(AGENPARL) - Roma, 2 Ottobre 2026 - Roma si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti internazionali più importanti sul futuro dell’alimentazione. Dal 12 al 16 ottobre la sede della FAO ospiterà il World Food Forum 2026, dedicato quest’anno al tema “Innovare oggi, nutrire domani”, con governi, scienziati, giovani, agricoltori, imprese e investitori chiamati a discutere della trasformazione dei sistemi agroalimentari. Pochi giorni prima, dall’8 al 12 ottobre, il Circo Massimo sarà invece sede della grande esposizione “From Seeds to Foods”, con oltre 300 espositori provenienti da più di 140 Paesi e circa 400 prodotti agricoli.
Il calendario racconta già la direzione presa dalla FAO: non soltanto produzione agricola, ma innovazione, tecnologia, acqua, investimenti e capacità di rendere i sistemi alimentari più efficienti e resilienti. Il Forum scientifico e dell’innovazione, che si svolgerà dal 12 al 16 ottobre, punta proprio a collegare ricerca, tecnologie e conoscenze tradizionali per affrontare la sicurezza alimentare e garantire un accesso più ampio a cibo sufficiente, sicuro e nutriente.
Ma il grande appuntamento romano arriva mentre la fame resta una delle emergenze più drammatiche della comunità internazionale. Secondo il World Food Programme, nel 2026 circa 266 milioni di persone in 47 Paesi e territori stanno affrontando livelli acuti di insicurezza alimentare. Il conflitto continua a essere il principale motore della fame, insieme agli shock economici e ai rischi climatici.
Il dato va però letto insieme a un’altra evidenza. L’ultimo rapporto delle agenzie delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare globale indica che nel 2025 la fame è diminuita per il terzo anno consecutivo: circa 645 milioni di persone, pari al 7,8% della popolazione mondiale, hanno sofferto la fame, contro l’8,1% del 2024. Il miglioramento esiste, ma resta fragile e molto disomogeneo tra le diverse regioni del mondo.
È proprio questa contraddizione a rendere particolarmente significativo il Forum di Roma. Da una parte ci sono innovazione e capacità scientifica, dall’altra sistemi alimentari che in vaste aree del mondo continuano a essere travolti da guerre, crisi economiche, sfollamenti e condizioni climatiche sempre più difficili. Nel 2025, per la prima volta nella storia del Global Report on Food Crises, sono state confermate contemporaneamente due situazioni di carestia, in alcune aree di Gaza e del Sudan. Il rischio di carestia rimane inoltre presente nel 2026 in Gaza, Sudan e Sud Sudan.
La questione non riguarda quindi soltanto la quantità di cibo prodotto. Riguarda la possibilità concreta di produrlo, trasportarlo, finanziarlo e renderlo accessibile alle popolazioni che ne hanno bisogno. È qui che la discussione sulla tecnologia incontra quella sugli investimenti.
Uno dei pilastri del World Food Forum sarà infatti l’Investment Forum della FAO, in programma dal 13 al 16 ottobre. Attraverso l’iniziativa Hand-in-Hand, i governi presenteranno piani di investimento a una platea internazionale di investitori nel settore agroalimentare, con l’obiettivo di creare partnership e accelerare la trasformazione dei sistemi alimentari.
Il tema del capitale diventa così centrale. Trasformare l’agricoltura significa investire in infrastrutture, tecnologie, irrigazione, ricerca, logistica e competenze, ma anche portare risorse nelle aree dove la fragilità alimentare è maggiore. La sfida è fare in modo che l’innovazione non rimanga confinata ai Paesi e alle imprese che dispongono già delle maggiori capacità finanziarie.
Anche l’acqua avrà un ruolo importante. Il Rome Water Dialogue, inserito nel programma del World Food Forum, affronterà il rapporto tra scarsità idrica, agricoltura, cambiamento climatico e sicurezza alimentare. La FAO ricorda che l’agricoltura rappresenta oltre il 72% dei prelievi globali di acqua dolce: gestione delle risorse idriche e produzione alimentare sono quindi due questioni sempre più inseparabili.
Roma si prepara dunque a ospitare un confronto che va ben oltre il futuro dell’agricoltura. La partita riguarda il modo in cui il mondo produrrà e distribuirà il cibo nei prossimi decenni, la capacità della scienza di aumentare la resilienza dei sistemi agroalimentari e quella della finanza di portare gli investimenti dove possono avere il maggiore impatto.
E sullo sfondo resta la domanda più difficile: come trasformare innovazione, tecnologia e capitale in maggiore sicurezza alimentare proprio mentre, in alcune delle aree più fragili del pianeta, la fame continua ad avanzare?
È questa la contraddizione con cui Roma si prepara ad accogliere il World Food Forum 2026.
