(AGENPARL) - Roma, 4 Ottobre 2026 - Il Cairo ribadisce il sostegno alla roadmap delle Nazioni Unite. Al centro dell’incontro anche le questioni costituzionali e legislative ancora aperte
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e la rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Hanna Tetteh, hanno discusso al Cairo degli ultimi sviluppi politici e di sicurezza nel Paese e del percorso verso le elezioni nazionali.
Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri egiziano e ripreso dall’agenzia APA, il colloquio ha riguardato in particolare l’attuazione della roadmap politica delle Nazioni Unite e le questioni ancora da risolvere per creare le condizioni necessarie allo svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari.
Abdelatty ha ribadito il sostegno dell’Egitto agli sforzi delle Nazioni Unite per raggiungere un accordo politico complessivo tra le diverse parti libiche. Il ministro ha sottolineato inoltre la necessità che il processo rimanga «diretto e controllato dai libici».
Il nodo delle elezioni
Il Cairo sostiene lo svolgimento simultaneo delle elezioni presidenziali e parlamentari, considerandole un passaggio necessario per porre fine alle successive fasi di transizione politica e arrivare all’unificazione delle istituzioni statali.
Durante l’incontro, Tetteh ha aggiornato il ministro egiziano sugli ultimi sviluppi legati all’attuazione della roadmap ONU e sulle iniziative per affrontare le questioni ancora aperte relative al quadro costituzionale e legislativo che dovrà regolare le elezioni.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto la fissazione di una data per il voto. Restano da definire e concordare alcuni degli elementi istituzionali e giuridici necessari perché le elezioni possano essere organizzate su una base condivisa.
La roadmap delle Nazioni Unite
Il percorso promosso da UNSMIL punta a creare le condizioni politiche e istituzionali per arrivare alle elezioni nazionali e superare la lunga fase di transizione che ha caratterizzato la Libia.
Tra i passaggi previsti figurano la ricostituzione della Commissione elettorale nazionale e l’intervento sul quadro legislativo che disciplina il voto. Gli sviluppi più recenti del processo ONU hanno riguardato proprio questi due elementi.
L’obiettivo è arrivare a un quadro elettorale che possa essere accettato dai principali attori libici e che permetta lo svolgimento di elezioni presidenziali e legislative.
Il ruolo dell’Egitto
Per il Cairo, la stabilizzazione della Libia è legata anche alla sicurezza regionale e alla necessità di preservare l’unità dello Stato libico.
L’Egitto sostiene quindi un processo politico guidato dai libici e accompagnato dalle Nazioni Unite, con l’obiettivo di arrivare a istituzioni statali unificate e a elezioni presidenziali e parlamentari.
L’incontro tra Abdelatty e Tetteh si inserisce in questo quadro e conferma il coordinamento tra il Cairo e la missione ONU in una fase nella quale il percorso elettorale resta condizionato dalla soluzione delle questioni costituzionali e legislative ancora aperte.
Per ora, il punto centrale rimane quindi la costruzione delle condizioni politiche e giuridiche necessarie per consentire alla Libia di arrivare al voto.
