(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2026 - *Inaugurazione anno accademico Università di Bari, il presidente Decaro:
"Università protagonista della costruzione della Puglia del futuro"*
Nella mattinata di oggi, venerdì 9 ottobre, il presidente della Regione
Puglia *Antonio Decaro* è intervenuto all'inaugurazione dell'anno
al Teatro Petruzzelli di Bari.
"Magnifico Rettore, Autorità accademiche, Docenti, Personale
tecnico-amministrativo, Studentesse e studenti, Gentili ospiti,
sono qui oggi per far sentire la vicinanza della Regione Puglia alle nostre
università.
Perché sostenere il sistema universitario significa investire nel futuro
della nostra comunità e significa scegliere quale Puglia vogliamo essere
tra dieci, venti, trent'anni.
Noi vogliamo una Puglia capace di offrire alle proprie ragazze e ai propri
ragazzi una formazione moderna, competitiva, internazionale. Una Puglia
nella quale chi nasce qui possa avere l'opportunità di studiare qui, di
fare ricerca qui, di costruire qui il proprio futuro. Ma anche una Puglia
capace di attrarre studenti, docenti, ricercatori e competenze da altre
regioni, dall'Europa e dal mondo.
In un mondo attraversato da trasformazioni profonde, la conoscenza, la
formazione e la ricerca restano i più importanti antidoti al rischio di
essere travolti dalla complessità.
E questo vale ancora di più per il Mezzogiorno, per quelle regioni del Sud
d'Italia e d'Europa che hanno conosciuto storicamente condizioni di
maggiore svantaggio. La risposta non può essere accettare che il luogo in
cui si nasce determini le opportunità che si avranno nella vita. Io non
l'accetto.
La risposta deve essere creare nuove opportunità.
Per questo le Università e i centri di ricerca sono uno dei primi luoghi
nei quali una politica che guarda al futuro deve investire.
Perché gli atenei non sono soltanto i luoghi nei quali si trasmette il
sapere. Sono i luoghi nei quali il sapere viene messo in discussione, i
luoghi dove si fanno domande alle quali ancora non sappiamo rispondere, i
luoghi dove una ragazza o un ragazzo può scoprire un talento che non sapeva
di possedere.
E possiamo partire proprio dalle tre parole che avete scelto per raccontare
questa giornata: talenti, territori, sviluppo.
A pochi metri da qui si sta inaugurando una mostra dedicata a Pablo Picasso.
Picasso diceva: "Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia
gialla, ma ci sono altri che, con l'aiuto della loro arte e della loro
intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole."
Questa frase racconta bene cosa significa investire nei talenti.
Un talento, da solo, non basta. Ha bisogno di essere riconosciuto,
coltivato, di trovare luoghi nei quali esprimersi e trovare opportunità.
La responsabilità delle istituzioni è creare le condizioni perché un
talento possa diventare una possibilità e una possibilità possa diventare
sviluppo.
Sviluppo per una persona, per una comunità, per un territorio.
Per farlo è necessario che Università, Istituzioni, imprese e mondo del
lavoro riescano a muoversi nella stessa direzione. E la direzione è quella
della ricerca e dell'innovazione che hanno un ruolo decisivo.
Dobbiamo fare in modo che un'idea nata in un laboratorio possa trovare le
condizioni per crescere, che una ricerca possa diventare innovazione, che
l'innovazione possa generare nuove imprese, nuovi servizi e nuove
opportunità di lavoro.
La competitività di un territorio, nel futuro, non si misurerà soltanto
attraverso le infrastrutture che possiede, ma attraverso la qualità delle
conoscenze che è capace di produrre e delle persone che è capace di
attrarre.
Dobbiamo avere l'ambizione di fare della Puglia un grande territorio della
conoscenza.
Ma non possiamo parlare di talento se non siamo capaci di dare a tutti la
possibilità di coltivarlo.
In Puglia nessuno deve essere costretto a rinunciare all'Università per
ragioni economiche.
Questo è il principio che ci ha guidato nelle settimane di lavoro nelle
quali abbiamo cercato tutte le risorse disponibili per raggiungere
l'obiettivo del 100 per cento delle borse di studio universitarie per tutti
gli studenti che avevano fatto domanda.
Non è stato facile e sappiamo che non sarà facile nei prossimi anni. Ma ci
sono scelte che una comunità deve essere disposta a difendere anche quando
sono difficili.
