i danni, anziché limitarsi a segnalare i rischi. È il messaggio portato da Brad Smith, vicepresidente e presidente di Microsoft, all’International AI Summit del 14 ottobre. L’evento, organizzato nell’ambito della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, riunisce rappresentanti di governi, industria e ricerca sul rapporto tra innovazione, competitività e sicurezza.
Secondo Smith, le capacità dell’intelligenza artificiale sono cresciute più rapidamente delle protezioni. Le imprese tecnologiche devono quindi assumersi la responsabilità di intervenire e, quando necessario, rallentare lo sviluppo o il rilascio dei sistemi.
Le proposte di Microsoft
Smith chiede un quadro internazionale con obblighi di segnalazione degli incidenti, notifiche alle persone e alle organizzazioni colpite da violazioni provocate da agenti IA e valutazioni indipendenti. Nella sua proposta rientrano anche strumenti per interrompere comportamenti pericolosi dei sistemi.
Il dirigente aveva illustrato queste richieste anche in un’intervista alla BBC, sostenendo che prodotti di uso quotidiano sono sottoposti a requisiti di sicurezza più strutturati rispetto all’IA.
La richiesta è di norme proporzionate, capaci di tutelare cittadini e imprese senza perdere di vista l’innovazione. Il punto centrale è rendere la prevenzione una responsabilità verificabile, oltre gli impegni volontari.
OpenAI: regole comuni e strumenti per i difensori
Sarah Friar, direttrice finanziaria di OpenAI, sostiene una regolamentazione globale e una maggiore collaborazione tra gli sviluppatori dei modelli più avanzati. Allo stesso tempo, avverte che una frenata eccessiva potrebbe creare uno squilibrio nell’accesso agli strumenti informatici, penalizzando chi deve proteggere reti e infrastrutture dagli attacchi.
Nel suo intervento, Friar ha riferito che OpenAI sta proseguendo il lavoro sulla sicurezza e sull’allineamento di un modello non ancora pubblicato. Ha inoltre descritto l’impiego dell’IA per individuare e correggere vulnerabilità nell’infrastruttura aziendale.
La sua posizione combina prudenza nello sviluppo e disponibilità di strumenti efficaci per la difesa: alla comunicazione dei rischi devono accompagnarsi soluzioni concrete e trasparenti.
Il confronto sul quadro europeo
Al summit è emersa anche una differenza di valutazione sull’efficacia delle norme esistenti. La vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen ha richiamato l’AI Act come quadro già disponibile per affrontare i rischi dei sistemi più avanzati. Demis Hassabis di Google DeepMind ha invece sottolineato la difficoltà delle leggi a seguire l’evoluzione tecnologica, proponendo standard e verifiche capaci di aggiornarsi rapidamente.
Il confronto riguarda dunque sia la necessità di protezioni sia il modo di renderle tempestive: obblighi legali, controlli indipendenti e cooperazione tra imprese e autorità sono gli strumenti al centro del dibattito.
