(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - L’Europa vuole triplicare la capacità dei suoi data center nei prossimi anni per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e rafforzare la propria autonomia tecnologica. Ma proprio mentre Bruxelles prepara nuove regole sulla sostenibilità di queste infrastrutture, arriva un’accusa sulla trasparenza dei loro consumi.
Lighthouse Reports, organizzazione investigativa con sede nei Paesi Bassi, ha presentato una denuncia formale contro la Commissione europea sostenendo che cittadini, giornalisti e autorità locali non possano conoscere quanto consumano realmente i singoli data center in termini di energia e acqua.
Il tema non è marginale. Secondo i dati raccolti dalla Commissione, nel 2025 i data center europei hanno consumato circa 20,7 terawattora di elettricità e oltre 8 milioni di metri cubi d’acqua. Rispetto all’anno precedente, il consumo elettrico sarebbe aumentato del 26 per cento e quello idrico del 52 per cento.
Il problema, sostiene Lighthouse Reports, è che questi numeri vengono pubblicati soprattutto in forma aggregata. I dati relativi ai singoli impianti non sono invece accessibili al pubblico. La ragione è legata alle norme sulla riservatezza delle informazioni considerate commercialmente sensibili.
Ed è proprio su questo punto che si concentra la denuncia. Secondo Lighthouse Reports, la Commissione e gli Stati membri avrebbero finito per privilegiare la tutela del segreto commerciale rispetto al diritto dei cittadini di conoscere l’impatto ambientale delle infrastrutture che vengono costruite sul loro territorio.
La contestazione è stata presentata nell’ambito della Convenzione di Aarhus, il trattato internazionale che riconosce al pubblico diritti di accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione alle decisioni che riguardano l’ambiente.
La questione arriva in un momento particolarmente delicato. Bruxelles sta infatti spingendo per una forte espansione dei data center europei, considerati essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della capacità tecnologica del continente. Ma la crescita delle infrastrutture comporta anche una maggiore pressione sulle reti elettriche e sulle risorse idriche.
La Commissione, dal canto suo, ha appena introdotto un nuovo sistema europeo di classificazione dei data center, pensato proprio per aumentare la trasparenza sui consumi di energia e acqua e favorire strutture più efficienti. Le prime etichette per i singoli impianti sono previste dal 2027.
Per Lighthouse Reports, però, non basta sapere quanto è efficiente un data center: occorre poter conoscere anche quanto consuma realmente.
La denuncia sarà sottoposta a un primo esame a novembre, quando il Comitato per la conformità della Convenzione di Aarhus dovrà stabilire se il caso è ammissibile.
La questione mette così Bruxelles davanti a un problema sempre più difficile da ignorare: quanto può crescere l’infrastruttura europea dell’intelligenza artificiale se cittadini e istituzioni locali non hanno accesso ai dati completi sul suo consumo di energia e acqua?
