(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - «Le parole di Fabio Massimo Parenti, tratte dal suo ultimo libro e riproposte sulla pagina di Beppe Grillo, dicono con chiarezza quello che i partiti di governo e di opposizione fingono di non vedere: il mondo unipolare è finito. Il vertice Xi-Trump e la presenza italiana all’insediamento della nuova ambasciatrice della Repubblica Popolare Cinese non sono rituali diplomatici. Sono il segno di un passaggio d’epoca. Chi resta ancorato alla logica dei blocchi è già preistorico».
Lo dichiara Marinella Pacifico, già senatrice della Repubblica, componente della Commissione Affari esteri e segretaria del Comitato Schengen nella XVIII legislatura.
«Parenti ha ragione sul punto decisivo. Il ringiovanimento nazionale cinese e il MAGA americano non devono essere raccontati come un gioco a somma zero. Pechino propone coesistenza, parità, stabilità e rispetto delle differenti traiettorie di sviluppo. Washington, almeno in questa fase, ha dovuto riconoscere la Cina come interlocutore alla pari. L’Italia, invece, continua a muoversi come appendice di una geografia mentale atlantica, senza autonomia, senza visione e senza coraggio».
Pacifico indica la linea di politica internazionale del nuovo soggetto politico che si sta delineando intorno a Beppe Grillo.
«Il prossimo movimento non nascerà per riciclare le vecchie alleanze né per inseguire le derive belliciste che attraversano l’Europa e l’Indo-Pacifico. Nascerà per dire che l’Italia deve tornare a essere ponte, non trincea. Serve una diplomazia fondata su rispetto, dialogo, reciprocità e lealtà. Serve rifiutare le sanzioni extraterritoriali prive di mandato dell’ONU. Serve uscire dalla narrazione secondo cui ogni interesse cinese è una minaccia e ogni escalation americana è una necessità. Taiwan, Ucraina, Iran, tecnologie e commercio non si governano con slogan da guerra fredda, ma con responsabilità».
«Chi ieri ha partecipato all’insediamento della nuova ambasciatrice e chi oggi legge il vertice Xi-Trump come un’opportunità, e non come un’eresia, sta già scrivendo un’altra idea di Paese. Un’Italia che non chiede permesso per dialogare con Pechino e Washington, che non accetta di sparire da Bruxelles e che misura la propria sicurezza sullo sviluppo condiviso, non sulla corsa al riarmo. Questa è la bussola. Il resto è archeologia politica».
Lo di Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica Italiana.

