(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - ROMA, 23 sett. – "Una riforma dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile era necessaria. Ma non ci si può limitare a modificare le regole interne di una professione, come invece fa questa proposta di governo e maggioranza. Bisogna, invece, chiedersi quale professione vogliamo costruire per i prossimi vent'anni. La professione di commercialista è ancora sufficientemente attrattiva? I dati più recenti ci dicono che il problema esiste ed è serio. E' soprattutto ai giovani professionisti, alle donne, ai piccoli studi e ai professionisti che lavorano nei territori economicamente più fragili che una riforma dovrebbe guardare. Per questo il M5S ha affrontato questo provvedimento con un atteggiamento costruttivo, presentando una serie di emendamenti che avrebbero dato molte risposte agli interrogativi oggi esistenti. Abbiamo chiesto criteri tassativi e tipizzati, capaci di tutelare realmente l'indipendenza, l'imparzialità e la funzione pubblicistica del professionista. Abbiamo proposto di affiancare al principio dell'equo compenso quello dell'onerosità dell'incarico professionale: non possiamo lamentarci che i giovani abbandonino le professioni e contemporaneamente accettare una cultura nella quale il lavoro intellettuale può essere considerato gratuito. Particolare attenzione abbiamo dedicato alla governance: se vogliamo rendere questa professione più attrattiva per i giovani dobbiamo permettere ai giovani di partecipare anche alla sua rappresentanza. Invece, purtroppo nel testo che oggi votiamo manca l'ambizione. Serviva più coraggio perché questa riforma arriva in un momento nel quale tutte le professioni ordinistiche stanno attraversando una trasformazione profondissima. L'intelligenza artificiale, l'automazione dei processi contabili, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la crescente specializzazione delle attività economiche stanno cambiando radicalmente il lavoro del commercialista. Se vogliamo riportare i giovani verso questa professione, non possiamo semplicemente dire loro che abbiamo modificato le regole elettorali di un ordine. Dobbiamo offrire loro una prospettiva professionale, ridurre il peso degli adempimenti inutilmente burocratici, garantire compensi dignitosi, favorire l'accesso alla professione e alle specializzazioni, rendere possibile la crescita dei piccoli studi e l'aggregazione professionale. Per queste ragioni ci asteniamo nel voto finale, perchè si doveva e si poteva fare di più".
Lo ha detto la deputata M5S Carla Giuliano nella dichiarazione di voto sul Ddl delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
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