(AGENPARL) - Roma, 11 Ottobre 2026 - raddoppiate*
*Roma è la prima città con 440 attività. Quasi una impresa su due è
femminile. La Sardegna è la regione con la crescita più forte: +293%*
Roma, 10 ottobre 2026 – In Italia aprire un'attività di tatuaggio o
piercing è diventato sempre più spesso anche una scelta imprenditoriale: in
meno di dieci anni le imprese del settore sono passate da 3.695 a *9.614*,
con quasi *6mila attività in più* e una crescita del *160%*.
È quanto emerge dall'analisi condotta da *Unioncamere-InfoCamere* sui dati
del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, che fotografa
l'evoluzione del settore tra giugno 2017 e giugno 2026.
La crescita riguarda tutte le regioni italiane, anche se con intensità
diverse. La *Lombardia* è al primo posto per numero di imprese, con 1.873
attività, seguita da *Lazio (983)*, *Veneto (909)*, *Piemonte (856)* e *Toscana
(852)*. A guidare la crescita percentuale nel periodo è invece la *Sardegna*,
dove le imprese sono passate da 45 a 177, con un aumento del *293%*.
Seguono *Puglia (+245%)*, *Sicilia (+243%)* e *Campania (+223%)*.
Tra i comuni con il maggior numero di imprese c'è *Roma*, con *440 imprese*,
264 in più rispetto alle 176 del 2017, pari a una crescita del *150%*.
Seguono *Torino con 296*, *Milano con 180*, *Firenze con 137*, *Genova con
95*, *Bologna con 108*, *Napoli con 90*, *Verona con 72*, *Brescia con 71*
e *Bari con 74*. Nel complesso, tutte le dieci città della graduatoria
hanno aumentato il numero delle imprese rispetto al 2017.
Ma è soprattutto guardando alla velocità della crescita che emergono
differenze significative tra le città. *Bari* registra l'incremento più
elevato della Top 10, passando da 10 a 74 imprese, con una crescita del
*640%*. Seguono *Brescia*, che passa da 19 a 71 attività (+273,7%), *Genova*,
da 28 a 95 (+239,3%), e *Verona*, da 21 a 72 (+242,9%). Anche *Torino*, con
296 imprese rispetto alle 109 del 2017, cresce del *171,6%*, mentre
*Firenze* passa da 52 a 137 (+163,5%).
La fotografia del settore mostra anche una forte presenza femminile. Al 30
giugno 2026 sono *4.334 le imprese femminili*, pari al *45,1% del totale*:
quasi una su due. Le imprese giovanili sono invece *3.752*, il *39%* delle
attività del settore.
Cambia, nel frattempo, anche la distribuzione per età dei titolari delle
imprese individuali. Gli *under 30* rappresentano oggi il *18,1%*, contro
il 25,5% del 2017, mentre gli *over 50* passano dal 4,5% al 10,7%. La
fascia tra i 30 e i 50 anni resta nettamente maggioritaria e raccoglie il
*71,2%* dei titolari, sostanzialmente in linea con il 70% registrato nel
2017.
