(AGENPARL) - Roma, 12 Ottobre 2026 - Oltre 800 delegati da una trentina di Paesi si riuniscono nel Ningxia fino al 16 ottobre. Al centro ricerca, sostenibilità e nuove tecnologie, mentre Pechino rafforza il proprio ruolo nel settore vitivinicolo internazionale
La Cina punta a consolidare la propria presenza nel panorama vitivinicolo mondiale e ospita per la prima volta in Asia il Congresso mondiale della vite e del vino. La 47ª edizione dell’appuntamento si apre oggi, 12 ottobre, a Yinchuan, nella regione autonoma del Ningxia, con oltre 800 delegati provenienti da circa 30 Paesi. I lavori proseguiranno fino al 16 ottobre e saranno dedicati alle trasformazioni scientifiche, tecnologiche ed economiche che stanno ridisegnando il comparto.
L’evento rappresenta un passaggio significativo per Pechino, che nel 2025 è entrata nell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), diventando il primo nuovo membro dell’organizzazione nel suo secondo secolo di attività. La scelta del Ningxia come sede del congresso porta inoltre l’attenzione su una regione che la Cina considera strategica per lo sviluppo della propria produzione vinicola.
Ricerca e innovazione al centro del congresso
Il tema scelto per l’edizione 2026 è «Configurare nuovi paradigmi per il settore vitivinicolo globale». Il programma comprende viticoltura, produzione enologica, economia, diritto, salute e sicurezza, con l’obiettivo di affrontare le sfide che interessano produttori e istituzioni in un mercato in evoluzione.
Secondo il direttore generale dell’OIV, John Barker, l’appuntamento costituisce un momento storico sia per l’organizzazione sia per il settore vitivinicolo cinese. Per questa edizione sono stati selezionati 423 contributi scientifici provenienti da 33 Paesi, un dato che sottolinea il peso attribuito alla ricerca e alla condivisione delle conoscenze.
Tra i temi in agenda figurano la dealcolizzazione del vino, le tecnologie per migliorarne la stabilità, lo sviluppo di varietà di vite resistenti a determinate malattie e la conservazione della diversità genetica all’interno dei vitigni. Spazio anche agli orientamenti per la produzione biologica di uva da tavola.
La sfida climatica e la sostenibilità
La sostenibilità è un altro asse centrale dei lavori. Il settore deve confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico, la gestione delle risorse naturali e la tutela della biodiversità nelle aree viticole. La ricerca di varietà più resistenti e l’adozione di nuove tecnologie possono contribuire ad affrontare queste pressioni, pur richiedendo investimenti e adattamenti nelle pratiche produttive.
In parallelo al congresso si svolgerà la 24ª Assemblea generale dell’OIV, il principale organo decisionale dell’organizzazione, chiamato a esaminare questioni scientifiche, tecniche e amministrative.
Il ruolo della Cina nel mercato internazionale
Fondata nel 1924, l’OIV riunisce 51 Paesi membri che, secondo i dati riportati da Prensa Latina, rappresentano il 90% della produzione mondiale di vino e l’85% della superficie vitata globale. L’ingresso della Cina amplia la presenza dell’organizzazione in uno dei principali mercati mondiali e apre nuove opportunità di cooperazione scientifica e tecnica.
L’organizzazione del congresso in Ningxia offre a Pechino una vetrina internazionale per valorizzare le proprie competenze e favorire il confronto con produttori, ricercatori ed esperti stranieri. Resta da vedere quanto questa apertura si tradurrà in un maggiore peso della Cina nella produzione e negli scambi internazionali.
La posta in gioco va oltre la visibilità di un singolo appuntamento. In un settore chiamato a conciliare qualità, sostenibilità, innovazione e nuove abitudini di consumo, la capacità di investire nella ricerca e di partecipare alla definizione degli standard internazionali può diventare un fattore competitivo. Il congresso di Yinchuan rappresenta quindi un’occasione per misurare le ambizioni cinesi e il ruolo che il Paese intende assumere nell’evoluzione del mondo del vino.