Il senso della politica e delle istituzioni è anche questo: fare in modo
che chi verrà dopo di noi abbia opportunità migliori di quelle che abbiamo
avuto noi.
La Regione non considera il vostro percorso universitario soltanto come un
passaggio verso il lavoro.
L'Università è uno dei momenti nei quali si costruisce la propria libertà.
È il luogo nel quale si imparano competenze, ma anche il valore del dubbio,
del confronto, della responsabilità.
Per questo abbiamo bisogno di Università aperte, internazionali, inclusive.
E dobbiamo lavorare perché i nostri territori diventino sempre più a misura
di studente: con servizi, trasporti, abitazioni accessibili, spazi
culturali e luoghi di aggregazione.
In questo i sindaci e le sindache della Puglia hanno un ruolo fondamentale.
La Regione può fare molto, le Università possono fare molto, ma nessuno può
farcela da solo. Abbiamo bisogno di una alleanza territoriale per la
conoscenza.
E dobbiamo avere anche il coraggio di competere con il mondo.
A un giovane pugliese dobbiamo poter dire: puoi partire, puoi studiare
fuori, puoi fare esperienze in Europa e nel mondo. Ma qui troverai le
condizioni per tornare se lo vorrai.
E a un giovane ricercatore che vive dall'altra parte del mondo dobbiamo
poter dire: vieni in Puglia, qui puoi costruire una parte importante della
tua ricerca e della tua vita.
Questa è la vera sfida dell'attrattività.
Non trattenere le persone, ma creare luoghi nei quali le persone scelgano
di restare, di tornare, di venire.
La Puglia ha una storia straordinaria, un patrimonio culturale immenso e
una posizione strategica nel Mediterraneo e in Europa, ma il patrimonio più
importante che abbiamo non è soltanto quello che abbiamo ereditato: è
quello che saremo capaci di costruire.
E quel patrimonio siete soprattutto voi: le studentesse e gli studenti che
insieme ai ricercatori e alle ricercatrici, ai docenti, al personale
tecnico-amministrativo, ogni giorno fanno vivere questa grande comunità del
sapere.
A tutti voi, voglio dire, la Regione vuole dire che considera l'Università
uno dei protagonisti della costruzione della Puglia del futuro.
Vogliamo esserci quando si parla di diritto allo studio, di ricerca, di
innovazione, di internazionalizzazione, di nuove competenze e di
trasferimento tecnologico.
E vogliamo farlo con politiche che abbiano continuità, perché la ricerca e
la formazione hanno bisogno di tempo.
Un finanziamento può durare un anno. Un progetto può durare tre anni. Ma la
conoscenza ha bisogno di orizzonti molto più lunghi. E forse questa è una
delle cose più difficili da fare in politica: avere la pazienza di
investire oggi in qualcosa i cui risultati saranno visibili quando non
saremo più noi a raccoglierli.
Ma è esattamente questa la responsabilità che abbiamo: seminare sapendo che
altri raccoglieranno.
E allora, nel giorno in cui inauguriamo un nuovo anno accademico, vorrei
che assumessimo insieme una responsabilità: fare in modo che nessun talento
venga disperso per mancanza di opportunità.
Che nessuna ragazza e nessun ragazzo debba rinunciare a studiare per
ragioni economiche.
Che la ricerca possa trovare nella Puglia un luogo nel quale essere libera,
sostenuta e valorizzata.
Innovazione e conoscenza possono diventare strumenti di sviluppo senza
perdere di vista le persone.
Il destino della Puglia passa anche dalle vostre aule, dai vostri
laboratori, dalle idee che lì nasceranno e dalle persone che avranno il
coraggio di immaginare qualcosa che ancora non esiste.
A voi, studentesse e studenti, auguro il coraggio dell'immaginazione.
A questa Università auguro di continuare a essere un luogo nel quale la
Puglia non soltanto custodisce il proprio sapere, ma costruisce il proprio
futuro.
E alla Puglia auguro di avere la forza, l'intelligenza e il coraggio di
investire nelle sue ragazze e nei suoi ragazzi.
Perché se sapremo trasformare i talenti in opportunità, le opportunità in
innovazione e l'innovazione in sviluppo, avremo contribuito a costruire una
regione nella quale vale la pena vivere, studiare, lavorare e magari
tornare.
Una regione nella quale ciascuno possa sentire che il proprio futuro non è
già scritto, ma che invece possiamo dipingere insieme come quel sole di cui
parlava Picasso.
Buon anno accademico a tutte e a tutti".
