(AGENPARL) - Roma, 29 Settembre 2026 - Roma, 29 settembre – "Oggi il ministro Tajani dice che la decisione della Q8 di seguire Eni e Ip è frutto dell'azione politica e diplomatica del governo. E aggiunge che l'esecutivo continua a lavorare per risolvere i veri problemi dei cittadini. A parte l'euforia del momento, se vogliamo pure comprensibile dopo che per anni non ha fatto nulla e ora pensa di essere parte di una soluzione temporanea a un problema che tra l'altro non ha risolto neanche dopo numerosi 'decretini' varati da chi prometteva inoltre di abolire le accise sul gasolio, resta il fatto che il prezzo ai distributori è ancora alto e per ora si parla di un mese di 'sconti'. Quello che Tajani non spiega però è come mai il governo non abbia 'agito' prima, considerato che cittadini e imprese sono schiacciati da mesi dal caro carburante, come mai non abbiano ancora adottato una politica capace davvero di mettere al riparo le persone invece di dover sperare ogni volta in interventi temporanei, come mai tutto questo avvenga a pochi mesi dalle prossime elezioni, come mai in tutto questo tempo non siano stati capaci di tagliare gli extraprofitti come il Movimento 5 Stelle chiede da anni e che davvero avrebbe fatto la differenza per i cittadini. Me lo chiedo, così come tutti gli italiani, perché un governo serio dovrebbe affrontare concretamente il problema e invece con Meloni si resta sempre appesi a un filo di speranza, senza alcuna certezza. Se non quella di un governo che ancora una volta protegge le grandi compagnie a cui non tassa gli extraprofitti in cambio di un aiuto che si traduce in pochi centesimi di sconto ai distributori. Un'altra 'genialata' di chi è nel panico in vista della prossima legge di Bilancio e delle elezioni. Quello che Tajani e il suo governo fanno finta di non vedere sono le immagini delle file ai distributori di benzina, le proteste in arrivo, i cittadini stremati dal caro energia, dal record di pressione fiscale, dai rincari e gli stipendi sempre più bassi rispetto a un costo della vita che aumenta ogni giorno. O davvero ci vuole far credere che adesso si sono trasformati in campioni di 'azione politica'? La verità è che mentre per gli italiani si parla di pochi centesimi di sconto, le compagnie petrolifere risparmiano centinaia di milioni di euro perché non si vanno a tassare gli extraprofitti. C'è quindi poco da vantarsi, questa incapacità di governare va avanti da troppo tempo e a essere protetti dal caro carburante non sono i cittadini ma le grandi compagnie". Così in una nota il deputato M5S Leonardo Donno.
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