(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2026 - La Russia ha dichiarato di aver condotto nell’ultima settimana una vasta serie di attacchi con armi di precisione e droni a lungo raggio contro infrastrutture militari, industriali, logistiche ed energetiche in Ucraina, concentrandosi in particolare sulle aree di Kiev, Odessa, Mykolaiv e Izmail.
Secondo il ministero della Difesa russo, tra gli obiettivi colpiti figurerebbero ponti sul Dnepr, centri logistici, data center, infrastrutture portuali, impianti energetici, depositi militari e navi mercantili che Mosca sostiene fossero utilizzate per rifornire le forze armate ucraine.
Molte di queste affermazioni provengono direttamente dalle autorità russe e non sono state verificate in modo indipendente. Reuters, nel riferire una parte degli attacchi, ha esplicitamente precisato di non essere stata in grado di confermare autonomamente le rivendicazioni di Mosca. Investing.com
Kiev al centro della campagna contro le infrastrutture
Secondo il ministero russo, una parte consistente degli attacchi avrebbe interessato Kiev e la regione circostante.
Mosca sostiene di aver colpito diversi centri di elaborazione dati e comunicazioni, strutture logistiche e infrastrutture energetiche considerate funzionali alle attività militari ucraine.
Tra gli obiettivi citati figurano la sottostazione elettrica Kyivska, la centrale idroelettrica di Vyshhorod, la centrale termoelettrica di Trypilska e un impianto di accumulo energetico nella regione della capitale.
Reuters ha confermato che il ministero russo ha rivendicato attacchi contro questi impianti, descrivendoli come strutture che, secondo Mosca, fornivano energia al settore militare-industriale ucraino. Anche in questo caso, la stessa agenzia ha sottolineato di non aver potuto verificarne in modo indipendente l’effettivo impiego militare. Internazionale
I ponti sul Dnepr diventano un obiettivo strategico
Particolare attenzione è stata rivolta ai collegamenti sul fiume Dnepr.
La Russia ha dichiarato di aver colpito un ponte stradale e ferroviario e successivamente il Ponte Nord di Kiev, sostenendo che le strutture fossero utilizzate per il trasferimento di truppe e materiali.
I danni ai ponti, tuttavia, hanno avuto conseguenze immediate anche sulla mobilità civile.
Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha confermato che il Ponte Nord è stato danneggiato durante un attacco russo del 3 ottobre, con conseguente sospensione del traffico a causa dei danni alla carreggiata e alle linee filoviarie. Reuters ha inoltre riferito che nei giorni precedenti erano stati colpiti ripetutamente anche altri attraversamenti sul Dnepr, provocando forti congestioni e chiusure temporanee. Reuters
L’importanza di questi ponti è elevata perché Kiev è fisicamente divisa dal Dnepr e una parte consistente della popolazione vive sulla sponda orientale pur lavorando o utilizzando servizi sulla riva occidentale.
Mosca rivendica attacchi contro numerosi data center
Il ministero russo ha affermato che nell’arco della settimana sarebbero stati colpiti 13 centri di elaborazione dati.
Tra questi è stato citato il centro dati De Novo a Kiev, che Mosca ha descritto come uno dei principali nodi di traffico Internet utilizzati dalle forze armate ucraine.
Reuters ha riportato la rivendicazione russa del 30 settembre, precisando che la descrizione della struttura come infrastruttura a sostegno delle attività militari è una valutazione fornita dal ministero della Difesa russo. Internazionale
In attacchi precedenti, il ministero aveva inoltre dichiarato di aver colpito diversi altri centri dati e infrastrutture di telecomunicazione nella capitale. Reuters ha riferito che Kyivstar, il maggiore operatore mobile ucraino, aveva confermato che la propria sede centrale era stata colpita, senza però registrare vittime in quell’episodio. Investing.com
Odessa e Izmail sotto pressione
Una seconda area centrale nella campagna descritta da Mosca è la regione di Odessa, fondamentale per le esportazioni ucraine e per i collegamenti attraverso il Mar Nero e il Danubio.
Il ministero russo sostiene di aver colpito diversi centri logistici, complessi industriali, depositi di equipaggiamenti militari e infrastrutture portuali a Izmail e Kilia.
Tra gli obiettivi indicati figura anche un complesso industriale nel porto di Izmail che, secondo Mosca, sarebbe stato utilizzato per ricevere, immagazzinare e trasferire carichi militari e carburante destinato alle forze armate ucraine.
Reuters ha riportato che la Russia ha effettivamente rivendicato un attacco contro questo complesso e contro altre strutture portuali della zona. Internazionale
Navi mercantili nel mirino
La Russia sostiene inoltre di aver colpito numerose navi da carico nel Mar Nero e nei porti ucraini.
Secondo Mosca, le imbarcazioni trasportavano materiale militare o merci a duplice uso destinate all’Ucraina.
Reuters ha documentato diverse di queste rivendicazioni. Il 28 settembre, per esempio, il ministero russo ha dichiarato di aver colpito tre navi dirette verso Odessa e un’altra nave nel porto di Chornomorsk, oltre a un impianto di riparazione navale a Izmail. MarketScreener
La Russia ha ripetutamente affermato che queste imbarcazioni fossero coinvolte nella logistica militare ucraina, ma Reuters ha precisato di non aver potuto verificare autonomamente la natura dei carichi trasportati. MarketScreener
Mykolaiv, depositi di droni e infrastrutture militari
Anche la regione di Mykolaiv sarebbe stata coinvolta negli attacchi.
Il ministero russo ha dichiarato di aver colpito un centro dati e almeno due depositi utilizzati per droni.
In precedenza, Mosca aveva riferito anche di attacchi contro depositi, centri di comunicazione e strutture considerate funzionali alla logistica militare ucraina. Reuters ha confermato di aver ricevuto queste rivendicazioni dal ministero russo, senza però poterle verificare sul terreno. Investing.com
Il nodo energetico
Particolarmente significativo è l’aumento degli attacchi contro il sistema energetico ucraino.
La Russia sostiene di aver preso di mira centrali elettriche, sottostazioni, impianti di accumulo e infrastrutture per il carburante, presentando queste strutture come parte del sistema che alimenta l’apparato militare-industriale ucraino.
Dall’altra parte, Kiev sostiene che gli attacchi contro la rete energetica abbiano conseguenze dirette sulla popolazione civile, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno.
Reuters e Associated Press hanno riferito che l’Ucraina sta già affrontando interruzioni e vulnerabilità nella propria rete elettrica e che le autorità temono una nuova campagna russa volta a compromettere energia, trasporti e servizi essenziali. AP News
Una guerra sempre più concentrata sulle infrastrutture
La campagna descritta da Mosca mostra come la guerra stia assumendo sempre più una dimensione logistica e infrastrutturale.
Ponti, reti elettriche, porti, data center e depositi sono diventati obiettivi centrali perché influenzano direttamente la capacità di spostare truppe, rifornire unità militari, mantenere operative le industrie e garantire i servizi essenziali.
La Russia afferma di colpire infrastrutture legate alle forze armate ucraine e nega di prendere intenzionalmente di mira obiettivi civili. Kiev e diversi osservatori occidentali sostengono invece che molti di questi attacchi abbiano effetti diretti sulla popolazione e sulle infrastrutture civili. Reuters
La verifica indipendente resta particolarmente difficile durante operazioni militari ancora in corso. Per questo le cifre diffuse dai ministeri della Difesa delle parti in conflitto devono essere considerate rivendicazioni di guerra, da distinguere dai danni confermati sul terreno da fonti indipendenti.
