(AGENPARL) - Roma, 5 Ottobre 2026 - Piacenza, 3 ottobre 2026
*Oggetto: Case di Rocco, l'azione dell'Amministrazione comunale. "Urgenza
di tutelare la sicurezza pubblica, ma contatto immediato con la
Soprintendenza*"
"Credo sia doveroso, in merito alla situazione dell'immobile di Case di
Rocco in condizioni di assoluto degrado e abbandono, fare ulteriore
chiarezza sulle procedure messe in atto dal Comune". A intervenire sul tema
è l'assessora all'Urbanistica Adriana Fantini, che precisa: "L'ordinanza di
demolizione, sottoscritta il 28 settembre, rispondeva all'urgenza
improrogabile di mettere in sicurezza l'area, tutelando innanzitutto i
residenti delle palazzine adiacenti all'edificio in stato di fatiscenza, di
cui il sopralluogo condotto dai Vigili del Fuoco aveva decretato la
pericolosità. Questo è il primo compito dell'Amministrazione: proteggere i
propri concittadini, per i quali l'alternativa a breve termine, per noi
inaccettabile, poteva essere solo l'evacuazione dalle loro abitazioni".
"Contestualmente alla pubblicazione dell'ordinanza – spiega Fantini – il
Servizio Edilizia ha avviato (in primis telefonicamente, per accelerare i
tempi) l'interlocuzione con la Soprintendenza, notificando in data 1°
ottobre una richiesta formale di documentazione finalizzata
all'acquisizione del parere sul valore storico e architettonico
dell'immobile. Una lettera inviata, per opportuna e necessaria conoscenza,
anche all'Istituto Vendite Giudiziarie di Parma e Piacenza per la
sospensione immediata delle procedure di demolizione, ferme restando tutte
le altre misure di sicurezza già messe in atto".
La risposta della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le
province di Parma e Piacenza è arrivata il giorno stesso, giovedì 1°
ottobre, confermando il dubbio posto dal Comune: ovvero che l'edificio di
Case di Rocco, di titolarità non più privata ma dell'Erario dello Stato,
fosse pertanto soggetto agli articoli 10-12 del Codice dei Beni Culturali e
del Paesaggio, in quanto stabile di proprietà pubblica e con oltre 70 anni
di età. Conclude l'assessora all'Urbanistica: "Nel ringraziare la
Soprintendenza per il tempestivo riscontro e chi, come Italia Nostra, ha
sottolineato la necessità di conciliare l'incolumità pubblica con la
conservazione del patrimonio storico della collettività, mi premeva
chiarire che questo stesso approccio è stato adottato dall'Amministrazione
sin dall'inizio. Da una parte intervenendo per garantire la tutela della
salute e della sicurezza dei residenti nella zona, primo e inderogabile
dovere del Comune; dall'altra, attivandosi immediatamente per verificare
che l'immobile in questione – su cui un precedente parere della
Soprintendenza, emesso nel 2018 quando la proprietà era ancora privata, non
aveva rilevato elementi di interesse storico e culturale – non fosse ora,
in quanto bene erariale, soggetto a vincoli Ope Legis".
